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1809-2009: bicentenario della
Pinacoteca di Brera |
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La Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le province di Milano, Bergamo, Como, Lecco, Lodi, Pavia, Sondrio e Varese, in collaborazione con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia, celebra il bicentenario della Pinacoteca di Brera, che è stata inaugurata il 15 agosto 1809, giorno del genetliaco di Napoleone Bonaparte, in quel momento Re d'Italia. Ma facciamolo raccontare a Mario Turetta Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia: "Il 15 agosto 1809, giorno del compleanno di Napoleone, in seno all'Accademia di Belle Arti di Milano, si inauguravano ufficialmente le prime quattro sale della Pinacoteca di Brera. Il progetto della Commissione d'Ornato dell'Accademia aveva previsto la suddivisione della antica chiesa di Santa Maria di Brera e la creazione di quattro saloni comunicanti al piano superiore per la nascente Pinacoteca. A quell'epoca le collezioni comprendevano 139 dipinti, ben presto aumentati a dismisura grazie soprattutto a Giuseppe Bossi che per primo cominciò a pensare a una vera e propria Galleria nella quale raccogliere le opere che venivano requisite dagli eserciti napoleonici con l'ausilio di Andrea Appiani e dei suoi emissari da tutto il resto dell'Italia. A duecento anni di distanza la Pinacoteca di Brera festeggia il suo bicentenario presentandosi in una nuova veste: sale rinnovate, dipinti disposti in doppio registro per presentare al pubblico una parte delle opere custodite nei depositi, illuminazioni potenziate, grazie al Comune di Milano, in corso di realizzazione, e un programma di mostre ed eventi che inviteranno il pubblico a tornare più volte in uno dei musei più famosi della città: una Pinacoteca con la quale Milano si è sempre identificata. Il bicentenario inizia con una mostra dedicata a Caravaggio, resa possibile grazie alla amichevole disponibilità di alcuni musei, con i quali da sempre la Pinacoteca di Brera ha rapporti di stretta collaborazione: la Galleria Borghese di Roma, il Metropolitan Museum di New York e la National Gallery di Londra. A questa seguiranno una serie di esposizioni ed eventi, tutti strettamente legati alla storia della Pinacoteca, dai primissimi anni del XIX secolo fino alla mostra fotografica dedicata a Brera e la guerra: un esempio di come la storia della Pinacoteca di Brera è stata strettamente legata a quella della città, anche in occasione degli eventi drammatici che colpirono e ferirono Milano e l'Italia, ma che vuole essere anche un tributo a quei coscienziosi e vigili funzionari dell'allora Real Pinacoteca di Brera che, con mezzi assolutamente inadatti e spesso a rischio della propria incolumità, portarono in salvo le opere più importanti del Museo e della città. Un anno di Brera che la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia e la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici di Milano dedicano soprattutto ai milanesi, invitandoli a riconquistare la loro Pinacoteca. Un grazie doveroso a quanti hanno creduto sin dall'inizio all'importante iniziativa: al Comune di Milano, a Civita Servizi e alla casa editrice Electa, agli sponsor e soprattutto a tutto il personale della Pinacoteca di Brera che – con la dedizione di sempre – si è dedicato alla realizzazione di questo impegnativo anno 2009." L'anno 2009 si preannuncia quindi denso di mostre, concerti, conferenze e convegni che accompagneranno il pubblico per più di dodici mesi, invitandolo a tornare più volte in Pinacoteca e a ripercorrerne gli episodi fondamentali della storia espositiva. Non mancheranno quindi omaggi