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PARTE SECONDA
Il ritorno a terra Il Presidente Ermat si rivolge
agli astronauti e li ringrazia per l'accondiscendenza a far copiare
il proprio corpo e quindi donarlo ai vecchi del pianeta Marte: Grazie,
grazie, ripete il Presidente, voi uomini della terra ridate vigore al
popolo di Marte e sarete ricordati nella storia come i salvatori di
questo pianeta, destinato a non rinnovarsi con nuove generazioni.
Temar si fa avanti e ringrazia il Presidente dicendo: Credo che a dover
ringraziare siamo tutti noi, visto che ci avete accolti e nutriti malgrado
le vostre scarse risorse nutritive per noi, perciò unanimemente ringraziamo
il suo popolo per averci salvato la vita e per la promessa di portarci
a casa.
Il Presidente: Ho detto al comandante Marmowe di approntare il convoglio
delle navicelle e porsi lui stesso al comando con la nave madre e restare
in attesa di ricevere da parte di qualche nazione della terra di voler
ospitare lo sbarco degli astronauti e delle nostre navicelle nel proprio
spazio aereo, anche se non intendiamo atterrare completamente, ma depositare
sulle acque gli ospiti con un fascio luminoso trasportatore.
Ma ecco che Inik Nausica riprende dalla trasmissione con la rete terrestre
dicendo: Terra chiama Marte.
Nico risponde: Avanti, Nausica, siamo in ascolto. Nausica: fratello,
ascoltami bene, tutte le televisioni della terra sono collegate con
noi e vi sono presenti anche tutti gli inviati speciali delle testate
giornalistiche della carta stampata e delle reti televisive, perché
in questa trasmissione vi sarà assicurato che ogni lembo della terra
o punto marino sono pronti a ricevere il vostro convoglio.
Caro, fate attenzione a quello che sarà detto in questa trasmissione,
perché non abbiamo tempo per la replica.
Nico: Non preoccuparti tesoro mio di questo, qui non viene trascurata
o persa neppure una virgola, tutto sarà rigorosamente registrato, andate
avanti con le vostre comunicazioni. Seguono le dichiarazioni di accoglienza
per il convoglio; al termine di ciò alcune famiglie inviano messaggi
e foto ai loro congiunti, a cominciare da quella di Temar, di Deinos,
di Fobos, ma anche da parte di altre che sanno di avere dei congiunti
dispersi.
I dieci giorni dei festeggiamenti passano veloci e il Presidente Ermat
puntualmente torna a farsi sentire per comunicare con la Terra. La trasmissione
si apre con la voce di Nico che dice: Nico chiama Nautica, il collegamento
interplanetario è aperto, la voce, di Nausica riecheggia su Marte; avanti
Nico siamo tutti in ascolto.
Bene dice Nico, fate attenzione il Presidente Ermat indicherà il giorno
e il luogo di ammaraggio.
Ecco che sullo schermo dei terrestri compaiono le sigle prestabilite
delle trasmissioni marziane e poi la figura del Presidente, che dice:
Amici terrestri il nostro convoglio è pronto, non appena le condizioni
atmosferiche permetteranno di staccarci da Marte partiremo per l'Oceano
Pacifico.
La nazione da noi prescelta è la Polinesia, il punto sarà a circa 200
miglia dalle isole "Arcipelaghi della Fenice", il comandante Mormowe
con la sua nave madre resterà fuori degli spazi aerei terrestri, solo
le navicelle con gli astronauti scenderanno a breve distanza dalle acque
dell'Oceano Pacifico.
Se l'accoglienza sarà pacifica, gradita e spero gioiosa, la nave madre
rientrerà senza intervenire in nessun modo. I tempi per lo sbarco saranno
brevissimi occorrono solo pochi minuti e nessuno patirà alcunché.
