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Diamo visibilità al comunicato del comitato cittadino
in lotta per proteggere la azienda più ricca di storia del paese che
affonda le sue radici nelle fornace imperiale ed è tutt'ora la più produttiva
del territorio colobrarese.
Nella notte
tra il 13 e il 14 gennaio u.s., nella discarica comprensoriale sita
nel comune di Colobraro alla contrada Monticello, ideata, progettata,
realizzata e gestita dalla Comunità Montana Basso Sinni con sede in
Tursi (MT), si è verificato un disastro ambientale dovuto a scivolamento
degli RSU a causa dell'eccessiva pendenza della vasca, oltre ad un'
imponente frana che ha contribuito allo scivolamento all'esterno degli
stessi, con conseguente lacerazione del telo di protezione in svariati
punti e fuoriuscita di enormi quantitativi di percolato, finito in un
corso d'acqua limitrofo che sfocia nel fiume Sinni. Lo scivolamento
ha compromesso irreparabilmente l'impianto per il prelievo del percolato.
Facciamo presente inoltre, che nella stessa discarica, in funzione da
circa 3 anni, realizzata su territorio con pendenza estrema, adiacente
a 2 corsi d'acqua (uno a destra, l'altro a sinistra), sottoposto a vincolo
idrogeologico con destinazione urbanistica agricola e circondato da
frane, si sono già verificati 2 enormi incendi dovuti ad autocombustione,
perché evidentemente in fase di progettazione e realizzazione non è
stato previsto l'impianto di captazione del biogas. Alleghiamo:
• fax di comunicazione fatto ai vari organismi preposti per la tutela
dell'ambiente;
• alcune foto.
N.B.: facciamo presente che sia degli eventi passati, sia del disastro
ambientale verificatosi, come innanzi descritto, a tutt'oggi nessun
organismo di informazione ha dato notizia, nonostante la gravità del
disastro ambientale verificatosi. Nel ringraziare sin da ora, chiediamo
di valutare quanto esposto e, data la gravità del disastro ambientale
verificatosi, saremmo grati di un vostro intervento, che contribuisca
a sensibilizzare l'opinione pubblica, gli organismi preposti per la
tutela dell'ambiente e a mettere definitivamente in sicurezza la discarica
di cui trattasi.

Foto della frana - Comitato Spontaneo
Cittadino
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Un'accurata
e minuziosa analisi del fenomeno Berlusconi ci viene fornita dal bel
libro di Massimo Giannini Giornalista per conto del Sole 24 ore e per
conto di Repubblica ed autore di vari libri, dal titolo "Lo statista,
il ventennio berlusconiano tra fascismo e populismo, in cui sostiene
4 tesi. La prima tesi è che Berlusconi è ormai uno statista .
Tra i peggiori della storia, ma un vero statista che ha saldamente in
mano per averlo conquistato in anni ed anni di dure battaglie, il destino
della nazione. La seconda tesi è che quella italianità è ormai una democrazia
in profonda trasformazione. Il Cavaliere guida una repubblica sempre
più transitoria, e più preterintenzionale.
La terza tesi è che lo Statista va preso sul serio. Nel suo "ramo è
davvero il "professionista migliore su piazza e non può essere considerato
come un'apprendista stregone piovuto sul pianeta Italia per casuale
evidenza (o personale convenienza) ed il suo governo di destra dura
e pura riflette la vocazione totalitaria anche se su questo concetto
si può opinare per il fatto che Berlusconi considerato il capo carismatico
della destra ha dato ai suoi governi un'impronta democratica e quindi
il suo governo è un governo democratico che tutela le principali libertà
del cittadino.
La quarta tesi di questo libro è che il Berlusconismo per i suoi connotati
vecchi e nuovi, ha diversi tratti in comune in senso soggettivo ed in
senso oggettivo con il fascismo. Anche su questa tesi si può opinare
in quanto non esiste alcun legame con il fascismo in quanto il regime
fascista era totalitario che dopo un primo periodo chiamiamolo pure
di transizione, fu un governo di coalizione, mentre nel 25' il regime
divenne dittatoriale e Mussolini cercò di sopprimere tutte le libertà.
Berlusconi da imprenditore, ha avuto la capacità di costituire un movimento
poi partito in breve tempo tra lo scetticismo generale e di vincere
subito le elezioni del 94'. Per cui egli non è più un uomo di spettacolo
ma è diventato un uomo di stato che è riuscito a capire col tempo tutti
i gangli della politica cercando di prodigarsi senza riuscirci completamente
per svariate ragioni, a portare avanti il suo programma politico.
Quindi è diventato un uomo politico a tutti gli effetti che ha messo
in piedi un partito e soprattutto è riuscito a sdoganare Gianfranco
Fini considerato dai critici un erede del fascismo e formando con lui
una solida alleanza di governo. Da un attenta lettura del libro si evince
che l'autore è riuscito a trattare con un linguaggio semplice e lineare
questo problema. Inoltre non è un semplice evento editoriale, ma un
autentico manuale di lettura e di riflessione per intavolare una discussione.
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