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Ma si può dire davvero che questi
Barbari abbiano 'distrutto' l'impero romano, come si è creduto per
molto tempo?
Per la verità, tanto i Merovingi in Gallia, che gli Ostrogoti e poi i
Longobardi in Italia, quanto i Visigoti in Spagna, i Vandali in
Africa e gli Anglosassoni nell'isola britannica, hanno tutti subito
il fascino della cultura romana.
Insediatisi nel territorio romano, si nutrirono di quel sapere e di
quei costumi, e ne adottarono e diffusero la religione, il
cristianesimo. Anche se molte tecniche di artigianato vennero
abbandonate durante questo periodo di conflitti, la diversità
culturale della tribù barbara dette vita ad una nuova civiltà
occidentale.
Riportando alla memoria alcuni eventi quali i primi scontri tra
romani e germani, evocando il sacro romano impero di Carlo Magno e i
sacchi di Roma dei re Alarico e Genserico, il passaggio di Attila
attraverso l'impero, la conversione di Clodoveo ... la mostra 'Roma e
i Barbari' ripercorre i secoli della conflittuale coesistenza dei
due popoli.
Presentata sui tre piani di Palazzo Grassi, l'esposizione testimonia
ed evidenzia la ricchezza artistica della tarda antichità e del
primo Medioevo in Occidente in relazione con l'eredità classica
romana.
Raccogliendo un gran numero di tesori archeologici provenienti dai
più importanti musei d'Europa, Asia e America, alcuni dei quali
mostrati al pubblico per la prima volta, Roma e i Barbari illustra
la grandiosità e l'abilità tecnica di quei popoli che hanno forgiato
la cultura europea.
Con circa 1700 opere provenienti da tutta Europa,
(Germania, Austria, Belgio, Bulgaria,
Croazia, Danimarca, Spagna, Francia,
Ungheria, Irlanda, Italia, Macedonia,
Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Slovacca, Repubblica
Ceca, Regno Unito, Serbia, Svezia, Russia), dalla Tunisia e dagli
Stati Uniti d’America, |

la mostra rappresenta più di un
millennio di coesistenza, interazioni e conflitti tra questi due
mondi, evidenziando come il tema del dialogo tra le diverse culture
nell'area europea di quell’epoca, resta pur sempre attuale
nell’ambito delle problematiche contemporanee.
Non a caso Monique Veaute, l’attuale direttore ed amministratore
delegato di Palazzo Grassi, parla non tanto d’invasione, quanto di
un buon uso dell’immigrazione, uscendo così
dall’ambito della pura evocazione storica per entrare nel vivo del
dibattito sociale "Con Roma e i Barbari tornano a le mostre storiche
dedicate alle grandi civiltà del passato” ha ricordato poi "Il mio
desiderio è che Palazzo Grassi mantenga la propria vocazione di
luogo legato alle esposizioni temporanee, ma non solo. Sono infatti
convinta che questa grande istituzione italiana debba diventare
sempre più un punto di riferimento internazionale per il mondo
dell’arte e della cultura. Una importante sede espositiva ma anche
un centro di produzione di idee, un luogo di incontro e dibattito”.
Coloro che sono interessati a questo grande evento devono
affrettarsi, perché non sono previste proroghe alla chiusura, dato
che dopo il periodo di esposizione a Palazzo Grassi, "Roma e i
Barbari” sarà presentata a Bonn (Germania), dal 22 agosto al 7
dicembre 2008.
Informazioni pratiche:
Roma e i Barbari - Palazzo Grassi
dal 26 gennaio 2008
al 20 luglio 2008
tel. (+39)041 5231680
www.palazzograssi.it
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