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CREDO NELLA VITA
ETERNA |
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Credo nella vita eterna. Nell'esistenza
ci sono momenti che vanno oltre i sensi, oltre il segno comune che muove
dal concreto e s'innalza sulla sfera psichico-relazionale del singolo
… Si parte dagli stimoli esterni, percorrendo il cammino della percezione
fisica, del moto dell'animo, della coscienza, dell'espressione, dei
criteri, dei significati, dei concetti, dei modi, delle direzioni, delle
uniformità. L'uomo è dotato di cinque sensi, salvo le imperfezioni o
gli impedimenti fisici: il senso della vita, dell'udito, dell'odorato,
del gusto, del tatto … Però ci accorgiamo subito che non basta vedere
per vivere, né ascoltare, né odorare, né gustare, né toccare. Anzi,
a che servirebbe vedere o rimuovere dallo sguardo, se poi non conoscessimo?
Oppure udire, se non accogliessimo parole o suoni e non respingessimo
quelle sgradite? Oppure, avvertire i sapori, le sensazioni, i piaceri,
le inclinazioni, le attitudini, le tendenze, se non si provasse ad intenderli
e saperli distinguere? Oppure, prendere conoscenza del mondo esterno,
senza la dovuta accortezza, la prudenza, la delicatezza, il garbo? Quante
volte ci troviamo dinanzi a cartelli su cui è scritto: "non toccare",
come avviene visitando opere d'arte o frequentando mercati alimentari
ed ambienti restaurati di recente. Ora, se non bastano i cinque sensi
per vivere al completo la nostra vita, vuol dire che per rispondere
alla nostre personali esigenze, che non sono soltanto di natura fisica,
ma vanno oltre il sensibile, occorre far leva sull'intelligenza e sulla
volontà, qualità proprie dell'uomo. |
Né intende
vivere alla giornata, il carpe diem di oraziana memoria. Non si contenta
dell'oggi. Se tanto fatica per costruire fortune e conforti terreni,
tale sua attitudine a proiettarsi nel tempo non può estinguersi con
la morte, ma il vissuto lo immette in una casa nuova, che non è più
di pietra, bensì costruita di atti, azioni, virtù, meriti spirituali,
maturità comportamentale, contemplazione di un cielo che non è la volta
superiore degli astri, ma sta nel suo cuore, nell'animo, nella soddisfazione
di aver edificato non solo all'esterno lungo la strada, quanto soprattutto
all'interno del cuore, nella coscienza delle opere buone e delle aspirazioni
migliori. La sua nuova abitazione è un altro spazio, un'altra stanza,
quella dello spirito, senza letto, senza porte, senza mobili: non si
commensura più con davanzali e scale, ma è posta lì dinanzi a Dio. In
una condizione non più circoscritta da confini e vie, indirizzi e numeri
civici, ma da permanente stato di vero benessere interiore non soggetto
a cambiamenti o rinnovamenti ed ammodernamenti. Noi saremo diversi da
ora: i sogni non saranno delusioni, la paura ed i fantasmi non invaderanno
i nostri pensieri, il silenzio della tomba non fermerà la nostra storia.
Al tramonto della vita non andiamo incontro alla sera per parlare alla
luna, ma al giorno nuovo che senza cancellare i ricordi ci colloca nella
luce di Dio, a somiglianza delle stelle del firmamento, a splendere,
senza nubi, senza rimpianti, senza lamenti, nel sereno dell'eternità
che non ha né calendario, né orologio … Il nostro è un ritorno a Dio,
dal quale trae origine la vita. Questa, una volta ricevuta, dopo la
parentesi più o meno breve affidata alle nostre cure terrene, è e resta
Sua, perché a Lui apparteniamo e Suoi siamo. Sia che viviamo, sia che
moriamo, siamo del Signore. La notte non ci appartiene più. La notte
è peccato. Noi siamo i figli del giorno, della grazia, di Dio, rinati
a vita nuova, non più soggetti alle creature, dalle quali ci distacchiamo
con la morte. Soggetti solo a Dio che ci accoglie dopo le dure e forse
lacrimevoli esperienze della colpa.
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