A voi il compito di accogliere e prelevare dalle acque del Pacifico
i vostri astronauti; vi comunichiamo che secondo le nostre conoscenze
voi terrestri non potete registrare la fonte luminose ad altissima densità,
non perché ve lo proibiamo ma perché la luminosità delle nostre navicelle
brucerebbe ogni vostro supporto magnetico, perciò fate attenzione ai
vostri occhi se guardate quella luce ne uscirete ciechi.
Il nostro consiglio è: rimanete lontani e non guardate le nostre navicelle;
tenetevi lontani con gli aerei e natanti, la potenza elettrica del convoglio
li renderebbe incontrollabili, e quindi subirebbero danni irreparabili.
Lasciate che facciamo il loro lavoro i nostri addetti, non appena spariranno
dalla vostra vista potete recuperare gli uomini.
Per i predetti motivi il nostro convoglio è inattaccabile, quindi se
eventualmente qualcuno malintenzionato vuole tentare di catturare anche
una sola delle nostre navicelle verrebbe bruciata dal convoglio prima
ancora che la nave madre intervenga.
Essa sarà vista da voi ad occhio nudo come una stella supernova, ossia
come un piccolo sole ed a causa della sua vicinanza alla terra e soprattutto
ai ghiacciai, un lungo stazionare il quella posizione scioglierà i ghiacciai
causando non pochi danni agli uomini e alla terra stessa che verrebbe
in parte sommersa dalle acque, per questi motivi abbiamo scelto l'Oceano
Pacifico e l'Arcipelago della Fenice, proprio per non crearvi danni
più del minimo indispensabile.
Noi faremo il più veloce possibile per lo sbarco; vi preghiamo di prendere
tutti i provvedimenti affinché nulla faccia perdere un solo secondo
di tempo all'operazione, nel vostro stesso interesse.
Nel caso malaugurato che la nave madre dovesse scendere in aiuto al
convoglio molte terre emerse ritornerebbero inevitabilmente ad essere
sommerse dalle acque, senza contare le persone le cose che verrebbero
direttamente bruciate dal colore che la nave madre sprigiona.
Nella speranza di essere stato chiaro e preciso nelle spiegazioni, saluto
tutti gli uomini della terra e i loro rappresentanti con fraterno affetto.
Seguono i saluti tra Nico e Nausica e il collegamento si chiude.
Dopo una giusta pausa di riflessione generale, i governanti delle maggiori
potenze convocano un incontro a livello globale, ove tutti gli interessati
alle ricerche spaziali sono invitati a partecipare alla riunione per
preparare l'accoglienza degli astronauti e fare in modo di non provocare
una sciagura di proporzioni mondiali.
Detta riunione viene convocata con urgenza proprio nella nazione prescelta
dai marziani e precisamente su di una nave appoggio ormeggiata nelle
acque internazionali presso l'Arcipelago della Fenice.
Il Presidente Ata Luce chiede ed ottiene l'attenzione dei media mondiali
ad essere loro; i notai della riunione affinché venga fatta circolare
in tutto il globo terrestre ed anche sul pianeta Marte, per quest'ultimo
viene ovviamente invitata la testata giornalistica televisiva della
rete Inik-work, affinché coinvolga la rete del pianeta Marte, affinché
vedano ed ascoltino quello che si fa e si dice per il ritorno degli
astronauti.
Il papà di Nico e Nausica proprietario della rete televisiva comunica
al Presidente Ermat la richiesta di collegamento con la sede dell'incontro,
cioè la nave appoggio. Ermat, accetta e la trasmissione avviene sotto
la forma interplanetaria ormai già consolidata con tutte le emittenti
televisive terrestri.
Fremono i preparativi per l'incontro che viene fissato per il giorno
di Natale dell'anno che verrà.
Tutti i grandi della terra si riunirono in quel giorno per la più grande
portata storica che la terra ricordi e proprio durante detta riunione
arriva il via della partenza da Marte del convoglio delle navicelle
che porteranno a terra gli astronauti dispersi nello spazio nel corso
di 100 anni.
