Pagina 30 |
|
|
IL VISITATORE DI MARTE |
|
|
continua da pag. 29 Temar rivolgendosi al Presidente dice: Signore ho il piacere di presentarle il venerabile scienziato Macula del pianeta Marte e i suoi compagni Marmowe e Maiakita. Mentre il presidente accoglieva gli ospiti per la foto di rito, Temar ripeteva per il pubblico il nome e la carica che il presentato rivestiva su Marte. Finita questa cerimonia il corteo presidenziale con gli ospiti e il pubblico marciano verso una grandissima spianata, ove erano ad attenderli gli astronauti e lo stesso festeggiato Ugar. Macula si staccò dal corteo e corse ad abbracciare Ugar, al quale dice: Carissimo, il tuo calore umano è mancato a tutta la comunità scientifica allo stesso Presidente Ermat, il quale ti saluta augurandoti il bene più grande che un essere posso desiderare; le nostre navicelle sono sempre a tua disposizione nel caso desideri un giorno tornare da noi. Ugar: Grazie, grazie assai, di questo ne parleremo, ma ora godiamoci la festa che non deve essere solo per me ma soprattutto per chi l'ha reso possibile, cioè, per te, carissimo Macula, che mi hai strappato a morte certa. Terminati i saluti uno per uno degli astronauti, tutti si accomodano sulla platea della spianata e il Presidente Joker introduce la conferenza-dibattito con la stampa; ricorda che gli ospiti erano là per festeggiare il loro ultracentenario e che loro stessi lo avevano salvato da morte certa. Passa così la parola a Macula, il quale nel presentarsi al pubblico terrestre dice: Amici, capisco che per voi è un momento fantascientifico quello che state vivendo, vi assicuro che i marziani da voi conosciuti attraverso la letteratura fantastica non sono poi tanto lontano da come alcuni li hanno immaginati, come vedete esistiamo, e quello che vedete non è proprio il nostro aspetto, ma la sagoma è quella, soprattutto il sentimento d'amore per gli altri esseri viventi è simile al vostro; noi amiamo esattamente come voi e la venuta qui lo dimostra; vogliamo festeggiare un essere umano che abbiamo trovato in fin di vita negli spazi infiniti del cielo, e lo abbiamo raccolto come un nostro figlio così come abbiamo fatto con tutti gli altri ed ora siamo qui a testimoniarlo. Sono assolutamente pronto a rispondere a tutte le vostre domande. Con grande compostezza il pubblico cominciò a fare domande e Macula rispondeva a tutti senza esitazione. La cosa si prolungava notevolmente e la gente mugugnava per il fatto che non riusciva a fare la sua domanda. Macula che percepiva tutto questo chiese all'operatore televisivo di riprenderlo in primo piano e farlo apparire non solo sugli schermi televisivi esistenti, sulla spianata ma anche su di uno schermo gigante che sovrastava la platea, perché sarebbe stato in grado di rispondere a chiunque lo guardasse e gli rivolgesse una domanda, pur se a distanza e con molti quesiti in contemporanea. Detto fatto, Macula troneggia su quello scherma e subito dice: Amici, se guardate me e mi chiedete qualcosa io potrò rispondervi nella vostra lingua alla domanda rivoltami; provate e non importa se è una o diecimila in contemporanea. Il pubblico non credeva più neppure alle proprie orecchie, tutti avevano la loro risposta e in breve tempo tutto si placò e l'ascolto divenne silenzioso ed attento. Tutta altra modalità avvenne con Marmowe che fu invitato a seguire un |
pubblico ristretto di personale addetto alla sicurezza
dello stato. Altro ancora fu la relazione di Maiakita, la quale cominciò
col dire: Signori e Signore, il mio compito è quello di farvi conoscere
le difficoltà che il polo di Marte sta attraversando e sperare che nasca
in voi il desiderio di aiutarci. continua a pag. 31 |
| pagina 29 | sommario | pagina 31 |