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IL VISITATORE DI MARTE |
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continua da pag. 26 Siamo veramente contenti di aver fatto cosa gradita agli amici della terra. M'arósë risponde dicendo amico come possiamo dimostrarvi la nostra gratitudine? Lo avete già fatto, ripete Marmowe, ma il nostro desiderio più grande è quello di poter collaborare con i terrestri nel futuro, senza crearci problemi l'un l'altro. Le 12 navicelle si allontanano, e la stessa nave madre che per quasi un ora aveva illuminato, riscaldata quella parte della terra che ospitava lo sbarco scompaiono sia dalla vista degli uomini che dai loro radar. In quello stesso istante Marmowe si congeda con Temar via telepatica, proprio per collaudare quel dono fatto di cuore ad un uomo di larghe vedute e pronto a recepire il nuovo; infatti il cuore di Temar palpitava per quegli amici conosciuti in un mondo non suo. Fu proprio il pensiero di Marmowe a calmare quel palpitare, quando si sente dire: "Amico" tutte le volte che vuoi dialogare con uno di noi ti basti pensare intensamente il nome del desiderato che questi si mette in contatto con te; come pure se pensi ad un gruppo specifico saremo lì a rispondere alle tue domande. Temar in un primo momento rabbrividì, poi, riflettuto un po', dice: È bellissimo poter parlare con altre persone sparse nell'universo. Forse è proprio questo che noi uomini abbiamo perso e non abbiamo neppure accettato l'insegnamento dell'Unigenito Figlio di Dio che dice: Dove ci sono due o più persone che parlano di me lì ci sono anch'io. Questo è veramente bello! Poi pensa subito ai suoi compagni ancora in acqua come lui, chiedendosi se la cosa funzionasse anche tra di loro e non solo con i marziani. Con sua grande sorpresa tutti rispondono al suo pensiero dicendo: Si fratello, percepiamo il tuo pensiero e speriamo proprio come te nell'essere tratti in salvo al più presto. Deinos nel riflettere su queste cose pensa di interpretare tutti i compagni di quella lunga avventura, chiedendo loro se vogliono collegarsi telepaticamente con i loro salvatori per ringraziarli unanimemente per averci salvati da morte sicura prima e poi riportati a casa. Tutti pensarono intensamente la stessa cosa da voler unanimemente far percepire ai vegliardi e vigilanti marziani: il loro grazie di cuore chiedendo loro per prima scusa e perdono di averli considerati insipidi ed inescrutabili, mentre nel loro cuore vivevano ben altri sentimenti come l'amore e il rispetto per la vita altrui. La gioia dei marziani nel percepire questi pensieri dei terrestri s'inorgoglì moltissimo e la loro gioia fu subito partecipata a tutti loro. Ma ecco arrivare delle navi veloci e leggere, con abili nuotatori che si tuffano in acqua per dare loro aiuto a salire sulle navi di raccolta; qui prima ancora di fare conoscenza rivedono i classici microfoni degli intervistatori e le loro telecamere che riprendevano tutto quello che accadeva, in quell'area per documentarne l'evento. Ricevono il primo caldo abbraccio umano dal comandante della nave che li accoglie. Terminata la raccolta tutti vengono portati sulla nave appoggio ove vengono rifocillati, puliti e rimessi in ordine con nuovi vestiti per i civili e divise di appartenenza per i militari per essere presentati alle più alte autorità della terra. Ricevono il ben tornato a terra da parte dei presidenti di quelle nazioni che negli anni avevano autorizzato i loro lanci interplanetari o semplicemente nello spazio, visto che non si osava neppure pensare o immaginare tanto. Ma tutti, assolutamente tutti, vollero abbracciare e ringraziare il più anziano di loro, Ugar, che dall'alto dei suoi 133 anni appariva come un sessantenne dei nostri giorni. Le persone che lo inviarono nello spazio non sono, ovviamente, più di questo mondo; quindi ad accoglierlo sono i nostri contemporanei. A lui sono interessati gli scienziati per la ricerca della longevità tanto a pretenderlo come soggetto da studiare e volerlo assistere e curarlo nel caso di suoi cambiamenti fisici dovuto alla sua lunga vita. Intorno a questo caso si è formato una vera Olding internazionale di ricercatori i quali si imbarcano in una competizione internazionale per ottenere qualcosa dal governo di detto