È Nico questa volta a chiamare e a dire a sua volta a Nausica: Marte
chiama Terra, rispondete. Nausica non si fa prendere alla sprovvista
e risponde: Dimmi fratello siamo in ascolto.
Nico: Aprite tutti i canali, il Presidente Ermat sta per dare il via
alla dichiarazione di partenza del convoglio e l'arrivo presunto negli
spazi aerei terrestri.
Nautica; Tutto è pronto, il Presidente può parlare.
In quell'istante compaiono sugli schermi televisivi terrestri le sigle
della trasmissione marziana e quindi la solita immagine di Ermat, il
quale saluta con un: Ciao amici della terra, sto seguendo la vostra
trasmissione in diretta dalla nave appoggio nei pressi dell'Arcipelago
della Fenice, ove si svolge l'incontro dei grandi della terra a riguardo
del rientro degli astronauti.
Sono contento di sentire autorevoli personaggi della terra concordi
nel voler collaborare tutti insieme per una prestigiosa riuscita dello
sbarco ed ho il piacere di comunicarvi la data della partenza che è
quella che va dall'alba di domani riferita alla Polinesia, con l'arrivo
presunto del convoglio nella notte seguente precisamente intorno all'una
che è poi l'ora migliore per proteggervi dalla potente luce che emettono
le nostre navicelle e la nave madre.
Vi esorto ancora una volta a non tentare alcun intervento che potrebbe
ritorcersi contro di voi stessi per i motivi che vi ho già elencati
nella precedente trasmissione. Da parte nostra non faremo alcun atto
inconsulto, continuò Ermat, e lo abbiamo dimostrato nei secoli e in
tutte quelle volte che abbiamo visitato la terra per acquisire dati
necessari ai nostri scienziati e che voi terrestri avete classificati
come apparizioni di oggetti sconosciuti (ufo).
Anche in quelle poche volte che ci avete avvistati non abbiamo causato
danni, se si escludono piccoli incendi di campagne e comunque non voluti.
Mi auguro che da ora in poi tutto possa avvenire con una certa regolarità
concordata tra i nostri pianeti.
Durante questa missione non potete avere alcun contatto con il nostro
personale; ogni tentativo di contatto da parte vostra verrà vanificato
dal comandante Marmowe nel modo che riterrà più opportuno senza darvi
agio di intervenire.
Resto fiducioso che nulla accada durante l'intera operazione.
Permettetemi di salutarvi con un abbraccio ideale e che Iddio voglia
un giorno far coesistere i nostri popoli affinché l'uno possa aiutare
l'altro e viceversa, il vostro amico Ermat.
Nelle varie sale della nave appoggio ove erano presenti i grandi della
terra si levò forte un interminabile applauso e si chiude così la trasmissione.
Su Marte tutte le pratiche per l'imbarco erano pronte, anche per gli
uomini della terra; già da qualche giorno era stato ultimato il trattamento
di copiatura del loro corpo, questo faceva inorgoglire sia loro che
gli stessi marziani.
La novità più grande per gli astronauti è stata quella di vedere prima
della partenza da Marte le 1222 spose che riceveranno il loro corpo
esanime.
Infatti, fu permesso agli astronauti di visitare quello che sulla terra
chiameremmo Ospizio per vecchi, cioè il centro in cui venivano amorevolmente
curati gli anziani chiamati "spose".
Per l'occasione venne posto accanto ad ognuna di esse un numero corrispondente
a quello cronologico dei donatori ottenuto per l'intervento di copiatura;
così ogni donatore poteva vedere la sposa a cui sarà assegnato il proprio
corpo.
Deinos giunto davanti al suo numero 22 sposa, dice: Amico fai buon uso
del mio corpo perché quando ritornerò qua voglio conoscerti meglio,
o magari vieni tu da me sulla terra visto che io sono destinato a morire
invece tu no.
