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L'ANTOLOGIA "INCANTESIMO"
Giuseppe Iannarelli
di Gianni Latronico

LA GIORNATA DELLA MEMORIA RICORDATA DAI RAGAZZI DELLE SCUOLE DI SECONDARIE E DI 1° GRADO DI COLOBRARO di Pietro Giovanni Lucarelli

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Giuseppe Iannarelli

Nell'Antologia "Incantesimo" di Giuseppe Iannarelli, potente è il recupero dell'infanzia, nell'archivio della memoria individuale, collettiva, storica, che torna in vita al crepuscolo, con la fresca brezza vespertina, con i sapidi sapori locali e con i lontani ricordi ancora cocenti, vivi e vegeti. Il pensiero corre alla poesia di Guido Gozzano, con le tenui emozioni interiori e le forti sensazioni visive, alla maniera di un pittore di optical art, che dà movimento all'apparente calma esistenziale ed alla tranquilla quiete del comune rustico, nel chiaroscuro tra passato idilliaco e presente prosaico. Toccanti sono, in particolare, per genialità d'istinto, acume d'intuito e resa istantanea, le profonde poesie sul borgo antico, sul vecchio vicinato, sulla vecchia mietitura e sui figli lontani del bel tempo che fu, con il profumo pungente della solitaria ginestra gialla, prima apportatrice di primavera. L'evidente rimando al pessimismo di Giacomo Leopardi ed ai poeti crepuscolari è nella persistente solitudine esistenziale, nell'odoroso origano marrone, nei furenti venti sibilanti, nei pensieri ricorrenti e nelle pietre parlanti il linguaggio dei Colobraresi, delle myricae e di tutte le piccole cose dell'antica civiltà contadina, infranta dai cambiamenti contemporanei.
Fra tutte le poesie, si distingue l'ode al fratello maggiore Nicola Iannarelli, ricoprendolo del mito dell'eroe, dell'aureola del vate, della fama dei grandi scultori, per la sua opera magistrale nell'abbozzare, scalfire plasmare la pietra arenaria, con la magia della sua scultura su spuntoni di roccia viva,in medio,basso ed altorilievi. Statue di diavoli e fattucchiere di angeli e briganti, stele di girasoli e rose d'alabastro sono inseriti sulla muratura a vista, sulle pareti attrezzate e applicate ad interni ed esterni, come una sua specialità, emergente tra singolari mosaici, che ben si mimetizzano tra vecchie fontane, antichi cimeli e nuovi manufatti. Nei versi alati, sciolti ed in rima di Giuseppe Iannarelli, Colobraro appare onirica e materna, senza più tabù ancestrali, senza più gli usi,i costumi e le tradizioni di una volta, come una vedova abbandonata anzitempo dalla sua dolce metà, per un viaggio di sola andata. Il poeta però la vede anche come la regina incontrastata delle scoscese vallate, a strapiombo, sulla Sinnica, ancora circonfusa dall'incantesimo accattivante del fitto mistero e dall'attrazione perenne della madre terra, dal fascino irresistibile dell'ambiente ideale, per vivere bene, in piena tranquillità e serenità spirituale. Il Nostro va all'eterna ricerca ed alla sicura scoperta delle sue radici, per rivelare al mondo intero che quel paese non è l'innominabile ed innominato sito iellato, bensì la fonte viva della grazia, dell'amore, della poesia, con la fatale attrazione della terra promessa e la ferma certezza del futuro ritorno, per non perire di nostalgia. Gianni Latronico

Iannarelli Giuseppe
Via Sandro Pertini, 56
87074 ROCCA IMPERIALE (CS)
CELL. 3497967496
e-mail giannarelli5@gmail.com
web: www.expoartcc.ning.com

Balletto
Balletto

Il laboratorio teatrale sapientemente gestito dalle professoresse. Tarantino Giovanna, Di Noia Mariagiulia, Lo Tito Maria Rosaria e il prof. Barbetta Luigi, ha ricevuto ancora una volta un grande successo per la rappresentazione della shoàh. I ragazzi e le ragazze che si sono esibite nella recita hanno interpretato la loro parte da consumati attori, infatti sono state lette pagine del libro di Elisa Springer "Il silenzio dei vivi", a due voci, e il diario di Anna Frank letto da Chiara Carluccio. Tutti i ragazzi hanno dato vita a un balletto che ha sì divertito i preseni ma ha soprattutto ricordato atrraverso le scene quei momenti più tristi della storia dei deportati ad Auschwitz e riscosso lunghi applausi, sia per l'impegno profuso e sia per le movenze e il linguaggio del corpo che in modo inequivocabile hanno fatto rivivere le strazianti scene dell'Olocausto che ha avuto termine con l'arrivo delle truppe alleate che hanno liberato i prigionieri dei campi di sterminio il 27 gennaio 1945. Le scene sono state tratte dal film di "Schinder's List …" ricostruite dalla descrizione del testo autobiografico di Elisa Springer, testo di narrativa in adozione quest'anno nella scuola di Colobraro. Le rappresentazioni si sono concluse con un intervento della professoressa Giovanna Modarelli, dirigente scolastica, per i comuni di Colobraro, Valsinni e San Giorgio Lucano, che ha percorso la vicenda dei deportati e del significato di questa giornata e poi ha ringraziato i docenti che si sono impegnati all'unisono per dare voce ad un unico progetto formativo per la formazione di una cultura della memoria, al fine di formare uomini e cittadini responsabili, liberi e protagonisti del loro futuro. Questa linea di insegnamento fa onore ai docenti che si impegnano a preparare gli alunni all'analisi di questa funesta pagina di storia contemporanea, nella maniera più opportuna e con la dovuta serietà che questi fatti comportano.

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 QUANDO LA MORTE SI BLOCCA

Dimmi, sorella, perché ti sei fermata?
La tua dolcezza ha trovato ancora tempo
in Colui che tutto muove …
Il Suo agire ha sospeso la mia venuta:
altre mete ha per te, cara Elna,
e ovunque andrai, Lui lo sa.
Il tuo giaciglio è vigilato
dai suoi occhi amorevoli di Padre:
nulla modificherà il tuo andare.
Quando Iddio vuole tutto si fermerà
e tu sarai con Lui a godere la luce,
appagante e purificante degli occhi Suoi.
Allora calerà la quiete
sui limiti
dell'umana gente.

Pietro Giovanni Lucarelli
Colobraro, 7 febbraio 2009

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