soggetto; offrendo al governo prima e all'uomo poi una vera fortuna in danaro e una vita da nababbo all'uomo sia pure sotto continua sorveglianza ed interminabili esami quotidiani. Vari governi di nazioni differenti da quello della sua stessa Patria sin da subito lo reclamano per la loro presunta avanzata ricerca scientifica e in nome di quella scienza che è al servizio dell'umanità, ma naturalmente anche il proprio governo vuole in prima persona occuparsi di detta ricerca e studio approfondito della materia, proprio per accrescere l'orgoglio nazionale nella corsa alla ricerca per una vita sempre migliore e più lunga. Si può dire che la stessa cosa avviene anche per gli altri astronauti; ma vediamo ora il percorso dei nostri 1222 astronauti, ritenuti tutti perfettamente coperti dal segreto di Stato e quindi mai esistiti, il loro ritorno ha però capovolto la situazione e bruciato ogni precauzione. Gli stati coinvolti non sono stati penalizzati anzi, la loro individuazione e divulgazione li ha premiati per la loro temerarietà nella corsa alla conquista dello spazio, in tempi ritenuti pioneristici. Oggi sono tutti felici di ricordare le imprese svolte e di riavere i loro figli più illustri nella ricerca spaziale, infatti, dopo il saluto di bentornato a terra, ad ognuno di loro sulla nave appoggio, si è proceduto ai festeggiamenti e per quanto possibili di far ricongiungere gli astronauti con i familiari. L'Arcipelago della Fenice nell'Oceano Pacifico si popolò di nave proveniente da ogni parte del mondo, per tale evento si creò una polizia della marina a carattere internazionale per gestire il traffico marittimo. Si mostrò all'Universo intero che i terrestri, in simili occasioni sanno esseri civili ed amorevoli con tutti, lo dimostra il fatto che nessuno si è permesso di turbare quella grande festa che durò molti giorni. L'eroe dell'evento fu ovviamente Temar che solo pochi mesi prima era stato dato per disperso, ma dopo una lunga ricerca nei campi ove era solito passeggiare ed ammirare la natura, quale grande appassionato della flora ma anche della fauna. Vediamo ora tutte le attività di questo giovane e come avvenne l'imbarco: Awar Temar è un giovane amante della natura, ogni momento libero dai suoi impegni di lavoro nei campi li dedica all'osservazione delle creature viventi sulla terra, e al loro studio, la sua buona preparazione botanica ed amore per la fauna lo porta a catalogare e raccogliere su entrambi le scienze che studiano detti settori scientifici, le sue osservazioni. L'attrazione principale ovviamente va ai fiori, lo affascina il mistero che posseggono: il fiore, secondo Awar, è da paragonare alla donna, infatti entrambi generano nuova vita: la donna nutre il seme dell'uomo, la terra rigenera il seme del fiore e lo nutre per trasformarlo in albero e quindi in un nuovo essere vivente. Il paragone donna-fiore vuole essere la spiegazione in parallelo tra il regno vegetale e quello animale, il seme del fiore per germogliare deve morire, al contrario quello dell'uomo, il bambino, è già vivo sin dallo spermatozoo e per formarsi ha bisogno dell'ovulo femminile e quindi nutrirsi nel grembo materno; così il seme del fiore ha bisogno della terra per nutrirsi. Di fronte a tale principio si colloca anche la scoperta dei marziani per ridare vigore ai propri vecchi vegliardi. Erano queste le domande che Awar andava ponendosi quando in quel bel mattino di primavera vide una grande luce posarsi a breve distanza da lui, in un primo momento cercò un nascondiglio e lo trovò dietro un cespuglio, ma subito dopo vide uscire dalla luce quattro sagome simili alle ombre che proiettano i corpi umani trovandosi dinanzi ad una fonte luminosa. Fu proprio la voglia di scoprire chi proiettava quelle ombre che lo spinse verso la navicella e lo portò ad entrarvi. La sua più grande sorpresa fu quella di trovarsi in un vano luminoso che gli permetteva di muoversi in continuazione senza andare da qualche parte, infatti si rese subito conto che si stava muovendo e che i suoi passi non lo portavano a raggiungere la parete luminosa che gli stava davanti, perché essa si spostava con lui. Durante tutto il tempo che rimase in quello stato non radunò idea alcuna, era un automa, non si rendeva conto di quello che gli stava accadendo. Solo quando la navicella si posa su Marte e si |