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Calaiaghira sorella della sposa, risponde: Signore,
mi farò carico di riferire a Catara la sua richiesta e raccomandazione.
Ovviamente tutti gli altri astronauti ebbero a dire una qualche cosa
a quelle spose, sia pure solo mentalmente, che non riportiamo, "per
ovvi motivi", anche se si deve dire che i marziani sanno leggere nella
mente degli uomini e quindi sapevano tutto quello che si pensava durante
la visita come pure durante tutta la permanenza degli astronauti su
Marte; ma la loro bontà li portava a perdonare proprio come Gesù chiese
al Padre: "Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno". Queste
cose diedero fiducia sia ai terrestri che ai marziani, nell'intraprendere
la nuova ed insolita missione interplanetaria.
La vigilia di Natale dell'anno che verrà sarà carico di amore per il
prossimo riferito questa volta non solo agli umani, ma anche a quegli
esseri spettrali che incutevano tanta paura per la loro inscrutabilità
ma anche tanta simpatia e tenerezza.
I terrestri all'uscita della montagna cava si radunarono e vollero esprimere
uno per uno il proprio saluto di ringraziamento e di commiato, da quegli
amici che da ora in poi chiameremo fratelli marziani, proprio per ricordare
che i loro corpi sia pure esanimi erano là a dar vita a quelle spose
ormai troppo avanti negli anni, per menare una vita attiva nella società
e godere nuovamente di quel vigore che ogni essere dotato di intelligenza
e riflessione deve avere per non sentirsi un peso per i parenti, amici
e per la stessa società. Dunque, i nostri astronauti si sentivano ormai
dei marziani acquisiti e del tutto inseriti in quella società sconosciuta
e giammai sperimentata nella realtà, ma forse solo auspicata e immaginata
attraverso dei racconti fantascientifici e trovate di scrittori di simili
argomenti.
Temar prende per primo la parola e si rivolge a Macula dicendo: Amico,
sei stato il primo a parlare con me, è giusto che il nostro saluto sia
per primo rivolto a te e poi a tutti gli altri. Ringraziamo attraverso
te tutti i vegliardi e scienziati, il Presidente Ermat e tutti coloro
che si sono adoperati nel salvarci la vita.
Grazie, dunque, a tutti da parte di tutti noi, lasciatevi salutare uno
per uno con un inchino sfilandovi davanti prima di imbarcarci.
Macula ricambiò i saluti dicendo: Caro Temar, è stato un vero piacere
per tutti noi, sappiate che qusto vostro gesto è stato molto apprezzato
e perciò meritate un premio, quando passerete davanti a noi chinandovi,
concederemo ai più sinceri il nostro stesso spirito, questo avverrà
solo in chi percepirà una nuova luce che attraverserà il corpo di chi
la riceve.
Qui il presidente Ermat interviene dicendo ai vegliardi: No, miei cari,
noi siamo per la pace, dunque, tutti devono ricevere lo stesso premio
proprio perché agirà in loro quel senso riflessivo che li farà ravvedere
e quindi essere vicini al nostro pensiero; darò dunque il mio amore
fraterno a tutti e vi prego di fare altrettanto: portino sulla terra
il seme della bontà a tutti coloro che vorranno ascoltare la loro avventura.
Tutto questo avvenne proprio durante il saluto; ad ogni inchino degli
astronauti un fascio di luce avvolgeva l'uomo ed una voce al suo interno
diceva: Vai con la luce perché essa ti darà la forza di essere sempre
autosufficiente ed in pace con tutti.
Alla fine di tutto questo interviene il comandante Marmowe, il quale
dice: Signori là ci sono 12 navicelle, su ognuna di essa ne devono salire
102, solo nell'ultima ne saliranno 100, perciò non perdete tempo, continuate
a procedere in questa formazione e salite sulle navicelle.
