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IL VISITATORE DI MARTE
 - Racconti
favolistici interplanetari -
 di Pietro Giovanni Lucarelli

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 PARTE SECONDA

Il ritorno a terra Il Presidente Ermat si rivolge agli astronauti e li ringrazia per l'accondiscendenza a far copiare il proprio corpo e quindi donarlo ai vecchi del pianeta Marte: Grazie, grazie, ripete il Presidente, voi uomini della terra ridate vigore al popolo di Marte e sarete ricordati nella storia come i salvatori di questo pianeta, destinato a non rinnovarsi con nuove generazioni.
Temar si fa avanti e ringrazia il Presidente dicendo: Credo che a dover ringraziare siamo tutti noi, visto che ci avete accolti e nutriti malgrado le vostre scarse risorse nutritive per noi, perciò unanimemente ringraziamo il suo popolo per averci salvato la vita e per la promessa di portarci a casa.
Il Presidente: Ho detto al comandante Marmowe di approntare il convoglio delle navicelle e porsi lui stesso al comando con la nave madre e restare in attesa di ricevere da parte di qualche nazione della terra di voler ospitare lo sbarco degli astronauti e delle nostre navicelle nel proprio spazio aereo, anche se non intendiamo atterrare completamente, ma depositare sulle acque gli ospiti con un fascio luminoso trasportatore.
Ma ecco che Inik Nausica riprende dalla trasmissione con la rete terrestre dicendo: Terra chiama Marte.
Nico risponde: Avanti, Nausica, siamo in ascolto. Nausica: fratello, ascoltami bene, tutte le televisioni della terra sono collegate con noi e vi sono presenti anche tutti gli inviati speciali delle testate giornalistiche della carta stampata e delle reti televisive, perché in questa trasmissione vi sarà assicurato che ogni lembo della terra o punto marino sono pronti a ricevere il vostro convoglio.
Caro, fate attenzione a quello che sarà detto in questa trasmissione, perché non abbiamo tempo per la replica.
Nico: Non preoccuparti tesoro mio di questo, qui non viene trascurata o persa neppure una virgola, tutto sarà rigorosamente registrato, andate avanti con le vostre comunicazioni. Seguono le dichiarazioni di accoglienza per il convoglio; al termine di ciò alcune famiglie inviano messaggi e foto ai loro congiunti, a cominciare da quella di Temar, di Deinos, di Fobos, ma anche da parte di altre che sanno di avere dei congiunti dispersi.
I dieci giorni dei festeggiamenti passano veloci e il Presidente Ermat puntualmente torna a farsi sentire per comunicare con la Terra. La trasmissione si apre con la voce di Nico che dice: Nico chiama Nautica, il collegamento interplanetario è aperto, la voce, di Nausica riecheggia su Marte; avanti Nico siamo tutti in ascolto.
Bene dice Nico, fate attenzione il Presidente Ermat indicherà il giorno e il luogo di ammaraggio.
Ecco che sullo schermo dei terrestri compaiono le sigle prestabilite delle trasmissioni marziane e poi la figura del Presidente, che dice: Amici terrestri il nostro convoglio è pronto, non appena le condizioni atmosferiche permetteranno di staccarci da Marte partiremo per l'Oceano Pacifico.
La nazione da noi prescelta è la Polinesia, il punto sarà a circa 200 miglia dalle isole "Arcipelaghi della Fenice", il comandante Mormowe con la sua nave madre resterà fuori degli spazi aerei terrestri, solo le navicelle con gli astronauti scenderanno a breve distanza dalle acque dell'Oceano Pacifico.
Se l'accoglienza sarà pacifica, gradita e spero gioiosa, la nave madre rientrerà senza intervenire in nessun modo. I tempi per lo sbarco saranno brevissimi occorrono solo pochi minuti e nessuno patirà alcunché.
A voi il compito di accogliere e prelevare dalle acque del Pacifico i vostri astronauti; vi comunichiamo che secondo le nostre conoscenze voi terrestri non potete registrare la fonte luminose ad altissima densità, non perché ve lo proibiamo ma perché la luminosità delle nostre navicelle brucerebbe ogni vostro supporto magnetico, perciò fate attenzione ai vostri occhi se guardate quella luce ne uscirete ciechi.
Il nostro consiglio è: rimanete lontani e non guardate le nostre navicelle; tenetevi lontani con gli aerei e natanti, la potenza elettrica del convoglio li renderebbe incontrollabili, e quindi subirebbero danni irreparabili.
Lasciate che facciamo il loro lavoro i nostri addetti, non appena spariranno dalla vostra vista potete recuperare gli uomini.