ad artisti universalmente noti, quali Caravaggio e Raffaello, e approfondimenti di temi legati al contesto locale e alla storia dell'istituzione. Inoltre in occasione del bicentenario la Pinacoteca è stata, e sarà, oggetto di alcuni sostanziali interventi di restyling, finalizzati a rinnovare l'aspetto e l'allestimento delle sale e a migliorare e intensificare il servizio di accoglienza, per rendere più gradevole e funzionale alle esigenze del pubblico la visita ai capolavori esposti. Le collezioni della Pinacoteca di Brera nascono da un primitivo nucleo di dipinti, disegni, sculture e stucchi, raccolti dal primo segretario dell'Accademia, Carlo Bianconi, ai quali sono unite le opere requisite a seguito delle soppressioni di chiese e conventi, attuate in età teresiana e napoleonica. Come le gallerie di Venezia e Bologna, anche la Pinacoteca di Brera nasce con precise finalità didattiche, a fianco dell'Accademia di Belle Arti, fondata da Maria Teresa d'Austria nel 1776. È soprattutto in età napoleonica che, grazie all'iniziativa di Giuseppe Bossi segretario dell'Accademia dal 1801, le collezioni della Pinacoteca si arricchiscono tanto da permettere l'esposizione di una cospicua serie di ritratti e autoritratti e di capolavori quali lo Sposalizio della Vergine di Raffaello, la Madonna col Bambino di Giovanni Bellini e la Crocifissione di Bramantino. Con Milano capitale del Regno d'Italia (1805) confluiscono in Pinacoteca i più importanti dipinti requisiti dalle chiese delle regioni conquistate dagli eserciti napoleonici: Veneto, Emilia Romagna e Marche. Per sopperire alla vistosa assenza di testimonianze leonardesche e raffaellesche, vengono prelevati, con uno scambio forzato, ben ventitre dipinti e disegni dalla quadreria arcivescovile di Milano; nel 1813, grazie a un accordo con il museo del Louvre, la Pinacoteca acquisisce cinque dipinti di Rubens, Joardens, Van Dyck e Rembrandt a rappresentanza della scuola fiamminga del XVII secolo. Negli stessi anni gli affreschi staccati da chiese milanesi e lombarde di Bernardino Luini, Gaudenzio Ferrari, Vincenzo Foppa, Bergognone e Bramantino, danno origine a una delle maggiori raccolte nazionali di dipinti murali. Dopo la Restaurazione (1815) la crescita delle collezioni presentazione bicentanario Ministero per i Beni e le Attività Culturali della Pinacoteca continua a ritmo ridotto ma costante, grazie soprattutto a lasciti, doni, cambi e acquisti; fra questi spiccano il Cristo morto di Mantegna, acquistato presso gli eredi di Giuseppe Bossi nel 1824, e la Madonna del Roseto attribuita a Luini, giunta a Brera nel 1826. Nel 1882 la Pinacoteca, analogamente ai musei di Venezia e Bologna, acquisisce autonomia, separandosi dall'Accademia di Belle Arti, cui vengono affidati gran parte dei dipinti ottocenteschi. Lasciti e acquisti proseguono fino alla seconda guerra mondiale, con importanti opere di Correggio, Pietro Longhi, Piazzetta, Tiepolo, Canaletto e Fattori. A queste si aggiungono la Cena in Emmaus di Caravaggio e il Pergolato di Silvestro Lega, acquistate grazie all'associazione Amici di Brera e dei Musei Milanesi. In seguito ai pesanti danneggiamenti subiti dal palazzo di Brera e alla distruzione delle sale espositive napoleoniche durante i bombardamenti di Milano del 1943, la Pinacoteca viene rapidamente ricostruita e riaperta nel 1950 con un nuovo allestimento, a cura di Pietro Portaluppi. A testimonianza del lento ma costante incremento delle collezioni del museo giungono, negli anni settanta, la straordinaria donazione di Emilio e Maria Jesi – una raccolta di opere dei maestri dell'inizio del Novecento, fra cui Boccioni, Picasso, Braque, Carrà, De Pisis, Marini, Modigliani e Morandi – e, nell'anno 