Gli astronauti ubbidiscono, senza chiedere altro; la gioia di tornare
a terra era tale da far dimenticare tutte le sofferenze patite e le
cose che avevano acquisite nel tempo sul pianeta Marte, ora abbandonate
o dimenticate nei loro alloggi.
Una volta tutti a bordo delle navicelle si chiudono le porte e la voce
del comandante Marmowe si fa sentire, nel dare il benvenuto sulla sua
flotta spaziale, e dice: Benvenuti sulla flotta del pianeta Marte, ora
però indossate la tuta che troverete nel vano sotto il vostro sedile,
in essa ci sono tutte le cose che avevate nei vostri alloggi, controllate
che il numero della tuta corrisponda a quello datovi per la copiatura
del vostro corpo e che gli oggetti in essa contenuti siano i vostri.
Appena avrete indossata la tuta e controllato il contenuto ci sarà il
decollo, ma prima dateci conferma che la tuta è quella giusta premendo
il tasto verde che si trova sul braccio destro della vostra poltroncina
o quello rosso che è sul braccio sinistro nel caso di tuta sbagliata.
Tutto fu confermato in un lasso brevissimo di tempo e Marmowe dà l'ordine
di accendere i motori. Sui video delle navicelle compaiono le sequenze
numeriche ormai note ai terrestri di Marte e poi la figura del Presidente
Ermat, con le braccia aperte quasi a voler raffigurare il Cristo dei
terrestri che dice: Buon viaggio e ritorno a casa e che Dio il Creatore
dei cieli e della terra sia sempre con voi. Poi chiude le braccia e
i video si spengono.
Era, dunque, giunto il momento di prendere coscienza ed affrontare nuovamente
l'ignoto per il tanto augurato ritorno a casa. Da lì a poco il classico
distacco dal suolo di un oggetto volante si avverte nettamente e un
forte applauso si leva in tutte le navicelle.
Dagli altoparlanti si risente la voce di Marmowe che dice: Amici siamo
in volo verso la terra, stiamo lasciando il suolo marziano, da ora in
poi siete sotto il diretto controllo della nave madre, quindi eseguirete
i miei comandi e vi muoverete senza discutere.
Vi prometto che il viaggio sarà veloce al punto tale che non vi accorgerete
neppure del tempo che passa, anche se trascorreranno ben 14 ore terrestri
prima che le navicelle stazioneranno sull'Oceano Pacifico e vi sarà
permesso di lasciare le nostre navicelle.
Ma ora ascoltatemi bene, salvo eventi non previsti crediamo di dover
completare lo sbarco in pochi minuti, le condizioni climatiche sull'Oceano
pacifico sono ottimali e la tuta che avete appena indossata vi proteggerà
dal freddo delle acque e vi manterrà in superficie fino a che i soccorritori
vi trarranno in salvo.
Prevediamo che sul posto vi siamo già molte persone, sia militari che
civili, scienziati e giornalisti, semplici curiosi e certamente tutti
i vostri parenti, quindi vi preghiamo di predisporre la vostra anima
all'accoglienza anche per quelle persone che vi hanno in qualche modo
ignorati, se non abbandonato nello spazio; perdonate e tutto sarà superato
con gioia sia sulla terra che su Marte, ove siete stati accolti ed accuditi
come meglio abbiamo potuto.
Questo è quanto noi abbiamo sperato e saputo fare in vista di quel sentimento
che affratella con il resto dell'universo ove il Creatore di tutte le
cose ha voluto impiantare il seme dell'umana gente.
Ecco che sulle teleschermi delle navicelle compaiono di nuovo le sequenze
numeriche delle trasmissioni interplanetarie e subito compare anche
la sagoma di Macula il quale chiama Nico Inik e dice: Signor Inik, le
trasmissioni terrestri stanno chiamando Marte per parlare con lei, la
prego di porsi davanti a un teleschermo e parlare con il suo Papà.
