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IL VISITATORE DI MARTE
- Racconti
favolistici interplanetari -
di Pietro Giovanni Lucarelli

Riprendiamo la pubblicazione dalla pag. 29 della Riv. 1.09 (Gennaio - Febbraio 2009). A questo numero rimandiamo i lettori per la qualifica e ruolo dei personaggi citati nei racconti.

Difatti, non tutti i luoghi della terra sono idonei a coltivare il grano. Vedi, caro amico, dice il grande vecchio, quei posti che avete trovato bruciati dagli Ufo, ovvero dalle nostre navicelle, sono serviti proprio a questo: A misurare la densità di umidità del terreno e la temperatura dell'aria, ma evidentemente non ci siamo riusciti. Temar, credo che avete sbagliato periodo, perché, se ricordo bene quegli eventi avvennero durante la crescita delle piantine del grano e non nel periodo della maturazione, o meglio già maturo, forse per questo motivo non ci siete riusciti. No, non è questo, abbiamo fatto diversi prelievi e in tempi differenti, ma è probabile che la temperatura, per quanto ben controllata possa subire delle oscillazioni, quindi è da rivedere o bisognerebbe riguardare i periodi dello sviluppo delle piantine ed adeguare il tutto. Sí, dice Temar, ora cosa volete che faccia. Al momento sei libero di andare dove vuoi: quando vuoi qualcosa chiedi al nostro anziano o ad altri e sarai accontentato. Scusate, continua Temar, gradirei conoscere i vostri nomi e se è possibile chiamarvi direttamente. Si fa avanti il vegliardo del luogo e dice: sono Macula, e questi sono: Marmawe, Masuk, Murnak, Macuwe, Nurk, Taurm, Soug, Gunn, Fuor, Indak, Agrien, Tomak, Lumon, Cukum e Pondruk; siamo tutti del comitato scientifica, ma devi sapere che qui i nomi non sono come da voi: Il nostro nome è attribuito a una scoperta o invenzione. I nostri discendenti prendono da noi solo la prima lettera alla quel segue un numero, per esempio: Se uno ha tre figli si chiameranno M1, M2 e M3; questo vale per tutti anche per chi non ha un proprio prefisso, esempio mio figlio M1 che ha 10 figli, si chiameranno M1m1, il maschio e M1f1 la femmina e così seguono tutti. Quindi se riuscirai a riconoscerci visto la minima differenza tra noi, fai pure, noi accettiamo tutto. Bene signori, vorrei ritornare dai miei simili e trascorrere con loro un po' di tempo ed alimentarmi con ciò si nutrono. Macula guarda tutti gli altri e risponde: Ciò ti è stato concesso, potrai andare da loro ma non avrai gli stessi trattamenti, perché come potrai ben capire i viveri per i terrestri sono minimi ed adattarsi ai nostri cibi è duro, e quando dovrai tornare sulla terra potresti creare dei problemi, perciò ti è vietato di dire queste cose agli altri. Noi ti avremo sempre sotto controllo, quindi a te la scelta di comportamento: se tu manterrai questo segreto noi manterremo le nostre promesse, al contrario diventerai un nuovo numero tra i terrestri. Credo che potrò serbare questo segreto, ma vi prego di studiare bene un possibile rinvio sulla terra di tutti i terrestri, solo così potrete ottenere da loro una collaborazione e riuscire nei vostri intenti. Mi farebbe piacere poter dire queste cose ai terrestri che ospitate, cioè che loro stessi sono oggetto di studi o per uno sbarco in massa sulla terra; credo che questo farebbe felice tutti e voi avreste già qui una vera collaborazione, per ottenere quanto da voi desiderato; certamente vi aiuteranno ad organizzare un tale rientro sulla terra. A questa proposta tutti rimasero incantati e si guardavano l'un l'altro esterrefatti, poi Macula dice: Vedi, Temar qui non si muore veramente, abbiamo però una lunga vecchiaia, la morte, che noi non conosciamo ancora, viene sospesa, quindi tra i terresti ci sono uomini che non sono ancora del tutto vecchi, perché conservano l'età della