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EDITORIALE
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Il 2008 ci ha lasciato un grosso problema: la continua discesa verso una povertà sempre crescente.
Il segnale di recessione parte dagli Stati Uniti d'America, proprio durante la campagna elettorale che vede il candidato di colore Barack Obama ascendere al seggio che fu del grande e primo Presidente americano George Washington.
Nella sua campagna elettorale Obama annuncia all'America e al mondo la cappa di una crisi mondiale che è iniziata intorno al 1929, protrattasi poi alla fine del secolo con il fallimento di grosse banche internazionali; era, dunque, una crisi economica annunciata e mai vista, anche prima dalla presidenza Washington era palpabile, e fu proprio il grande George a prendere i primi provvedimenti, infatti, per scongiurare lo sfacelo dei due Stati quello del Nord e quello del Sud, creò gli Stati Uniti. |
sociali della crisi mondiale per l'Italia, e creare anzi le premesse di un migliore futuro, se facciamo leva sui punti di forza e sulle più vive energie di cui disponiamo".
Il Presidente continua poi con i suoi paterni consigli, ma gli italiani non si sono neppure accorti, o non vogliono accorgersi che la crisi c'è, e continuano a bruciare denaro con i fuochi pirotecnici e goliardie inutili anche a costo di rimetterci la vita: anche quest'anno è successo che tanti fuochi pirotecnici hanno rovinato la vita anziché allietarla.
La mania di godere l'attimo fuggente e soprattutto quello di distruggere il patrimonio pubblico, come la nota bravata messa in atto il 31 dicembre scorso ad Ostia Antica, lido naturale di Roma, ove la "Rave" ha tenuto il suo raduno, ovvero lo pseudo concerto musicale.
Certe manifestazioni sono da considerarsi, ovunque avvengono, un terribile incubo, per i bravi, onesti lavoratori e cittadini tutti.
Quanto all'economia c'è da riflettere se sia da prendere in considerazione una eventuale precauzione, visto la mania di approvvigionarsi di vestiti e oggetti vari al costo di fare persino lunghe file per spendere fino all'ultima monetina.
Così pure per le guerre in atto si parla tanto del riaccendersi di quella in Terra Santa.
Forse dovremmo chiederci se sia mai spenta; come pure il fattore odio, che covano in se gli stessi popoli, visto che il 15 gennaio, ultimo scorso, Israele ha occupato militarmente la città di Gaza e bombardato l'Ospedale e la sede Onu; ove erano rifugiati 700, persone come pure il palazzo del ministro degl'interni uccidendolo.
Si raggiunge così la fase più cruenta del conflitto, proprio nel momento in cui si stava per raggiungere una tregua, sia pure unilaterale, nel momento in cui tutti gli Stati europei si mobilitavano per portare aiuti ai più sfortunati.
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