Per i predetti motivi il nostro convoglio è inattaccabile, quindi se eventualmente qualcuno malintenzionato vuole tentare di catturare anche una sola delle nostre navicelle verrebbe bruciata dal convoglio prima ancora che la nave madre intervenga.
Essa sarà vista da voi ad occhio nudo come una stella supernova, ossia come un piccolo sole ed a causa della sua vicinanza alla terra e soprattutto ai ghiacciai, un lungo stazionare il quella posizione scioglierà i ghiacciai causando non pochi danni agli uomini e alla terra stessa che verrebbe in parte sommersa dalle acque, per questi motivi abbiamo scelto l'Oceano Pacifico e l'Arcipelago della Fenice, proprio per non crearvi danni più del minimo indispensabile.
Noi faremo il più veloce possibile per lo sbarco; vi preghiamo di prendere tutti i provvedimenti affinché nulla faccia perdere un solo secondo di tempo all'operazione, nel vostro stesso interesse.
Nel caso malaugurato che la nave madre dovesse scendere in aiuto al convoglio molte terre emerse ritornerebbero inevitabilmente ad essere sommerse dalle acque, senza contare le persone le cose che verrebbero direttamente bruciate dal colore che la nave madre sprigiona.
Nella speranza di essere stato chiaro e preciso nelle spiegazioni, saluto tutti gli uomini della terra e i loro rappresentanti con fraterno affetto. Seguono i saluti tra Nico e Nausica e il collegamento si chiude.
Dopo una giusta pausa di riflessione generale, i governanti delle maggiori potenze convocano un incontro a livello globale, ove tutti gli interessati alle ricerche spaziali sono invitati a partecipare alla riunione per preparare l'accoglienza degli astronauti e fare in modo di non provocare una sciagura di proporzioni mondiali.
Detta riunione viene convocata con urgenza proprio nella nazione prescelta dai marziani e precisamente su di una nave appoggio ormeggiata nelle acque internazionali presso l'Arcipelago della Fenice.
Il Presidente Ata Luce chiede ed ottiene l'attenzione dei media mondiali ad essere loro; i notai della riunione affinché venga fatta circolare in tutto il globo terrestre ed anche sul pianeta Marte, per quest'ultimo viene ovviamente invitata la testata giornalistica televisiva della rete Inik-work, affinché coinvolga la rete del pianeta Marte, affinché vedano ed ascoltino quello che si fa e si dice per il ritorno degli astronauti.
Il papà di Nico e Nausica proprietario della rete televisiva comunica al Presidente Ermat la richiesta di collegamento con la sede dell'incontro, cioè la nave appoggio. Ermat, accetta e la trasmissione avviene sotto la forma interplanetaria ormai già consolidata con tutte le emittenti televisive terrestri.
Fremono i preparativi per l'incontro che viene fissato per il giorno di Natale dell'anno che verrà.
Tutti i grandi della terra si riunirono in quel giorno per la più grande portata storica che la terra ricordi e proprio durante detta riunione arriva il via della partenza da Marte del convoglio delle navicelle che porteranno a terra gli astronauti dispersi nello spazio nel corso di 100 anni.
È Nico questa volta a chiamare e a dire a sua volta a Nausica: Marte chiama Terra, rispondete. Nausica non si fa prendere alla sprovvista e risponde: Dimmi fratello siamo in ascolto.
Nico: Aprite tutti i canali, il Presidente Ermat sta per dare il via alla dichiarazione di partenza del convoglio e l'arrivo presunto negli spazi aerei terrestri.
Nautica; Tutto è pronto, il Presidente può parlare.
In quell'istante compaiono sugli schermi televisivi terrestri le sigle della trasmissione marziana e quindi la solita immagine di Ermat, il quale saluta con un: Ciao amici della terra, sto seguendo la vostra trasmissione in diretta dalla nave appoggio nei pressi dell'Arcipelago della Fenice, ove si svolge l'incontro dei grandi della terra a riguardo del rientro degli astronauti.
Sono contento di sentire autorevoli personaggi della terra concordi nel voler collaborare tutti insieme per una prestigiosa riuscita dello sbarco ed ho il piacere di comunicarvi la data della partenza che è quella che va dall'alba di domani riferita alla Polinesia, con l'arrivo presunto del convoglio nella notte seguente precisamente intorno all'una che è poi l'ora migliore per proteggervi dalla potente luce che emettono le nostre navicelle e la nave madre.