loro venuta su Marte: Tornando sulla terra potrebbero sconvolgere diverse menti che credono di sapere tutto sullo scibile umano, ti chiediamo, perciò, di non dire queste cose agli umani fino a quando non avremo deliberato in merito. Ora, ci ritiriamo e studieremo con entusiasmo questa tua proposta, non appena trovata la soluzione ti chiameremo e concorderemo sul da farsi. Temar accetta, chiede il permesso di andare, ciò gli viene accordato … assegnata una guida nella persona di Indak; questi gli si fa accanto e dice: sono a tua disposizione, possiamo partire quando vuoi. Temar, possiamo andare già adesso, e i due cominciarono a camminare. Giunti in quel pianoro della volta precedente Temar chiede ad Indak: quella foresta che abbiamo di fronte di che vegetali è fatta? Indak dice: Sono filiformi e da loro ricaviamo i vestiti; dai loro semi il nostro pane, dalla linfa la bevanda e da secchi la legna per alimentare i nostri forni. Temar: Ma se voi abitate sotto il suolo come fate a smaltire il fumo del fuoco? Indak: Riutilizziamo anche quello, qui nulla si distrugge e nulla si abbandona tutto ritorna all'origine. Temar, dunque, anche gli uomini devono tornare all'origine! Da noi si dice: terra alla terra, giacché l'uomo fu tratto dalla terra e con la morte torna alla terra; qui perché non avviene allo stesso modo? Come accennava Macula, la morte da noi è come sospesa, ma visto che il Pianeta non può alimentare all'infinito tutti i viventi, vengono assemblati maschi con maschi e femmine con femmine e poi messi in attesa per essere riportati in vita ed impiegati nell'attività produttiva. Così si ottiene risparmio di energia ed alimentazione. Va bene, non farò parola con nessuno di loro, conferma Temar. Attraversarono la vallata e la foresta speditamente, si addentrarono tra i moduli abitative presero contatto con i terrestri. Temar chiede di Deinos, il quale si presentò non subito ma con comodo, quasi a voler sottolineare la sua indipendenza dai marziani. Indak tace e fa parlare il visitatore che appena scorge Deinos gli va incontro e lo saluta dicendo: Professore, tutto bene? Ed ecco che arriva anche Fobos, il quale dice: Ah adesso hai anche la guida, vuol dire che le cose ti vanno bene su Marte. Temar; in verità, sí ho avuto una buona accoglienza, devo dire in tutta coscienza però che non immaginavo niente di tutto questo. Deinos: Cosa hai trovato di accogliente? Temar: la comunità scientifica ad esempio, il signor Macula, che è il venerando del comitato: È molto gentile e disponibile all'ascolto; si compenetra e si appassiona della vita degli uomini, ma va; commenta Fabos, non è forse quello che vuole trasformare gli uomini in cavie, per i suoi esperimenti intenti a ridare vita ai vecchi, che a causa dei loro troppi anni hanno perso la forza di mangiare e persino di parlare? Sí, è proprio lui, risponde Temar, ha scoperto di poter inserire una crisalide nelle copie delle strutture umane esanime e ridare vigore ai vecchi senza danneggiare l'uomo: donatore infatti, ho visto una copia del mio corpo esamine, ma vivo, ricevere la sposa che noi chiamiamo crisalide. Non so, però, se l'esperimento sia riuscito. Risponde Indak: l'esperimento sta procedendo bene, ma devono passare 36 mesi per avere il risultato definitivo. Ma, bravo, dice Deinos, vuol dire che quello che noi abbiamo rifiutato per anni tu lo hai concesso in pochi giorni. Capisco, dice Temar, anche a voi è stato chiesto di collaborare in cambio di una vita migliore e non li avete creduti. No, li abbiamo creduti e come! A noi bastava che ci lasciassero le nostre navicelle, non volevamo altro. Temar, si rivolge a Indak chiedendo il perché e dove siano quelle navicelle; Indak risponde, le abbiamo sterilizzate e conservate per il momento che riteniamo