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Vincenzo Carlomagno
Vincenzo Carlomagno da San Giorgio Lucano è stato
Professore delle scuole medie, ora è in pensione e per molti anni ha
insegnato a Colobraro ricoprendo anche la carica di addetto alla vigilanza.
Per il Bicentenario della Rivoluzione Napoletana del 1799, il Comune
di Lauria ha ricordato un suo Martire, discepolo del giureconsulta Mario
Pagano, ossia Nicola Carlomagno; lo ricorda con un suo scritto il discendente
professore e giornalista pubblicista Vincenzo Carlomagno da San Giorgio
Lucano, Nicola Carlomagno Martire di Lauria, nato il 2 luglio 1756 a
Lauria (Potenza). Laureatosi in Giurisprudenza presso l'Università di
Napoli, la sua viva intelligenza gli consente di laurearsi a solo vent'anni.
Nicola, trisavolo del nostro professore, giovanissimo entra a far parte
dei salotti cittadini napoletani ove si respirava l'aria liberale e
quindi si iscrisse al “Club dei liberali lucani”; è fu uno dei padri
del progetto di Costituzione della Repubblica Partenopea del 1799. Assorbito
dall'influenza delle idee rivoluzionarie che provenivano dalla Francia,
non volle fare più ritorno a Lauria.
Il suo destino è segnato da questo nuovo vento ideale che lo porta al
martirio e quindi sulla forca, che viene allestita fuori Porta Capuana
il 13 luglio 1799. Tale condanna gli fu inflitta per aver firmato molti
decreti ed essendo stato membro della Municipalità e Commissario della
Guardia di Polizia.
Ne esegue la condanna il boia Tommaso Paradisi, ritenuto dalla gente
del tempo “la belva umana”, a dispetto del suo cognome. Con Nicola Carlomagno
sono state giustiziate oltre cento persone tra i quali quelli della
tarruglia lucana: i lucani Mario Pagano, giureconsulto, filosofo, politico,
nativo di Brienza; Felice Mastrangelo, medico di Montalbano Jonico;
Nicola Palomba, sacerdote di Avigliano; Michele Granata, nativo di Rionero
in Volture; Nicola Fiorentino, professore nativo di Pomarico; un prete
di Tolve; Cristoforo Grosso, medico chirurgo di Lagonegro. Nicola Carlomagno
fu il primo a salire sul patibolo e da lì gridò: Popolo stupido, tu
godi della mia morte, ma verrà un giorno che la compiangerai: il mio
sangue ricadrà sul tuo capo e su quello dei vostri figliuoli, se avrete
la fortuna di essere morti dopo la vendetta.
La celebrazione del Bicentenario è avvenuta alla presenza dell'allora
Presidente della Camera dei Deputati, Luciano Violante, tenutasi nella
piazza antistante il liceo, a lui intitolata, ove è stato eretto un
busto a perenne ricordo, in Lauria il 4 febbraio del 2000.
Il libro in argomento è particolarmente indicato per le ricerche e tese
di Laurea, visto la mole di documenti originali in esso pubblicati,
e soprattutto per l'uso del Calendario Repubblicano che sostituì quello
gregoriano del tempo, sia pure per pochi mesi (più o meno 6), infatti
i documenti - decreti firmati da Nicola Carlomagno sono tutti datati
secondo il calendario della Repubblica Partenopea del 1799.
Il chiarissimo professore Vincenzo Carlomagno, per questo libro, ha
ottenuto il Premio del Liceo Classico Statale di Lauria nel 2004 e per
quell'anno il testo fu adottato, ad integrazione scolastica in due classi
dello stesso liceo.
Il volume è stato stampato per i caratteri de La Tipografia snc di Matera,
nel dicembre del 2002, come pure un altro suo volume molto interessante
che riguarda la vita paesana di San Giorgio Lucano dal titolo Sa Giorgio
Lucano tra emozioni e ricordi.