Vi esorto ancora una volta a non tentare alcun intervento che potrebbe ritorcersi contro di voi stessi per i motivi che vi ho già elencati nella precedente trasmissione. Da parte nostra non faremo alcun atto inconsulto, continuò Ermat, e lo abbiamo dimostrato nei secoli e in tutte quelle volte che abbiamo visitato la terra per acquisire dati necessari ai nostri scienziati e che voi terrestri avete classificati come apparizioni di oggetti sconosciuti (ufo).
Anche in quelle poche volte che ci avete avvistati non abbiamo causato danni, se si escludono piccoli incendi di campagne e comunque non voluti.
Mi auguro che da ora in poi tutto possa avvenire con una certa regolarità concordata tra i nostri pianeti.
Durante questa missione non potete avere alcun contatto con il nostro personale; ogni tentativo di contatto da parte vostra verrà vanificato dal comandante Marmowe nel modo che riterrà più opportuno senza darvi agio di intervenire.
Resto fiducioso che nulla accada durante l'intera operazione.
Permettetemi di salutarvi con un abbraccio ideale e che Iddio voglia un giorno far coesistere i nostri popoli affinché l'uno possa aiutare l'altro e viceversa, il vostro amico Ermat.
Nelle varie sale della nave appoggio ove erano presenti i grandi della terra si levò forte un interminabile applauso e si chiude così la trasmissione.
Su Marte tutte le pratiche per l'imbarco erano pronte, anche per gli uomini della terra; già da qualche giorno era stato ultimato il trattamento di copiatura del loro corpo, questo faceva inorgoglire sia loro che gli stessi marziani.
La novità più grande per gli astronauti è stata quella di vedere prima della partenza da Marte le 1222 spose che riceveranno il loro corpo esanime.
Infatti, fu permesso agli astronauti di visitare quello che sulla terra chiameremmo Ospizio per vecchi, cioè il centro in cui venivano amorevolmente curati gli anziani chiamati "spose".
Per l'occasione venne posto accanto ad ognuna di esse un numero corrispondente a quello cronologico dei donatori ottenuto per l'intervento di copiatura; così ogni donatore poteva vedere la sposa a cui sarà assegnato il proprio corpo.
Deinos giunto davanti al suo numero 22 sposa, dice: Amico fai buon uso del mio corpo perché quando ritornerò qua voglio conoscerti meglio, o magari vieni tu da me sulla terra visto che io sono destinato a morire invece tu no.

Calaiaghira sorella della sposa, risponde: Signore, mi farò carico di riferire a Catara la sua richiesta e raccomandazione.
Ovviamente tutti gli altri astronauti ebbero a dire una qualche cosa a quelle spose, sia pure solo mentalmente, che non riportiamo, "per ovvi motivi", anche se si deve dire che i marziani sanno leggere nella mente degli uomini e quindi sapevano tutto quello che si pensava durante la visita come pure durante tutta la permanenza degli astronauti su Marte; ma la loro bontà li portava a perdonare proprio come Gesù chiese al Padre: "Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno". Queste cose diedero fiducia sia ai terrestri che ai marziani, nell'intraprendere la nuova ed insolita missione interplanetaria.
La vigilia di Natale dell'anno che verrà sarà carico di amore per il prossimo riferito questa volta non solo agli umani, ma anche a quegli esseri spettrali che incutevano tanta paura per la loro inscrutabilità ma anche tanta simpatia e tenerezza.
I terrestri all'uscita della montagna cava si radunarono e vollero esprimere uno per uno il proprio saluto di ringraziamento e di commiato, da quegli amici che da ora in poi chiameremo fratelli marziani, proprio per ricordare che i loro corpi sia pure esanimi erano là a dar vita a quelle spose ormai troppo avanti negli anni, per menare una vita attiva nella società e godere nuovamente di quel vigore che ogni essere dotato di intelligenza e riflessione deve avere per non sentirsi un peso per i parenti, amici e per la stessa società. Dunque, i nostri astronauti si sentivano ormai dei marziani acquisiti e del tutto inseriti in quella società sconosciuta e giammai sperimentata nella realtà, ma forse solo auspicata e immaginata attraverso dei racconti fantascientifici e trovate di scrittori di simili argomenti.
Temar prende per primo la parola e si rivolge a Macula dicendo: Amico, sei stato il primo a parlare con me, è giusto che il nostro saluto sia per primo rivolto a te e poi a tutti gli altri. Ringraziamo attraverso te tutti i vegliardi e scienziati, il Presidente Ermat e tutti coloro che si sono adoperati nel salvarci la vita.