più opportuno per restituirle e concedere agli astronauti di far ritorno sulla terra. Ah, ce le volete restituire, ma quando? Forse quando sulla terra non riceveranno più i nostri segnali? Saremo, dunque, condannati a rimanere quassù. No, dice Indak, voi non siete su e neppure giù, siete solo su un altro pianeta e quando verrà il momento sarete messi nelle condizioni di comunicare con la terra. A questo punto la voce rauca che guida tutti avverte che Temar e Indak devono far ritorno urgentemente al centro scientifico per importanti comunicazioni. I due salutano con modi cortesi i presenti che nel frattempo si erano radunati, e partono per il centro scientifico. Non appena usciti fuori dei moduli, la voce riprende a comunicare con loro e dice: Dovete accelerare il passo altrimenti vi coglierà il buio e una forte tempesta di polvere marziana e potreste perdere la vita e non solo l'orientamento per il ritorno. Ma, ecco, che una luce (navicella) in movimento nell'aria si avvicina e si posa al suolo a pochi passi da loro, e come le altre volte, compare una scala per salire sull'astronave; la voce sollecita i due ad entrare il più velocemente possibile, perché è in arrivo una tempesta mai verificatasi così intensa su Marte. Non sapremmo dire se si trattò di un poderoso salto o di essere stati risucchiati dalla navicella, per metterci al sicuro. Nonappena entrati la navicella si muove e presto si trovò davanti al Centro Studi; fanno appena in tempo ad entrare che il cielo diventò scuro e all'esterno non si vedeva più alcunché. Marmuwe si avvicina ai due e dice: Venite, ci sono grosse novità. Gli scienziati Murnak e Macuwel si avvicinano ai tre e dicono: Su andiamo, il comitato è al completo non fatelo aspettare; tutti e cinque accelerano il passo, percorsi alcuni corridoi si trovano in un'aula immensa con una moltitudine di esseri incappucciati. Macuwel si porta al centro della stanza e dice: Signori ho il piacere di presentarvi il terrestre Temar, colui che ci ha suggerito un nuovo approccio per ottenere una qualche collaborazione dai terrestri e che riguarda il loro ritorno sulla terra. Agli astronauti che sono fermi qui da noi, ormai da molti anni, farebbe piacere ascoltare il nostro dibattito e forse si convincerebbero che stiamo lavorando per loro, che siamo veramente loro amici e che nulla tramiamo contro di loro, anzi potremmo dare loro informazioni su come fare per vivere il più a lungo possibile. A questo proposito chiede la parola Nurk, la ottiene e così prende a parlare: Credo che l'idea non è malvagia, potremmo cominciare a far loro ascoltare questo dibattito e far capire la nostra vera intenzione e i problemi che incombono sul pianeta e che anche loro, stessi sono esposti ai rischi e pericoli che tutti noi corriamo. Anche Saug, il Presidente del comitato scientifico, la pensa così e fa notare che le tempeste marziane sono sempre più forti e frequenti, perciò disseppellire le astronavi terrestre è sempre più difficile, per questi motivi bisogna accelerare i tempi e permettere agli astronauti terrestri di far ritorno sulla terra con o senza le loro navicelle. Al termine di questo intervento Fuor, coordinatore dell'assemblea degli scienziati propone di sentire il parere di Temar, dicendo: Signori, abbiamo dato credito e fiducia a Temar, sentiamo cosa ha da dire a tal proposito. Il venerande Macula dopo un breve sguardo sui componenti dell'assemblea dice: Prima, però, sentiamo il Presidente del popolo marziano Ermat, cosa ha da dire in proposito, se è il caso di accelerare i tempi, o se il nostro ospite consiglia che ciò è fattibile, perché non ascoltarlo? Macula, si rivolge a Temar e dice: Dunque, hai la parola, usala per noi, ma anche per i terrestri ospiti qui da noi e per tutti coloro che