Il testo si chiude con il prezioso intervento del Presidente della Camera
dei Deputati Luciano Violante, che ha chiosato da par suo sulla repubblica
napoletana.

Copertina del libro
STORIA DELLA MUSICA A TURSI
di Mario Bruno
Il complesso era costituito dai maestri
suonatori fratelli Cestoni, dai Noceriti, dai Picolla. Questi partecipavano
alle sagre, alle processioni e a tutte le altre manifestazioni che si
svolgevano non solo a Tursi ma anche nei paesi vincitori.
I fratelli Cestoni erano anche costruttori di arpe, violini, mandolini
e chitarre. Già nell'Ottocento e fine secolo, esisteva a Tursi un complesso
di violini, mandolini, chitarre e arpe che venivano insegnati dai maestri
organisti del seminario di Tursi.
Da notizie storiche attendibili si è certi che il primo complesso bandistico
a Tursi venne costituito nel 1896 sotto la preparazione del maestro
Cantore e la preparazione del Prevosto Don Cola D'Alessandro.
Tra i suonatori che più si distinsero si rammentano Luigi Manfredi,
Vincenzo Notarnicola, Filippo Stalfieri, Liborio e Antonio Bruno, Michele
Fagnano, Michele Gentile, Giovanni Padula.
Già all'inizio del Novecento era diventata una banda rinomata con gli
inserimenti giovani tursitani quali il Prof. Vincenzo Bonavita, Peppino
Notarnicola, i fratelli Gorgoglione, Mastrangelo, Giambattista Parciante,
i fratelli Armento, D'Errico e Montagna. Il complesso bandistico suonava
ora dai paesi del Cilento alla Calabria.
La tragedia della prima guerra mondiale disperse molti componenti bloccando
l'attività bandistica.
Appena dopo la guerra i componenti si riunirono sotto la guida del maestro
Fontana e la protezione del prevosto Tarsia il vecchio.
Con qualche elemento solista venne fuori un complesso eccellente che
durò fino al 1922.
La miseria costrinse i musicanti ad emigrare nelle Americhe e nelle
città del Nord Italia.
Nel 1926 il prof. Bonavita con l'aiuto dei canonici Basile e Latrecchina
rifece la banda con elementi nuovi tra i quali: i fratelli Pepino e
Nicola Manfredi, i fratelli Attilio e Gaetano Bruno; Peppino Giampietro,
Fabio Parciante, Pasquale Mastrangelo , i fratelli Salvatore e Cesare
Nuzzi.
Trasferitosi in Rabatana col maestro Francavilla e Don Salvatore Tarsia
e con solisti al trombone Bonavita, al baritono Notarnicola, alla tromba
il prof. Lucrano (che diverrà più tardi maestro e dirigerà molti concerti)
negli anni “30 si raggiungere un alto livello bandistico.
La seconda guerra mondiale disciolse la banda perché quasi tutti gli
elementi furono richiamati in guerra.
Nel 1945 i componenti si riunirono sotto la guida del prof. Bonavita
e con qualche elemento solista, anche se non più con lo splendore di
prima, la musichetta soddisfala le esigenze locali fino al 1949.
La musica era nello spirito dei Tursitani e con la morte dei componenti
finiva la vena musicale a Tursi.
Negli ultimi anni un gruppo bandistico composto di circa 30 ragazzi
sotto la guida dal prof. Massacra ha tentato di continuare la antica
e gloriosa tradizione.
Purtroppo dopo qualche tempo anche questo complesso si è sciolto.
Non si può ad oggi far altro che sperare che un nuovo complesso fiorisca
a Tursi.