Grazie, dunque, a tutti da parte di tutti noi, lasciatevi salutare uno per uno con un inchino sfilandovi davanti prima di imbarcarci.
Macula ricambiò i saluti dicendo: Caro Temar, è stato un vero piacere per tutti noi, sappiate che qusto vostro gesto è stato molto apprezzato e perciò meritate un premio, quando passerete davanti a noi chinandovi, concederemo ai più sinceri il nostro stesso spirito, questo avverrà solo in chi percepirà una nuova luce che attraverserà il corpo di chi la riceve.
Qui il presidente Ermat interviene dicendo ai vegliardi: No, miei cari, noi siamo per la pace, dunque, tutti devono ricevere lo stesso premio proprio perché agirà in loro quel senso riflessivo che li farà ravvedere e quindi essere vicini al nostro pensiero; darò dunque il mio amore fraterno a tutti e vi prego di fare altrettanto: portino sulla terra il seme della bontà a tutti coloro che vorranno ascoltare la loro avventura.
Tutto questo avvenne proprio durante il saluto; ad ogni inchino degli astronauti un fascio di luce avvolgeva l'uomo ed una voce al suo interno diceva: Vai con la luce perché essa ti darà la forza di essere sempre autosufficiente ed in pace con tutti.
Alla fine di tutto questo interviene il comandante Marmowe, il quale dice: Signori là ci sono 12 navicelle, su ognuna di essa ne devono salire 102, solo nell'ultima ne saliranno 100, perciò non perdete tempo, continuate a procedere in questa formazione e salite sulle navicelle.
Gli astronauti ubbidiscono, senza chiedere altro; la gioia di tornare a terra era tale da far dimenticare tutte le sofferenze patite e le cose che avevano acquisite nel tempo sul pianeta Marte, ora abbandonate o dimenticate nei loro alloggi.
Una volta tutti a bordo delle navicelle si chiudono le porte e la voce del comandante Marmowe si fa sentire, nel dare il benvenuto sulla sua flotta spaziale, e dice: Benvenuti sulla flotta del pianeta Marte, ora però indossate la tuta che troverete nel vano sotto il vostro sedile, in essa ci sono tutte le cose che avevate nei vostri alloggi, controllate che il numero della tuta corrisponda a quello datovi per la copiatura del vostro corpo e che gli oggetti in essa contenuti siano i vostri.
Appena avrete indossata la tuta e controllato il contenuto ci sarà il decollo, ma prima dateci conferma che la tuta è quella giusta premendo il tasto verde che si trova sul braccio destro della vostra poltroncina o quello rosso che è sul braccio sinistro nel caso di tuta sbagliata.
Tutto fu confermato in un lasso brevissimo di tempo e Marmowe dà l'ordine di accendere i motori. Sui video delle navicelle compaiono le sequenze numeriche ormai note ai terrestri di Marte e poi la figura del Presidente Ermat, con le braccia aperte quasi a voler raffigurare il Cristo dei terrestri che dice: Buon viaggio e ritorno a casa e che Dio il Creatore dei cieli e della terra sia sempre con voi. Poi chiude le braccia e i video si spengono.
Era, dunque, giunto il momento di prendere coscienza ed affrontare nuovamente l'ignoto per il tanto augurato ritorno a casa. Da lì a poco il classico distacco dal suolo di un oggetto volante si avverte nettamente e un forte applauso si leva in tutte le navicelle.
Dagli altoparlanti si risente la voce di Marmowe che dice: Amici siamo in volo verso la terra, stiamo lasciando il suolo marziano, da ora in poi siete sotto il diretto controllo della nave madre, quindi eseguirete i miei comandi e vi muoverete senza discutere.
Vi prometto che il viaggio sarà veloce al punto tale che non vi accorgerete neppure del tempo che passa, anche se trascorreranno ben 14 ore terrestri prima che le navicelle stazioneranno sull'Oceano Pacifico e vi sarà permesso di lasciare le nostre navicelle.
Ma ora ascoltatemi bene, salvo eventi non previsti crediamo di dover completare lo sbarco in pochi minuti, le condizioni climatiche sull'Oceano pacifico sono ottimali e la tuta che avete appena indossata vi proteggerà dal freddo delle acque e vi manterrà in superficie fino a che i soccorritori vi trarranno in salvo.
Prevediamo che sul posto vi siamo già molte persone, sia militari che civili, scienziati e giornalisti, semplici curiosi e certamente tutti i vostri parenti, quindi vi preghiamo di predisporre la vostra anima all'accoglienza anche per quelle persone che vi hanno in qualche modo ignorati, se non abbandonato nello spazio; perdonate e tutto sarà superato con gioia sia sulla terra che su Marte, ove siete stati accolti ed accuditi come meglio abbiamo potuto.
