
Prigioniero gallo
Fine I° s. a.C. - marmo 93x68x41 cm
Musée
archéologique départemental,
Saint-Bertrand-de-Comminges, Francia
È stata presentata Roma, il 19 ottobre 2007 in anteprima,
nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Farnese, la mostra di
Palazzo Grassi, dal titolo "Roma e i Barbari. La Nascita di un nuovo
mondo", aperta al pubblico dal 26 gennaio al 20 luglio 2008.
L'esposizione, realizzata in collaborazione con la Kunst-und Ausstellungshalle der Bundesrepublik Deutschland
di Bonn (Germania) e con l'Ecole française de Rome, è curata da un comitato scientifico
internazionale, diretto da Jean-Jacques Aillagon, Presidente della
Reggia di Versailles, da Michel Gras, direttore dell'Ecole française di
Roma, e da Christoph Vitali, direttore del Kunst- und Ausstellungshalle
der Bundesrepublik Deutschland. Il comitato è coordinato da Yann
Rivière, direttore delle ricerche presso l'Ecole française di Roma, e da
Umberto Roberto, docente di storia romana presso l'Università "La
Sapienza" di Roma.
Alla conferenza stampa sono intervenuti Jean-Marc de La Sablière,
Ambasciatore di Francia in Italia, Jean-Jacques Aillagon, Michel Gras,
Monique Veaute, amministratore delegato di Palazzo Grassi e Christoph
Vitali. |
"All'inizio della nostra era – ha detto il curatore Aillagon - il
territorio europeo vive un violento confronto tra i Romani e popoli
quasi sconosciuti: i Barbari. Le invasioni di queste popolazioni, tema
centrale della mostra, rappresentano un vero e proprio scontro e
confronto tra culture, che segnerà l'inizio del periodo medievale e si
porrà come base della nostra eredità culturale."
Ma la grande novità della mostra è presentare questo periodo non tanto
come uno scontro, quanto come un incontro, per quanto drammatico e
conflittuale, tra culture diverse, ma qualitativamente equipollenti, da
cui nascerà l'attuale assetto del "vecchio continente".
Torniamo dunque all'alba della nostra era,
come suggerisce il curatore della mostra: Roma dominava tutte le coste
del Mediterraneo e si accingeva a conquistare anche il Nord dell'Europa.
A Ovest le isole britanniche stavano per essere sottomesse mentre i
confini del continente si espandevano seguendo il corso del Reno e del
Danubio.
Tuttavia, a partire dalla fine del secondo secolo, il ritmo incalzante
delle conquiste romane venne smorzato da temibili avversari provenienti
dalle coste scandinave, dall'Europa Centrale e dalle steppe asiatiche:
I Barbari.
L'arrivo di questi popoli ai
confini del territorio europeo non soltanto rallentò l'avanzata
dell'esercito romano, ma lo costrinse a ritirarsi. Fu così che alla fine
del quinto secolo, la parte occidentale dell'impero romano cedette il
posto ai regni barbarici.
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