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Fratel
Michael Davide frate e laureato in Teologia presso l'Università Gregoriana
con il Dottorato in Teologia spirituale, ed autore di vari testi di
carattere religioso ha scritto per le Casa Editrice EDB di Bologna un
bel libro dal titolo "Con Gesù in compagnia di Marco"in cui presenta
un commento meditazione alla liturgia festiva dell'anno B, che propone
in larga misura il Vangelo di Marco. Egli tuttavia non si limita solo
ad un commento delle letture, ma aiuta ad immergersi nel clima spirituale
del giorno e del tempo liturgico. Accanto alle domeniche il volume fa
spazio anche alle principali feste. Il contenuto del Vangelo di Marco
lo ritroviamo spesso sia nel vangelo che viene letto nel tempo ordinario,
sia nel tempo di avvento al Natale che è un tempo di attesa in cui dobbiamo
prepararci alla venuta del Cristo, sia durante la quaresima che è tempo
di penitenza in cui dobbiamo convertirci e prepararci alla Pasqua che
segna la resurrezione di Cristo che è morto per noi per salvarci dal
peccato contratto da Adamo ed Eva ridarci una vita nuova. Nel libro
oltre al vangelo di Marco sono riportati altri evangelisti che spiegano
seppur muovendosi da diverse angolazioni, la parola di Dio che è parola
santa che tutti noi dobbiamo seguire per liberarci dal peccato e percorrere
la via maestra che ci porta alla salvezza eterna. In questa società
secolarizzata e neodecadente in cui si sono persi certi valori sono
pochi coloro che vivono la loro vita secondo gli insegnamenti di Gesù
che come si evince dai vangeli in particolare dal vangelo di Marco che
essendo molto giovane gli sono state tramandati ,sono utili per raggiungere
la salvezza eterna, prevale l'odio e la sete di potere calpestando quelli
che sono i canoni del vangelo e quindi gli insegnamenti di Cristo. Il
vangelo che Marco ha inventato come gemere letterario ci viene offerto
per spogliarci dall'involucro vecchio che siamo, per fare spazio all'azione
di Gesù che viene a rivestirci della veste della salvezza intessuta
di luminescente fiducia. Il libro nel suo complesso non è un semplice
evento editoriale, ma offre al lettore importanti spunti di riflessione
per cambiare vita annientando il proprio istinto di cattiveria, anche
se è difficile in questa società nichilista. Inoltre come si evince
dalla lettura dei passi
dei vari vangeli riportati nel testo, bisogna essere vigili e non cadere
in tentazione perché non sappiamo quando verrà Gesù per cui dobbiamo
anteporre l'avere all'essere come direbbe Eric Froom nel suo libro dal
titolo "Essere o avere" e in cui prevale purtroppo l'avere all'essere
e comportarsi secondo gli insegnamenti di Gesù. E se vogliamo, dobbiamo
seguire Gesù attenendosi alla sua frase "Chi vuol seguirmi lasci tutto
prenda la sua croce e mi segua" e quindi predicare il vangelo alle genti
come fanno i vari missionari nei paesi africani a costo della loro vita
si evince dai vari episodi di violenza nei confronti di coloro che portano
alle genti del posto la parola di Dio..
SINISTRA
SENZA SINISTRA
Il crollo del Muro di Berlino ha
causato la caduta del comunismo: In Italia, Occhetto con il Congresso
della Bolognina decise di rompere ogni legame con il passato apportando
un radicale cambiamento del suo partito con la trasformazione da PCI
a PDS.
Tuttavia ha perso la forza dirompente che lo ha caratterizzato dal dopoguerra
ad oggi nella lotta contro la DC cercando sempre di operare il sorpasso
senza mai riuscirci.
Come non è riuscito ad andare al potere dopo che lo scandalo "Tangentopoli"
aveva spazzato via i partiti che erano coinvolti come la DC ed il PSI.
Solo con la vittoria del centro sinistra nel 1996 è riuscito ad andare
al potere grazie anche all'alleanza con la Lega Nord che aveva rotto
con il centro destra il Partito di Rifondazione Comunista ecc.. Nel
1998 il PDS si è trasformato in DS divenendo un partito sempre più deideologizzato
e sempre meno ancorato al passato.
Con il passare del tempo abbiamo assistito ad un depauperamento della
sinistra che è diventata sempre più litigiosa diventando incoerente
per quanto concerne il suo programma elettorale del 2006 quando è andata
al potere di nuovo. Questa è stata una delle ragioni che hanno riportato
la destra al potere seppur con l'alleanza con la Lega Nord.
