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L'ANGOLO DELLA POESIA

DALLA ROCCOLTA POESIE
di Alberto Virgilio

DISINCHIOSTRO LA PAGINA

Disinchiostro la pagina
in sillabe disintegrate
girano a cerchio
di chiusura?
sono un poeta self-service
a rendimento part-time
lavoro a impulsi elettronici
a visioni memorizzate
mi compongo a pianeta
che ruota nell'immagine
un pò di Selene
un tanto ubbidiente
per il mare chiedo in terminale
ACCA-DUE-O
symbol orbis
negli occhi assenti rifranti
l'infinito.

dalla "RACCOLTA INEDITE"
di Paola Marenco

BUON NATALE

Tesa è la mano, vuota la ciotola,
gonfi di pianto gli occhi.
Quel Dio, unico, che t'ama
ti ha donato un cuore,
per amare tuo fratello,
sempre, anche oggi,
che onorato in seno alla famiglia,
siedi, imbandito come la tavola,
adorno del lustro dei tuoi averi.
Oggi che rimiri i tuoi figli,
belli e sani, lieti dei molti doni.
Tu, padre e onesto lavoratore,
tu, marito onorato e onorante,
tu, che anche oggi hai dimenticato
e doni i tuoi ricchi avanzi all'immondizia,
privandone perfino il cane,
mentre una ciotola vuota
e una mano tesa,
bagnate delle lacrime di un bimbo,
che nel silenzio della dignità,
piange la sua fame,
restano immobili in un posto qualsiasi
di questo mondo fatto di uomini come te,
che amano definirsi civili ed evoluti
e nell'ottusità dell'egoismo,
non sanno comprendere,
che giusto è il tuo desco se dividi
il tuo pane con chi non ha il cibo,
se apparecchi con l'amore
e la fratellanza la tua tavola,
perché non può essere civiltà
a questo mondo fin quando
qualcuno soffrirà la fame.
Buon Natale a te, fratello,
che Iddio apra nel tuo cuore,
il varco della fede sincera,
vi posi l'amore e l'umiltà,
perché tu sia guida nella famiglia,
pecora del Suo gregge,
fratello dei fratelli deboli e poveri,
perché tu possa rammentare sempre
il mero valore di questo giorno
e di tutti i giorni in cui
fra i fasti del tuo mondo
puoi donare dignità e amore
a chi non ha nulla.
Buon Natale!

L'ATTESA

Fuori dalla porta,
seduta su un gradino, aspettavo.
Il tempo passava segnando
il mio sguardo stanco
di nuvole passeggere e sensazioni
di mare in tempesta,
ho aspettato secoli,
sulle mie braccia stanche
hanno costruito il nido le rondini,
la neve poi mi ha ricoperta
facendo di me una statua gelata,
ed ho scandito il tempo che passava
coi brividi e l'orrore del silenzio,
mentre l'indifferenza mi calpestava
e la calunnia mi offendeva.
Ho veduto donne ridermi sul viso, vittoriose sul mio pudore
sul mio essere sbagliata
e a duri colpi di malizia
mi hanno brutalmente scansata,
buttata fuori dal gradino ove sedevo per prendere il mio posto
e poi quel vento,
che mi ha trasportata
ancora più lontana
coprendomi di foglie secche
e di giudizi pesanti
mentre non sapevo spostarmi,
ormai attonita, incredula,
a darmi pizzicotti per svegliarmi
dal torpore della delusione.
Ora, ai miei piedi le radici,
mi avvinghiano ben salda al terreno
mentre sprofondo di questo
mio soffrire e di dignità.
Solleverò il calice amaro
del mio tempo brindando al destino,
ai miei errori e alla mia capacità d'essere semplice come una bambina
e complicata come una donna.
Sono cresciuta nel soffio incostante
del mediocre paradigma
di un errore e con le gambe ormai completamente salde nel terreno continuo ad attendere,
memore che la vita
è un soffio di speranza,
assai breve, assai faticoso,
troppo ardimentoso per chi ha perso l'energia in una vana attesa.

dalla "RACCOLTA INEDITE"
di Aldo Viviano

IL VELO DELLA POPOLANA

Sei rimasta sola a portarlo
per coprirti il capo ed il viso
quando esci di casa,
al freddo ed alla pioggia
unico riparo.
o vieni dalla campagna.
D'inverno è il tuo cappotto,
hai pudore di quello vero
proprio dell'immagine
di altre chiamate signore.
Semplicemente ti rifugi
nella custodia di panno,
per difendere da sguardi truccati,
non protette da cipria ed unguenti
le rughe e le labbra aride,
la fatica palese in volto
e le sofferenze patite.
Quando però rientri a casa,
alla luce debole del focolare
gli occhi tuoi si riscaldano
di amore vero che si riscatta
nella libertà della parola
il silenzio dei passi lesti,
i tempi vuoti della solitudine
d'una terra da riscoprire
ad ogni costo,
ultima salvezza antica
per noi superstiti
inappagati sognatori.

dalla raccolta 
"ASPETTANDO L'AURORA"
di Pietro Giovanni Lucarelli

CARNEVALE

Vanno per le vie del borgo
bimbi e bimbe di azzurro vestiti,
i carri allegorici con questo e quello ...
scienziati, militari e politi,
la fanno da padroni nell'Italia del 2008.
La gente è pronta ad abbeverarsi
alla fonte delle menzogne
che a carnevale queste sono reali
È febbraio il monellaccio,
molto allegro ma pagliaccio.
Si ride, si salta, si impazza
per le vie e per le piazze...
vi è solo un forte schiamazzo
a distogliere la gente dai problemi.
C'è Napoli, con Monnezzopoli,
Roma con la politica...
nel mondo vi sono scienziati pronti
ad impiantare nel cervello
i cip dell'ultima generazione.
 

dalla raccolta
"ME PIACE AMMORE"
della Poetessa Tina Piccolo

SCAVA

Scava... scava nell'ombra
con la piccozza del tuo cuore,
vedrai.. troverai il sole.
Dove la terra è arida e deserta
scava più forte ancora
e sorgerà d'incanto... l'acqua.
Sgretola la roccia sopra al monte,
vi sono sepolti fiori
e col le ali recisi ad un gabbiano
vola... oltre l'orizzonte.
Ti chiameranno folle,
udrai risate di scherno,
dall'arco dell'odio
partiranno frecce avvelenate,
ma tu... scava nell'odio
con le affannose unghie del perdono
e vedrai che troverai l'amore.

AMAMI ADESSO

Non dire domani,
amami adesso...
domani
il mondo potrebbe sparire,
cancellato
come un disegno infantile
sull'immensa lavagna
del cielo...
Domi
la vita potrebbe
asciugarci
come due lacrime amare
smarrite
sul volto del tempo
e di noi
non rimarrebbe più niente.
Amami adesso,
domani potremmo dimenticare
persino i gesti da fare,
potremmo ammalarci,
morire...
Amami adesso...
cercami, stringimi,
prendimi adesso,
perché questo momento
ci appartiene davvero ...

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