aprono le porte, un tremendo brivido orripilante lo percuote per tutto il corpo, capisce che non è più sulla terra ma in qualche angolo dell'universo, in quei cieli tanto sognati che avrebbe voluto visitare, per conoscere, apprezzare e vivere l'ignoto; quel momento era giunto all'improvviso, cercò di svegliarsi di rendersi conto che non stava sognando. Ricordava bene di essere salito in una grande luce senza rendersene conto e che nulla di simile aveva visto come quel nuovo mondo. Ma poi la calma sopraggiunge con la voce di Macula che parla la lingua del nostro visitatore; finisce così la trasvolata e comincia l'avventura. Ma torniamo ai media che non trascurano neppure Nico, anche se il padre e la sorella Nausica lo avevano fatto letteralmente sparire. La sua storia doveva essere solo per la famiglia almeno nei primi momenti, infatti fu assorbito dai baci e abbracci di ognuno di loro: la mamma lo consumò di baci per giorni prima di rendergli la vita "per la seconda volta" dopo aver allentato la morsa dei baci, e lasciandolo così respirare. L'affetto della sorella lo calmò, gli fece percepire quella certezza che i suoi superiori riponevano in lui prima della partenza per lo spazio. Nico confidò a Nausica tutto quello che aveva sofferto nel credere fermamente di non essere mai più riscaldato dall'affetto che solo la famiglia sa infondere. Poi quella creaturina che non vedeva crescere non rappresentava solo la sorellina: il tormento più grande era quello che vedeva in lei, non solo la sorellina ma anche una sua figlia che avrebbe potuto avere con Engioia, se avesse avuto il tempo di chiedergli se voleva diventare la madre dei suoi figli. Engioia era una ragazza che adorava, la compagna dei suoi studi, ma ora era certamente la moglie adorabile di qualche coetaneo. Dopo tanto insistere per rilasciare una intervista pubblica fu Nausica ad organizzare una trasmissione con moltissime testate in collegamento con l'emittente di famiglia, ove Nico era l'intervistato insieme a tutti i suoi colleghi che desideravano essere intervistati insieme a lui. Ma Nausica gli organizzò anche una grossa sorpresa: conduce la trasmissione proprio Engioia Nico la vide più bella che mai e la seppe single. Quell'incontro portò i due ragazzi ormai ultra quarantenni in un profondo abbraccio con baci che altro non erano se non un respiro a lungo l'uno nell'altra. Neppure gli applausi li distoglieva dell'essersi ritrovati. Dopo diversi minuti Nausica spegne le luci e le riaccende un attimo dopo: Miei cari, forse è meglio che rinviamo la trasmissione e voi raggiungiate la biblioteca delle vostre ricerche che è rimasta così come era ai vostri tempi! No, dice Nico, questa gioia è troppo grande, la voglio condividere con i colleghi e con chi ha permesso di far rientrare tutti sulla terra. A ciò trasalì un po' e poi dice: Da Marte non tardano ad arrivare gli auguri sia pure via telepatica: "Vi auguro una lunga e felice vita insieme con tanti figli". Nico si riprende e dice: Sempre che Engioia resti con noi. Engioia risponde: Non potrei fare diversamente, sono pur sempre la conduttrice e non solo la donna innamorata. Fu così che i due si rividero e che la trasmissione ebbe inizio… Engioia salutò i suoi ospiti e i telespettatori di tutto il mondo, ma Nico la interrompe dicendo: Cara, è giusto che aggiungi " del mondo terrestre e dei cieli", visto che il vegliardo e scienziato Macula, del pianeta Marte, sta per mettersi in contatto con noi proprio dal suo pianeta. Nausica che sapeva dei poteri del fratello tacque, ma aprì subito i programmi interplanetari e le sequenze dei numeri convenzionali interplanetari cominciarono a scorrere sui teleschermi, coprendo così la poca accortezza del fratello sui doni ricevuti dai marziani. Macula compare in tutt'altra veste, o meglio luce, forma in cui era conosciuto, ma questa volta non era solo una sagoma, piuttosto un'infinità di colori in movimento che armonizzavano i gesti di quella sagoma tanto da far notare anche i movimenti delle labbra, mentre diceva: Grazie, amico, di aver pensato di trascorrere questo momento tanto importante della tua vita anche in mia compagnia; devo dire che la tua amica è uno splendore e il mio augurio è di restare in eterno felici come