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INAUGURATA LA SEZIONE
DEI POPOLARI UNITI
di Pietro Giovanni Lucarelli
 LA FESTA DI SANT'ANTONIO ABATE DEL 2009
di Pietro Giovanni Lucarelli

COLOBRARO. Sabato 24 gennaio 2009, i Popolari Uniti hanno inaugurato la loro sezione. Sono stati presenti: il Presidente della Provincia di Matera, Carmine Nigro; il Capogruppo Provinciale dell'Italia dei Valori ed Assessore ai Lavori pubblici del Comune di Scanzano Jonico, Sante Pantano; il Consigliere provinciale Vincenzo Pierro; il consigliere Provinciale Nicola Tauro e il Sindaco di Colobraro Andrea Bernardo con i suoi consiglieri. Dopo i saluti di rito da parte del Sindaco Bernardo e del Presidente della Provincia Carmine Nigro, tutti i presenti hanno parlato ed elencato i lavori svolti fin qui e quelli che si prefiggono di svolgere. La nuova sezione ha come suo Segretario politico il Rag. Santo Celano, con un gruppo di venti persone; a sostenere i nuovi "popolari" c'erano anche quelli di Valsinni che presto avranno una loro sezione e come Segretario politico ci sarà Gaetano Celano con una trentina di iscritti. I due neosegretari promettono una proficua collaborazione visto la secolare amicizia dei due paesi e la loro vicinanza. Le nuove strutture politiche si prefiggono di sensibilizzare la gente per le prossime elezioni provinciali ed europee tenendo sempre presente le necessità locali e portare così un servizio attivo alle proprie realtà territoriali. Lo stesso Presidente Nigro li esorta ad impegnarsi sempre più sotto l'aspetto sociale e culturale di ogni comunità . Infine, un gruppo di studenti pendolari che ogni mattina si porta in Tursi, formato da 17 ragazzi, ha presentato a Carmine Nigro una richiesta di revisione degli orari di partenza del pullman, visto che una volta raggiunta la vicina cittadina devono aspettare per più di un ora l'apertura della scuola, e per altrettanto tempo attendere per il rientro a casa. La richiesta mira, oltre alla revisione degli orari, anche una corsa tutta per loro come lo è per altri centri della nostra provincia. L'inaugurazione è terminata con un rinfresco offerto dal gruppo dei colobraresi.
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LA POESIA E L'ARTE
DI GIANNI LATRONICO

IL BOCCIOLO
DI
MARIO FAVOINO

Fresco
aulente
e tenero
s'inerpica
all'inclito
cielo azzurro
il bel bocciolo
appena dischiuso
al nuovo sole tiepido
Petali rossi e foglie verdi
hanno gli stessi colori
e la stessa fattura
della rosa spina
ma lui si vuole
distinguere
per la sua
genuinità 
arditezza
e spontaneità 
Gli antichi eroi
lo avrebbero già 
elevato a totem
sull'alto podio
della vittoria
venerandolo
come simbolo
di benessere e di
primitiva bellezza
eseguita da un bravo
scultore di una moderna 
classe di ferro e di fuoco

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Sant'Antonio Abate
Processione di Sant'Antonio Abate

La processione COLOBRARO, 17 gennaio 2009: da tempi immemorabili nella nostra cittadina questa data apriva i festeggiamenti carnevaleschi.
Infatti, il 17 gennaio cade la festa liturgica di Santo Antonio Abate tradizionalmente protettore degli animali che per l'occasione venivano benedetti.
Ma facciamo un passo indietro e vediamo la storia di questa festa. Nei tempi andati la festa veniva preceduta da una manifestazione folcloristica con un grande falò propiziatorio: se le fiamme, le scintille e il fumo annunciavano una buona annata, la festa veniva vissuta all'insegno dell'allegria e della gioia viceversa i presenti cadevano in preghiera per scongiurare l'avversità annunciata dall'interpretazione del falò.
Avveniva così l'apertura al carnevale proprio con la festa di Sant'Antonio Abate; difatti, si costruiva per questa occasione un asino su rotelle con una lunga coda di stracci, lo si addobbava di paglia e di stracci appunto, per poi dar fuoco alla coda.
La gente, che era nella piazza intenta a far bisboccia a base di salsiccia e carni arrostite, innaffiate col vino giovane, correva dietro all'asino per spegnere la coda con i piedi, spesse volte scalzi, vuoi per devozione o per povertà.
Era questo il clou della festa e il fumo dell'alcool si univa a quello del falò. Questo si è ripetuto per secoli fino agli anni '30 del secolo scorso, quando a causa del troppo vento onnipresente su Colobraro o forse per il troppo alcool nel corpo dei festeggianti si incendiò il deposito di paglia della scuderia del signor De Pietro provocando ingenti danni alle cose e ai cavalli.
Fu per questo motivo proibito di fare il falò e la stessa festa religiosa fu ridotta soltanto alla celebrazione della Santa Messa in onore del Santo.
La festa poi fu ripresa negli anni ‘80 dello stesso secolo, privilegiando questa volta la parte religiosa con una processione intorno alla chiesa dell'Annunziata con ben tre giri, la statua del Santo si posava sul poggio davanti alla chiesa ed attendeva che gli animali facessero a loro volta, accompagnati dai proprietari tre giri intorno alla chiesa fermandosi poi davanti alla statua e qui venivano benedetti.
Quest'anno però c'è stato un nuovo segnale di raffreddamento di questa tradizionale festa popolare che si era ripresa alla grande per circa un trentennio.
Infatti, la gente era entusiasta per la ritrovata devozione al glorioso Sant'Antonio Abate, e dell'accresciuta organizzazione parte folcloristica nonché per il recupero della secolare tradizione culturale.
La colpa di questo nuovo raffreddamento è stata ingiustamente da qualcuno attribuita a Don Giovanni Lippolis, nostro parroco, che ha il merito di privilegiare la parte religiosa della festa, che se pur spostata alla domenica successiva della sua data liturgica si è comunque regolarmente tenuta; mentre adesso quella folcloristica è venuta a mancare non certamente per colpa del parroco che nulla ha a che vedere con l'organizzazione popolare.
Hanno sbagliato i fedeli a non accorrere in massa alla festa religiosa, come da tradizione, e a non portare gli animali alla benedizione, infatti vi erano solo quattro cani e nemmeno di razza locale; non si è visto neppure un maialino tanto caro al Santo.
Per la prossima ricorrenza farebbero bene i cittadini ad organizzarsi e gestire al meglio una sì grande festa popolare.

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