Questo è quanto noi abbiamo sperato e saputo fare in vista di quel sentimento che affratella con il resto dell'universo ove il Creatore di tutte le cose ha voluto impiantare il seme dell'umana gente.
Ecco che sulle teleschermi delle navicelle compaiono di nuovo le sequenze numeriche delle trasmissioni interplanetarie e subito compare anche la sagoma di Macula il quale chiama Nico Inik e dice: Signor Inik, le trasmissioni terrestri stanno chiamando Marte per parlare con lei, la prego di porsi davanti a un teleschermo e parlare con il suo Papà.
Nico: sono pronto, ed ecco che la voce di Peter Inik dice: Figliolo, qui sulla terra tutto è pronto per accogliervi; le televisioni di tutto il pianeta sono puntate sull'Arcipelago della Fenice; vorremmo avere conferma del punto di sbarco per portarci sul posto, anche se le potenze della terra hanno già circondato una vasta area ove si prevede l'ammaraggio, non sappiamo a chi rivolgere questa domanda: è possibile inoltrarla tramite voi? Nico: Credo che quanto state chiedendo sia già stato recepito, altrimenti non vi sarebbe dato modo di parlare con me. Macula interviene e dice: Bravo Nico, è proprio così, confermiamo sia il luogo di arrivo che l'ora, le navicelle appariranno sugli schermi radar terrestri da un momento all'altro, questo è l'ultimo contatto tra noi, voi e la terra; da questo momento sarà Marmowe a farsi sentire e a gestire l'ammaraggio; il video si spegne.
La risposta fu percepita anche dalle televisioni di tutta la terra, i contatti tra loro fremevano come non mai.
La nave appoggio lancia un comunicato mondiale, a farlo è il comandante M'arósë il quale dice: Giornalisti ed emittenti tutte vi comunichiamo che fra qualche istante apriremo la "Force zero", tutti potete avere le immagini e i commenti che avremo con la nave Madre con al comando Marmowe che ci dirà il da fare, vi prego di eseguire alla lettera le sue istruzioni, proprio come faremo noi.
E Marmowe non tarda a farsi sentire, comparendo sui teleschermi di tutta la terra, infatti in quelle ore nessuno dormiva, tutti attendevano lo sbarco più di quando si attendesse l'evento dello sbarco dell'uomo sulla Luna da parte di Neil Armstrong, il 21 luglio 1969.
L'Oceano pullulava di navi di ogni genere, le città erano tutte illuminate, è proprio il caso di dire "nessun dorma", in televisione c'è un evento da non perdere.
Infatti, M'rósë pronuncia la mitica frase: Amici i vostri cari saranno da qui a poco di nuovo tra voi.
È mezzanotte e il comandante Marmowe dalla nave madre chiama Terra, dalla terra risponde il comandante della nave appoggio M'arósë.
Avanti, Marmowe, siamo in ascolto. Il comandante Marmowe annuncia: I vostri radar stanno per segnalare la presenza di navi non conosciute; sono le nostre 12 navicelle che si disporranno in linea orizzontale sulle acque dell'Arcipelago della Fenice nell'Oceano Pacifico.
Rimanete calmi, provvediamo noi a far galleggiare i vostri astronauti sulle acque affinché nulla possa loro accadere; solo quando il nostro bagliore si dissolverà potrete avvicinarvi e recuperare i vostri uomini.


Nave Madre

Cessata la comunicazione compare nel cielo un sole cocente che noi chiameremo sole di mezzanotte: è la nave madre che guida il convoglio della flotta marziana.
Subito Marmowe riprende: Ecco, noi rimarremo a questa distanza per non provocare ulteriori danni al vostro mondo, la cosa durerà pochissimo se vi atterrete alle nostre istruzioni.


navicella in avvistamento

Non finisce di dire queste cose che i radar segnalano la presenza di 12 distinte forme luminose in movimento verso la terra, il comandante M'arósë ordina a tutti di non muovere neppure un dito ed attendere il via per il recupero delle persone in acqua.
Solo pochi minuti dopo la voce di Marmowe si rifà sentire, per ringraziare dell'accoglienza riservata non solo agli astronauti ma anche alla loro flotta, infatti proprio nel momento in cui dalle navicelle scendono verso le acque luci meno forti della fonte generante Marmowe annuncia che le prime astronavi sono ammarate, ancora qualche minuto e tutto sarà finito nel modo migliore possibile.

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