ora. Grazie, Macula, la tua presenza è una gioia per me, dice Nico, mentre Engioia è diventata tutta rossa dal pudore ed appare sorpresa dai complimenti ed apprezzamenti ultraterrestri. Macula comunicò che le cose su Marte procedevano secondo le loro aspettative e che tutti stavano vedendo ed ascoltando la loro trasmissione: chiunque dalla terra poteva rivolgere domande a lui o ad altri soggetti marziani, ponendosi semplicemente di fronte allo scherma di qualsiasi televisore acceso in quel momento, e formare anche solo mentalmente la propria domanda. A tutti sarebbe stata data una risposta a qualunque domanda e sempre nella lingua di chi l'ha formulata. La cosa imbarazzò non poco tutti gli operatori, ma ovviamente ne approfittarono tutti, dai più semplici telespettatori interessati, agli scienziati, storici e governatori, soprattutto quelle delle quattro maggiori nazioni interessate allo spazio. Tutti coloro che si misero in contatto con Macula ottennero una risposta alle loro domande. La trasmissione diventò l'evento mediatico del millennio; nacquero tanti e tali racconti che non vi fu uno solo di quei 1222 astronauti che non fosse diventato una celebrità. Engioia mentre dava la parola a questa o a quella personalità pensava tra sé e sé che sarebbe stato bellissimo se Nico l'avesse chiesta in sposa e che al loro matrimonio intervenisse un signore proveniente da Marte. Non finì di riflettere su questo pensiero che Nico gli prende la mano e dice: Cara, sono felice nel confermarti che lo desidero quanto te essere tuo marito e che se vuoi basta chiedere a Macula cosa ne pensa di questo tuo desiderio che è anche il mio; io ti potrei già rispondere ma è meglio e più bello che lo faccia Macula direttamente, sia per te e sia per tutti gli altri. Engioia rimase ancora una volta senza parola, ma poi, fattosi coraggio, si rivolge alla televisione e dice: Signor Macula, può onorare le mie nozze con la sua presenza? Macula: La cosa non è semplice, ma ti garantisco la mia presenza; Temar può spiegarti meglio. La notizia fa il giro della terra in pochissimi minuti e quando cominciarono a giungere a Macula domande riguardanti la sua venuta sulla terra, questi risponde: Non credevo di usare le vostre parole nel non rispondere a questa domanda: "Per motivo di stato non posso dirlo". E la trasmissione ebbe termine. La cosa non finì così ma tutto ricominciò con l'intervistare Temar. Fu proprio un giornalista della testata della rete Inik-Work. Signore, dice il giornalista, cosa vuol dire il signor Macula quando dice il signor Temar può spiegare meglio. Temar: Sì certo, è un'espressione simile alla nostra quando diciamo che siamo vicini col pensiero e col cuore ad una persona che amiamo e null'altro. Questa risposta non convinse nessuno e tanto meno la sua amata Engioia, che appena chiusa la trasmissione chiamò in disparte Temar e ritornò sull'argomento. Questa volta, però, Temar non usò frasi ad hoc, ma chiarì che tra i tanti poteri che gli uomini di Marte posseggono c'è anche quello di rendersi invisibili da occhi indiscreti: quindi, se ha deciso di venire al nostro matrimonio è sicuro che ci sarà anche senza autorizzazione da parte degli organi competenti; anche il suo Nico può confermare questo dato. Engioia gioì non poco a questa risposta e presto lo chiese anche al suo amato che ovviamente confermò tutto e con maggiori particolari sui poteri. I giorni passarono e si moltiplicavano le trasmissioni con questo e quell'astronauta. Le quattro nazioni più avanti nelle ricerche e nell'accaparrarsi i maggiori astronauti allo scopo di migliorarli, ricercarono maggiormente Deinos e Fobos, i quali se pur mantennero il segreto della loro spedizione furono molto eloquenti e incantavano gli astanti con belle frasi, quasi come se fossero dei veri professori di eloquenza. Fobos insisteva nel chiedere ai governi di allearsi con i marziani per un interscambio commerciale ed assistenza sanitaria, visto la loro avanzatissima conoscenza sui viventi e soprattutto come mantenerli in vita. Considerato che su Marte mancano quasi del tutto i viveri per i terrestri, loro invece di lasciarsi morire hanno trovato come procurarseli per mantenersi in vita per tutto il tempo. continua a pag. 28 |
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