2001, il lascito di una parte della raccolta archeologica e della quadreria di Lamberto e America Vitali. Negli ultimi anni, grazie a finanziamenti di Stato, la Direzione della Pinacoteca ha potuto arricchire ulteriormente la sezione dedicata al Novecento con l'acquisto delle opere di Giorgio de Chirico (Corsa di quadrighe), Alberto Savinio (La cité des promesses) e Gino Severini (Le coup de foudre e Le demon du jeu) realizzate per la casa del raffinato gallerista Léonce Rosemberg, oltre al Nu debout in gesso di Alberto Giacometti e la splendida Ofelia (1922) di Arturo Martini, esposta a confronto con lo stesso soggetto scolpito di nuovo nel 1933. Anche la sezione dei dipinti antichi è stata di recente arricchita dalla Nascita della Vergine di Gaudenzio Ferrari, realizzata per la cappella della Concezione nella chiesa di Santa Maria della Pace a Milano. Infine nel corso del 2008 la Direzione Regionale ha effettuato due consistenti acquisti per la Pinacoteca: due tavole trecentesche, raffiguranti San Lorenzo e San Giovanni Battista, dipinte da Spinello Aretino, destinate alla sezione dei primitivi italiani post-giotteschi, e un cospicuo nucleo di 152 Autoritratti di grandi maestri del Novecento – tra i quali Carrà, De Chirico, Balla, Manzù, Sironi, Guttuso, Severini, Dorazio, Burri, Rotella, Fontana, Pistoletto, Schifano, Vedova – provenienti dalla dispersa collezione di Cesare Zavattini. programma 2009: Caravaggio ospita Caravaggio 17 gennaio - 29 marzo 2009 Il bicentenario si apre a gennaio con l'esposizione di quattro capolavori di Caravaggio: opere giovanili, come Il ragazzo con canestro di frutta della Galleria Borghese di Roma, il Concerto del Metropolitan Museum di New York e la versione della Cena in Emmaus di proprietà della National Gallery di Londra, posta a confronto con la redazione dello stesso soggetto, realizzata dall'artista intorno al 1606 e giunta a Brera nel 1939. Raffaello, Lo sposalizio della Vergine. Presentazione del restauro 19 marzo 2009 Già da mesi i visitatori di Brera possono assistere in diretta al restauro della pala di Raffaello, in corso nel laboratorio "a vista" allestito nella sala XVIII della Pinacoteca; dal 19 marzo, a restauro ultimato, il celebre dipinto potrà essere ammirato, di nuovo all'interno della cornice originaria, accompagnato da una documentazione sui risultati emersi dalle recenti indagini scientifiche e dalle informazioni sulle fasi essenziali degli interventi effettuati. Brera com'era: Paesaggi di Lombardia. 1817-1822, la Sala dei Paesaggi 7 aprile - 2 giugno 2009 Un excursus sul paesaggio della Lombardia sarà offerto dalla mostra dedicata a Marco Gozzi e ai dipinti a lui commissionati dal viceré Eugenio di Beauharnais e successivamente dal presidente dell'Accademia: non solo luoghi legati alle vicende militari e alla presenza francese in Lombardia, ma anche scorci di interesse paesaggistico e pittoresco. La mostra intende ricostruire, seppur idealmente, l'allestimento di una delle sale della Pinacoteca. Nel 1822 i dipinti erano infatti disposti ancora lungo le pareti della Sala dei Paesaggi (l'attuale sala XX), insieme a due affreschi dell'Appiani. La saletta fu disallestita circa un secolo dopo e i dipinti sono stati in parte trasferiti in deposito al Comune di Milano, per allestire il museo del Castello Sforzesco, e in parte consegnati all'Accademia di Brera. Il restauro del gesso della statua di Napoleone 5 maggio 2009 In uno dei saloni napoleonici il gesso della statua di Napoleone, realizzato da Antonio Canova, prima della fusione in bronzo dell'opera in cortile d'onore, ricorderà il fondatore della Pinacoteca. |
L'enorme gesso è stato restaurato per l'occasione insieme alla sua base. |