in questo momento captano le nostre onde nell'intero universo e, quindi, anche per gli astronauti che ci ascoltano attraverso gli altoparlanti e, per quanti si trovano nel sistema galattico ingenerale. Temar: Signori, spero che saranno in molti ad ascoltare questo dibattito che è più incoraggiante ed illuminante di qualsiasi cosa possa venire dalla mia mente, perciò dico: Fate bene ad accelerare i tempi che riguardano il rientro a terra di tutti noi, credo anche che ognuno di noi si impegnerà al massimo per disseppellire le astronavi, visto che sono state seppellite per proteggerle dalle tempeste di polvere marziana e di averle sterilizzate per questioni sanitarie e non come si può pensare per sottrarle agli umani. Mettere gli uomini in contatto con la terra sarebbe la prova concreta che stanno aspettando da sempre, ma credo anche che dovete essere chiari e svelare tutti i segreti: Come la lenta crescita e l'invecchiamento che il loro corpo subisce. Credo che loro non sappiano che i primi arrivati qui sono ormai ultracentenari, eppure sono ancora efficienti e di aspetto giovanile bisognerebbe rivelare loro gli anni di permanenza effettiva. Temar lo ha già fatto senza volerlo: Ho pur detto, dive, che i tuoi simili erano già in ascolto; bene, spero che non me ne vogliano; sarebbe stato meglio farlo direttamente e spiegare al momento rispondendo alle loro domande sinceramente affinché ognuno si convinca della bontà di questa iniziativa. Macula: Va bene, diciamo, dunque, che ovunque essi si trovino possono chiedere spiegazioni premettendo il nome e la qualifica coperta sulla navicella, ovviamente il nostro centro elaborazione dati metterà in ordine di arrivo secondo le domande e quelli che chiederanno la stessa cosa verranno unificati, perciò raccomando, voi amici, di stare calmi perché risponderemo veramente a tutti.
Da questo momento potete rivolgerci le vostre domande. Sono Ugar, comandante

della navicella splorer partito dalla terra nel 1901, posso sapere da Temar in quale anno siamo sulla terra? Temar: Siam nel 2008, mio caro amico, sono ben 107 anni che sei qui; aggiungi gli anni che avevi alla tua partenza e ti renderai conto che della tua classe non c,è più nessuno sulla terra. Le domande continuano tutte su questo tono e motivo, ma ecco che arriva quella del professore Deinos: Sono il comandante della navicella Columbus partito dalla terra il 13 maggio 1969, desidero sapere se la mia navicella è ancora integra o è stata demolita. Risponde Macula: È integra come tutte le altre, tranne quelle che si sono schiantate sul suolo marziano; ne abbiamo comunque raccolto tutti i pezzi, e pure l'equipaggio, e li abbiamo ibernati proprio come fate voi sulla terra quando qualcuno cade in coma profondo. Contiamo di preparare dei lavori di aggiornamento per tutti voi, per ora vi prego rimanete calmi perché non appena la tempesta cesserà tornerà da voi Temar e vi potrà spiegare meglio di noi i problemi che stiamo vivendo qui su Marte. La tempesta infuriò per lungo tempo e Temar dovette rimanere al centro, solo dopo tre giorni tornò il sereno e la brima aveva bagnato tutto il materiale depositato dalla tempesta, modificando l'aspetto del suolo che circonda il centro scientifico. Usciti all'aperto, Temar si accorge che il paesaggio non era più lo stesso, alcune rocce che prima non si vedevano ora erano ben visibili, i pianori invece si erano ingranditi o completamente modificati, la foresta era seppellita i moduli abitativi erano ammassati uno sull'altro, gli uomini si erano nascosti nei sotterranei e quindi furono tutti salvi. Tanto gli veniva assicurato da Indak, la sua guida. Temar si fa coraggio e chiede di tornare dai suoi terrestri. Indak dice: Dobbiamo aspettare Pondruk, il presidente dei marziani