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IL VISITATORE DI MARTE - Racconti favolistici interplanetari - di Pietro Giovanni Lucarelli |
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continua da pag. 31 Macula e i due colleghi indossano da subito i loro regali, presentandosi all'appuntamento vestiti con gli abiti dei terrestri e insieme al popolo e alle autorità stesse attesero l'atterraggio della navicella: anche per loro non mancarono le bande musicali e il grande pubblico. Macula, ovverte subito che avrebbe preferito far riposare i nuovi giunti, almeno per una notte, e così l'indomani sarebbero stati tutti pronti per affrontare il pubblico terrestre e i loro scienziati. Joker accettò e disse alla gente di fare rientro alle proprie case e tornare domani con lo stesso entusiasmo e desiderio di accoglienza; con questi sentimenti nel petto gli uomini accettano e moltiplicano le loro offerte in favore dei nuovi arrivati. L'indomani accorsero all'incontro ancora più numerosi, visto l'arrivo di molte delegazione di altri stati. Gli scienziati furono accolti ancora meglio rispetto al primo sbarco. Questa prima visita al centro scientifico di Akathar servì a creare veramente un inizio di collaborazione efficacissimo tra il pianeta Terra e quello di Marte. Si formarono dei comitati per i festeggiamenti in tutti i paesi dei 1222 astronauti, col desiderio di ricordare questo evento con cadenza annuale nell'ultimo giorno dell'anno. Tutti i governi si apprestarono a dichiarare quel giorno "festa nazionale" per onorare i 1222 astronauti. Fu così che ben presto i nostri primi astronauti (una buona parte di loro) divennero ambasciatori marziani sulla terra. Le attività di scambi interplanetari si consolidarono e presto divenne una realtà l'aiutarsi l'un l'altro, tra popoli veramente differenti l'uno dall'altro. Tornando all'iniziativa delle tre donne Nico dichiara di gestire con passione le iniziative della sorella, della fidanzata e di Arter; anche le testate giornalistiche della rete televisiva Ink-Work non mancarono di cavalcare l'onda emotiva della gente per far arrivare l'informazione a tutti gli esseri della terra. Nico, grazie al dono ricevuto dai marziani, cioè quello di poter dialogare anche a grande distanza come appunto Terra–Marte solo con la telepatia, ottiene all'istante il conforto degli amici marziani al momento opportuno. Non trascurano neppure la minima occasione per organizzare nel modo migliore le attività annunciate dalle donne e fatte proprie da Maiakita. Il giorno dopo l'arrivo fu accolto con grande gioia da parte di tutti, terrestri e marziani; d'avanti all'hangar si riunì gente proveniente da ogni parte della terra per infondere gioia ai portatori di nuove conoscenze. Tutti vollero testimoniare che a quell'incontro erano presenti. Festeggiarono così per tutta la lunghezza della strada, che li portava al centro scientifico di Akathar, quegli uomini che apparivano simili a noi soprattutto al momento in cui indossavano i vestiti comuni a tutti gli uomini della terra. Le strade della città Fiorita erano straripanti di folla; tutti volevano salutare o semplicemente toccare gli uomini provenienti da Marte. Il cordone di sicurezza era tale da non permettere a chicchessia di avvicinarsi e toccare materialmente quegli scienziati. Attraversarono tutta la città che per tale occasione era veramente blindata. Al centro scientifico di ricerche trovano molti uomini di bianco vestiti; l'accoglienza fu di un'affettuosità unica; furono fatti accomodare in una grande aula che chiamano "dell'Accademia", ove si tengono riunioni e ci si scambiano informazioni sulle proprie scoperte. Qui seguì il saluto degli accademici e le presentazioni uno per uno; poi tutti si portano nei laboratori scientifici ad esaminare le ultime scoperte ed anche quelle tenute segrete. Gli scienziati marziani seguirono i loro colleghi terrestri senza usare i microscopi, essi riuscivano a contare le particelle e il peso atomico di ogni atomo guardandoli a distanza, restando dietro di loro e li commentano da consumati conoscitori della materia. Questo fece crescere tra gli uomini una infinita timidezza tanto da farli sentire dei fanciulli ai loro primi apprendimenti. Questo disagio fu notato da tutti i marziani, ma fu Macula ad intervenire dicendo: Cari colleghi, dobbiamo ricrederci, i colleghi della terra, malgrado manchino loro le facoltà che la natura ha messo a nostra disposizione, hanno saputo ingegnarsi e raggiungere gli stessi |
