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IL VISITATORE DI MARTE |
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continua da pagina 32 Infatti, Maiakita dice: Questo ti è utilissimo perché interloquisce con chiunque, perché usa la lingua di chi chiama e da la risposta alla domanda già concordata con le autorità di Marte. Dunque, tu puoi considerarti libero da impegni con l'ufficio di ambasciatore e lavorare principalmente nelle rappresentanze e nei contatti con le autorità terrestri, perché se lo facesse la macchina non lo capirebbe e dovremmo tenere loro una lezione all'infinito. Grazie al tuo sviluppato senso intuitivo nell'operare con questo trasmettitore. Possa ora, tornare dai colleghi che certamente stanno cercando me. Sì, certo, risponde Nico. Ed anche Nico si avvia verso la riunione, con la testa che gli “bolliva” di domande, soprattutto si domandava se era capace veramente di venirne fuori da quell'impiccio. Lo stesso problema mostra come argomento da spiegare alla riunione, perché molti operatori già chiedevano spiegazioni sulle reazioni dei governanti all'iniziativa di una associazione umanitaria, su di un Pianeta di cui fino a qualche giorno prima non si sapeva che vi fosse presenza di creature viventi. Nico, con pazienza e riflessione, prova a dare qualche risposta, ma visto che non soddisfacevano le richieste si collegò telepaticamente con Maiakita affinché venisse in suo aiuto e lei rispose immediatamente … Dice Maiakita: Coraggio, un buon presidente deve sempre prendere tempo per sottoporre le richieste a chi di dovere e per poi dare la risposta definitiva; perciò devi dire loro che proporrai le domande alle persone giuste e solo dopo darai la risposta. Se invece è qualcosa che ritieni opportuno per Marte puoi benissimo dare la tua risposta da subito e poi inoltrare richiesta al governo marziano. Nico si tranquillizzò e risponde a tutti con pacata tranquillità. Arriva così il giorno del ritorno su Marte della delegazione scientifica e, quindi, si riduce il tempo per programmare il tutto, soprattutto per quelle persone che dovevano accompagnare le tre donne, che tra l'altro non avevano ancora ricevuto il nulla osta per tale imbarco. Fu chiamato in causa il presidente affinché dicesse la sua su quella bella iniziativa umanitaria. Joker si muove e le autorizzazioni arrivano in brevissimo tempo; furono accolte anche molte altre richieste di voler donare il proprio corpo e di essere pronti per un viaggio interplanetario. Presso le ambasciate di Marte arrivarono autorità dai vari stati che avevano accettato di far parte del concordato tra Marte e Akathar, così anche l'autorizzazione a far viaggiare sulle navicelle di Marte persone propense a far copiare il proprio corpo ed anche un numero di scienziati da concordare di volta in volta per assisterli. Questa volta, che è poi la prima si organizzarono quattro navicelle assegnate a quattro stati differenti con l'obbligo di partire da Akathar. Arrivarono, dunque, alla città Fiorita molte persone e tanti scienziati pronti ad accompagnarle e per farsi anche loro copiare come tutti gli altri. La partenza fu triste perché gli umani si erano affezionati a quei strani soggetti, forse a causa del breve incontro e della poca conoscenza: però non sono stati mai considerati alla stessa maniera degli uomini ed anche la partenza per Marte restava per molti una grossa ingognita. Ma con questa partenza che fa nascere l'auspicata collaborazione scientifica interplanetaria tra Marte e la Terra le cose cambiano e gli auspici sono sempre più forti nel voler vedere l'affratellarsi dei due popoli . Il convoglio delle sei unità aerospaziali portano su Marte un gran numero di persone; basti pensare che quattro di essi sono capienti più di due volte dei nostri Boing 747: vale a dire idonee a trasportare oltre 800 passeggeri, quindi 1600 passeggeri per unità, e moltiplicandoli per quattro abbiamo 6400 passeggeri in partenza per Marte provenienti da altri stati; più quelli della navicella mandata in aiuto all'unità degli scienziati arriviamo a circa 7000 persone che sbarcheranno su Marte. I viaggi Terra–Marte si susseguono a scadenza regolare: cioè una delegazione torna l'altra parte, potremmo dire come una |
compagnia di linea col compito di
carico e scarico tra due piazze o città della terra. In uno di questi
viaggi prese posto la prima sposa che era ormai cresciuta sana e forte. continua a pagina 34 |