appena ci darà il via andremo da loro. Temar annuisce ed attende. Con Pondruk c'è anche Cokum segretario del Presidente; i quattro dopo un breve saluto si incamminano verso quello che era un agglomerato di moduli abitativi terrestri. Ivi giunti trovarono tutto ammucchiato, l'uno sull'altro e senza una regola o ordine logico. Per Temar fu uno spettacolo spaventoso e raccapricciante, Indak lo rassicura dicendo che metterli al loro posto è facile: Infatti stiamo aspettando dei soggetti detti ordinatori, che sono i più giovani della nostra comunità lavorativa; essi sono: Munnuwuk e Nundukapp, questi arrivarono quasi all'improvviso come se si fossero materializzati dal nulla ed erano simili agli uomini: Avevano un corpo regolare ma quanto basta per paragonarlo a quello degli umani. Munnuwuk chiede se può cominciare a riordinare, ma Cokum alza la mano in segno di alt e senza farsi capire chiede mentalmente a Macula se Temar poteva vedere la forza dei marziani in sazione. Macula consiglia di avvertirlo e poi procedere; nel caso Temar non volesse vedere lo accompagnate in un ambiente insonorizzato. Detto fatto, Cokum dice: Temar sei in grado di assistere al manifestarsi della forza che i nostri operai ed agiscano senza l'uso delle mani per muovere i moduli e rimetterli al loro posto con la sola forza del pensiero? Temar, che più volte aveva sentito parlare di questo potere si dichiarò pronto e così in poco tempo vide quei due soggetti trasformarsi in ombre tromegganti come grosse nuvole nel cielo che si vedono dalla terra. Un attimo dopo quei moduli grandi come una casa si muovevano automaticamente e prendevano il posto e l'aspetto di prima. Quelli accartocciati venivano stirati e rimessi in condizione di essere nuovamente assemblati; il rumore che emettevano era impossibile per Temar, tanto che si portò sulle orecchie per attutirlo le mani, ma Indak interviene con un gesto estemporaneo imitando quello degli uomini, cioè allargando le mani rivolte verso il basso come per dire silenzio e i rumori spariscono. Temar toglie le mani dalle orecchie e guarda i suoi accompagnatori; Pondruk lo guarda e dice: Vedi, caro amico, questi rumori sono stati volutamente ridotti al minimo per sondare la tua resistenza ad essi. Per il futuro non possiamo farti udire altri rumorosi eventi che ti ridurrebbero sordo, quindi, sappi che i momenti in cui si può circolare su Marte senza schermatura sono veramente pochi. Va bene, dice Temar, vi prego di risparmiarmi questo atroce male; certamente lì stiamo evitando i rumori da molti anni anche con gli altri terrestri, senza che loro si accorgessero di questo problema. Fu così che in quattro e quattro otto i moduli ritornarono al loro posto e al primitivo aspetto, subito dopo una parete montuosa si nuove come una porte scorrevole e compaiono i sotterranei in cui vendono portati gli uomini e tutte le cose da proteggere dalla tempesta marziana. Si vede uscire con tutta calma un gran numero di persone umane, Temar cercava Deinos e Fobos ma non li vedeva, si avvicinò invece Ugar il comandante della navicella splorer, il quale dice: Tu sei Temar, non è vero? Sì, sono Temar, ma non so chi è lei: Sono Ugar l'astronauta più anziano e che da più tempo si trova qui su Marte ed ho già parlato con lei via radio, o altoparlante che dir si voglia. Sì certo ricordo la sua richiesta, ora mi può dire quanti anni aveva nel 1901? Ma certo, risponde Ugar, solo 26 anni, quindi ora ne ha 133 ed è il più arzillo di tutti i sessantenne. Dio mio, dice Ugar, se non fossi venuto qui ormai sarei morto da tempo, come certamente sono morti i miei parenti; il più piccolo dei miei fratelli aveva solo un anno, ora ne avrebbe 108. Se ci potesse essere una possibilità su alcuni miliardi di trovarlo ancora in vita, ma