risultati che abbiamo ottenuto noi; meritano veramente di essere lodati. A questa parola tutti i marziani si chinarono in segno di rispetto ed apprezzamento. Gli uomini acquistarono subito una nuova espressione e sicurezza nei loro gesti nel descrivere le intuizioni scientifiche. Marangon, decano degli scienziati terrestri interviene dicendo: Grazie amici, credo che dovremmo unire le nostre forze per sconfiggere il male che si prende continuamente gioco di noi; ogni volta che crediamo di aver trovato il modo di sconfiggerlo, lui si ripresenta sotto una nuova forma e torna a rattristare l'anima del malcapitato. Macula risponde: Mio caro, il cancro è un male che ci portiamo dentro. Anche noi che non conosciamo la morte, siamo colpiti da una forma di questo male, infatti non solo la vecchiaia ci riduce a delle larve, come dite voi, ma anche questo male che divora tutte le cellule che sprigionano energia ed agiscono sul sistema nervoso, ci porta a non essere più autosufficienti e quindi utili nella società, creandoci un duplice danno. Devo dire che anche su questa ricerca siamo pari, voi combattete il male con le cellule staminale e del cordone ombelicale o della placende, noi invece proviamo a ridurre in "spose" coloro che vengono colpiti dal male o dalla grande vecchiaia. Per noi rigenerarli con dei corpi esanimi copiati da corpi giovani è sani, questa è una buona soluzione; la procedura è quasi la stessa che usate voi per la clonazione di un essere, con la differenza che per voi è un nuovo essere completo; per noi invece è solo materiale in un corpo senza anima e senza spirito vitale. Dunque siamo proprio pari nelle scoperte riguardanti la vita e il suo mantenimento. Perciò accogliamo l'invito a collaborare e già con l'arrivo degli scienziati terrestri su Marte che vorranno assistere coloro che si lasciano copiare per ridare vigore ad altrettanti esseri marziani ridotti in larve umane, possono visitare i nostri centri e collaborare ed apprendere allo stesso tempo le nostre tecniche scientifiche raggiunte. Anche gli altri scienziati delle differenti materie hanno in qualche modo percorso lo stesso iter ed avuto gli stessi impulsi, cioè fare del bene a tutti i livelli. Tutte queste dichiarazioni riprese in diretta dalle televisioni di tutto il mondo e trasmesse ovviamente in mondovisione hanno suscitato una crescita d'amore nei cuori degli ascoltatori. Sono arrivate alle redazioni un'infinità di richieste per voler far parte dell'associazione " Pro Marte Umanitaria" messa in atto dalle tre donne in partenza per Marte, questa volta non solo donne, Nico che in un primo momento si era dichiarato pronto a gestire tale iniziativa si è trovato subito sommerso dalle richieste, tanto da far ricorso alla telepatia e chiedere aiuto a Maiakita, scienziata marziana ed ora ospite dei terrestri, Maiakita interviene subito dicendo: Non preoccuparti, ti dò un aiuto speciale, un trasmettitore che interagisce con tutte le emittenti e ti risolverà tutti i problemi. Maiakita raggiunge subito Nico e gli consegna un giocattolo simile a un telefonino che apparentemente somigliava più a un sasso. Nico lo prende in mano, lo osserva e poi dice: Come funziona? Maiakita: posalo nelle vicinanze dei tuoi mezzi di ricezione; telefono, fax, computer, radio, televisore ecc. Quando si illuminerà è il segno che in quel momento interagisse e fa il lavoro di molti segretari messi insieme, smisterà le chiamate e darà ad ogni persona la risposta giusta se si riferiscono all'associazione Pro Marte Umanitaria, mentre per quelle chiamate che non riguardano Marte, cambieranno colore, cioè da verde si diventa rosso e manterrà la comunicazione aperta per 5 bip; se qualcuno se la sente può rispondere al contrario attiverà la tua segretaria elettronica che registrerà la chiamata, così potrai ascoltare successivamente le chiamate proprio come facevi fino ad ora. Grazie, dice Nico, questa sì che è una soluzione al problema; è silenziosa, non protesta, è diligente e non costa, è la segretaria che ogni mortale vorrebbe. Non finì la frase che il suo papà lo chiama, al primo bip il trasmettitore si colora di verde e subito dopo diventa rosso; Nico conosce la voce del papà e risponde alla chiamata. Si trattava di partecipare ad una riunione di lavoro televisivo. Nico assicurò il papà della sua presenza e riprende il dialogo con Maiakita che finisce di aggiornarlo sulle funzioni del piccolo ma grande trasmettitore e traduttore allo stesso tempo. continua a pagina 33 |