Nico: sono pronto, ed ecco che la voce di Peter Inik dice: Figliolo,
qui sulla terra tutto è pronto per accogliervi; le televisioni di tutto
il pianeta sono puntate sull'Arcipelago della Fenice; vorremmo avere
conferma del punto di sbarco per portarci sul posto, anche se le potenze
della terra hanno già circondato una vasta area ove si prevede l'ammaraggio,
non sappiamo a chi rivolgere questa domanda: è possibile inoltrarla
tramite voi? Nico: Credo che quanto state chiedendo sia già stato recepito,
altrimenti non vi sarebbe dato modo di parlare con me. Macula interviene
e dice: Bravo Nico, è proprio così, confermiamo sia il luogo di arrivo
che l'ora, le navicelle appariranno sugli schermi radar terrestri da
un momento all'altro, questo è l'ultimo contatto tra noi, voi e la terra;
da questo momento sarà Marmowe a farsi sentire e a gestire l'ammaraggio;
il video si spegne.
La risposta fu percepita anche dalle televisioni di tutta la terra,
i contatti tra loro fremevano come non mai.
La nave appoggio lancia un comunicato mondiale, a farlo è il comandante
M'arósë il quale dice: Giornalisti ed emittenti tutte vi comunichiamo
che fra qualche istante apriremo la "Force zero", tutti potete avere
le immagini e i commenti che avremo con la nave Madre con al comando
Marmowe che ci dirà il da fare, vi prego di eseguire alla lettera le
sue istruzioni, proprio come faremo noi.
E Marmowe non tarda a farsi sentire, comparendo sui teleschermi di tutta
la terra, infatti in quelle ore nessuno dormiva, tutti attendevano lo
sbarco più di quando si attendesse l'evento dello sbarco dell'uomo sulla
Luna da parte di Neil Armstrong, il 21 luglio 1969.
L'Oceano pullulava di navi di ogni genere, le città erano tutte illuminate,
è proprio il caso di dire "nessun dorma", in televisione c'è un evento
da non perdere.
Infatti, M'rósë pronuncia la mitica frase: Amici i vostri cari saranno
da qui a poco di nuovo tra voi.
È mezzanotte e il comandante Marmowe dalla nave madre chiama Terra,
dalla terra risponde il comandante della nave appoggio M'arósë.
Avanti, Marmowe, siamo in ascolto. Il comandante Marmowe annuncia: I
vostri radar stanno per segnalare la presenza di navi non conosciute;
sono le nostre 12 navicelle che si disporranno in linea orizzontale
sulle acque dell'Arcipelago della Fenice nell'Oceano Pacifico.
Rimanete calmi, provvediamo noi a far galleggiare i vostri astronauti
sulle acque affinché nulla possa loro accadere; solo quando il nostro
bagliore si dissolverà potrete avvicinarvi e recuperare i vostri uomini.

Nave Madre
Cessata la comunicazione compare nel cielo un
sole cocente che noi chiameremo sole di mezzanotte: è la nave madre
che guida il convoglio della flotta marziana.
Subito Marmowe riprende: Ecco, noi rimarremo a questa distanza per non
provocare ulteriori danni al vostro mondo, la cosa durerà pochissimo
se vi atterrete alle nostre istruzioni.

navicella in avvistamento
Non finisce di dire queste cose che i radar segnalano
la presenza di 12 distinte forme luminose in movimento verso la terra,
il comandante M'arósë ordina a tutti di non muovere neppure un dito
ed attendere il via per il recupero delle persone in acqua.
Solo pochi minuti dopo la voce di Marmowe si rifà sentire, per ringraziare
dell'accoglienza riservata non solo agli astronauti ma anche alla loro
flotta, infatti proprio nel momento in cui dalle navicelle scendono
verso le acque luci meno forti della fonte generante Marmowe annuncia
che le prime astronavi sono ammarate, ancora qualche minuto e tutto
sarà finito nel modo migliore possibile.
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