sulla terra ci sono pochi viventi che hanno superato questa età… Il più anziano della terra oggi ha 112 anni e vive in Italia, che è la nazione con più longevi al mondo, infatti sulla terra vivono 110 mila centenari. L'Italia, ripete Ugar, era la nazione da cui venivano i miei genitori; io invece abitavo a Bufalo nell'America del Nord. Lei da dove viene? Io vengo dallo Stato di New York che comprende anche la città di Bufalo. Scambiatesi queste poche informazioni, Ugar fa un passo indietro ed un altro uomo si presenta dicendo: Sono Jurinov, astronauta sovietico, partito dalla Russia nel 1925 per un viaggio nello spazio, ed avevo solo 20 anni, oggi sulla terra avrei 103 anni, ed ero l'ultimo figlio, perciò devo pensare che i miei sono tutti morti, ma tu quale notizia mi porti dalla grande Russia? La Russia oggi è una nazione democratica ed è ancora in competizione con la potenza americana soprattutto, nella ascesa nello spazio, confrontandosi continuamente anche con altri stati d'Europa ove spera un giorno di far parte politicamente e non solo come continente. Tra la folla si fa spazio Deinos e chiede di poter parlare con i rappresentanti del popolo di Marte, a questa richiesta si fa avanti Cokum, segretario del Presidente, e dice: Signore, chieda pure quello che vuole le risponderò su tutto. Deinos: Vorrei saper se è vero quello che ci avete detto tramite altoparlante. Certo che è vero, noi non diciamo cose non vere, preferiamo tacere anziché dare informazioni false, lei lo dovrebbe sapere. Allora, incalza Deinos, quando ci restituite le nostre navicelle? Il comitato scientifico sta studiando i modi e il tempo per restituirveli; credo che questo avverrà presto, forse avremo notizie già in questa giornata. Vi consiglio di tenervi pronti per eventuali richieste di aiuto, come lo stesso Temar ha auspicato in quella assemblea e che voi stessi avete ascoltato, spero che siate tutti d'accordo. Sì, certamente, risponde Deinos, e vi posso assicurare che tutti i terrestri acconsentiranno a questa richiesta. Qui interviene Fobos: Con le navicelle ci sarà restituita tutta la documentazione che avevamo con noi e quella che avevamo prodotta durante il viaggio? Sì, certo, dice Pondruk, ma dovete sapere che i terrestri hanno una Stazione Spaziale Orbitante a poca distanza dal pianeta Marte; se volete noi siamo in grado di farvi comunicare con loro, per fargli conoscere la vostra situazione ed ogni tentativo che avete fatto per tornare sulla terra; quindi, in caso di difficoltà, potremmo mettervi in contatto con le basi spaziali terrestri, ma noi vi possiamo facilitare il contatto con quelle della Stazione Spaziale Orbitante. Bene, dice Deinos, questo vi fa onore, ma prima vorrei controllare la mia navicella e poi decidere il da farsi. A questo punto la voce torna a farsi sentire, dicendo: Sono Marmowe, il comandante delle Forze Armate Marziane , incaricato da Presidente Ermat a far prendere visione del materiale terrestre a tutti gli equipaggi, perciò vi chiedo di organizzare gli stessi per numero, cioè i più numerosi partono dal numero uno e tutti gli altri a seguire; inoltre vi chiedo di tenervi pronti alla nostra chiamata e di non far perdere tempo alle squadre che vi accompagneranno con le navicelle, sia nell'imbarco e sia durante la visita, nel vostro e nostro interesse. Detto fatto, il primo equipaggio è proprio quello di Deinos, fobos e Laika, poi seguiranno gli altri. Forono invitati a salire sulle navicelle con dei speacher che chiedevano i numeri loro assegnati; in breve tempo tutti furono prelevati e portati ove si trovavano custodite le navicelle e i rottami di esse raccolti dai marziani e conservati fino ad ora. Con grande sorpresa alcune erano perfettamente funzionanti, ma le loro radio non riuscivano a collegarsi con la terra, ma solo tra di loro; questo fece capire subito che le frequenze terrestri erano ormai cambiate. Solo quella di Deinos dopo vari tentativi riuscì a farsi sentire dalla Stazione Spaziale Orbitante, ma che a sua volta, prima di rispondere alle domande, chiedeva che rispondesse su cose terrestri a lui sconosciute. Il professore non si perde d'animo e dice: Sentite, riferite alla Base Spaziale americana che Deinos, Fobos e Laika sono vivi; vi prego di collegarvi sulla loro frequenza comunicando loro la nostra, cosicché loro e noi possiamo parlare direttamente con la base. Questo messaggio viene consegnato prima al responsabile della nazione che gestisce e governa la Stazione Spaziale Orbitante. Dopo poche ore le radio delle navicelle cominciano a emettere fruscio simile al frinire delle cicale e poi arriva la voce dalla terra, un applauso di gioia saluta l'evento, da qui i contatti s'intensificano e l'organizzazione per il ritorno parte febbrilmente su tutta Marte. Dalla Terra viene offerta la possibilità di inviare una navicella “Cargo”, capace di atterrare su Marte e prelevare gli uomini presenti ed anche le stesse navicelle, basta fornire con precisione le coordinate e il luogo di atterraggio. Allora Deinos segnala alla base che gli uomini presenti non sono solo americani ma anche russi ed altre nazioni e sono più di un migliaio. Il più anziano di noi ha 133 anni ed è partito dalla terra il 23 giugno del 1901, oggi è ancora arzillo come un sessantenne; questo dato fa crollare l'umore dei terrestri al solo pensiero che quella chiamata fosse una colossale bufala e non sarebbe stata creduta. Sulla terra però cominciano a tenersi dibattiti e ricerche storiche a cui seguono sempre conferme e mai smentite, quindi la notizia diventa una bufala senza precedenti. Alcuni scienziati però mantengono il contatto e chiedono sempre maggiori chiarimenti; le rispeste che vengono fornite da Deinos sono sempre riscontrabili e precise, grazie però a quella documentazione trovata intatta sulla navicella, che nei documenti segreti sulla terra non è stata ancora distrutta. La cosa diventa sempre più interessante ed è ritenuta come la scoperta del secondo millennio. Quando Deinos e Fobos si accorgono che sulla terra le informazioni non vengono prese seriamente e si prendono gioco di loro, avvertono gli ascoltatori terrestri che se le cose continuassero così presto avrebbero una sorpresa che gli farà tremare i polsi e non solo la coscienza; così dà appuntamento ad una nuova chiamata. Marmowe fa sentire la sua voce dicendo di fare attenzione a ciò che si comunica: Prima di tenere qualsiasi altra comunicazione dovete avere la nostra autorizzazione, al contrario le vostre radio saranno coperte dalle nostre onde e non potrete più comunicare. La causa di questa decisione vi sarà spiegata dal venerande Macula in una prossima audizione, perciò state tranquilli che nessuno vuole il vostro male, anzi si pensa solo ad aiutarvi nel modo migliore possibile nella speranza che anche voi vogliate aiutare noi; ve lo abbiamo dimostrato sia con la conservazione delle vostre navicelle, sia con il vostro materiale ed anche con quest'ultima chiamata alle vostre basi, facendovi constatare il pericolo in cui si può incorrere dando tali notizie. Noi sapevamo che sarebbe finita così, Temar ve lo può confermare, anzi vi può dire di più perché lui ha ascoltato i nostri scienziati; ora vi prego di attendere la chiamata di Macula. Intanto tutti bersagliano Temar di domande contemporaneamente, proprio come accade in certe trasmissioni televisive terrestri, tanto che il povero uomo si porta le mani sulle orecchie per non sentire. Qui interviene Indak ad azzittire tutti.

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