La mancata elezione di esponenti della sinistra arcobaleno una nuova
sigla che aveva assunto una parte della sinistra e la scomparsa dei
partiti che si richiamavano al PCI ed alla tradizione socialdemocratica,
rappresenta una pericolosa cesura nella storia della Repubblica e, alla
luce della contestuale affermazione delle forze, di estrema destra,
testimonia la singolarità del caso italiano rispetto al quadro politico
delle altre democrazie europee.
Dal 1945 non era mai accaduto che gli spezzoni del Partito Comunista
che ne rimanevano o altre voci della cosiddetta "sinistra radicale"
non vi fossero rappresentati. La cancellazione delle componenti della
sinistra citate è stata facilitata dallo sbarramento del 5% che la legge
elettorale vigente impone, comportando la creazione della sinistra senza
la sinistra come si evince dal titolo del libro edito dalla Casa Editrice
Feltrinelli, scritto a piene mani da Adriano Sofri, Luciano Acanfora,
giornalisti e docenti universitari che danno al libro una problematicità
di giudizi e di contenuti.
Malgrado il titolo del testo non si parla solo di sinistra, ma anche
di altre problematiche come il problema della corruzione quello del
Mezzogiorno problema ormai perenne che nessun governo è riuscito a risolvere
con interventi mirati per favorire il suo sviluppo, al problema delle
unioni civili fra individui dello stesso sesso e quelli di sesso diverso,
al problema della famiglia.
L'ALBA DELLA TERZA REPUBBLICA
COME LE RIFORME CAMBIERANNO L'ITALIA
Per la Casa Editrice Marsilio, Giulio
Torlontano, proveniente da attività giornalistica alla Voce Repubblicana,
al settimanale Epoca ed alla Nuova Antologia, attualmente responsabile
del servizio politico del Tg.5, ha scritto un libro dal titolo "L'alba
della terza repubblica", un auspicio che come afferma il predatore Stefano
Folli, ha ondeggiato fra speranze e l'ultimo risultato elettorale che
dovette portare al superamento della seconda Repubblica e sancire l'inizio
della Terza.
Secondo Torlontano è necessario, tracciare il disegno di un sistema
partitico non solo bipolare:
che può aprire la strada alla terza Repubblica malgrado testimonianze
inedite e progetti dietro le quinte.
L'autore di questo libro, infatti osserva, con dati oggettivi le difficoltà
rilevate dalla non conseguenza fra le pagine bianche della Costituzione
ed il conflitto col bipartitismo, e con un sistema elettorale ancora
claudicante che deve essere rivisto ed inserito nella Costituzione.
Non è facile trasformare la cronaca in storia: ci sono ancora forti
contraddizioni, i tatticismi di partito: Egli, afferma Folli, riesce
a dipanare il groviglio dei problemi che sottolinea con perizia giornalistica.
Il che non esclude difficoltà ed incongruenze (specialmente a quella
di Calderoni del Carroccio). Certamente le ultime elezioni hanno scardinato
la rottura dei rapporti con l'elettorato il cui malcontento ha sconfitto
la sinistra ambientalista, priva di un suo progetto.
Il successo del partito di Bossi sta a significare che malgrado il malcostume
italiano siamo uno dei paesi che hanno messo mano alla linearità della
legge elettorale trascurando i reali bisogni dell'elettorato. Cambiare
la legge elettorale di oggi, ripassare alla Costituzione sugli aspetti
fondamentali: si è trattato di vani tentativi perché non si può ripensare
la legge elettorale senza ripensare alla Costituzione: la lentezza politica
italiana appare molto evidente se si fa un confronto come dice Torlontano
con 26 paesi europei.
In questo marasma la fiducia nella terza Repubblica non ha basi solide
e politicamente sicure: L'autore ha fiducia nella terza Repubblica e
che le riforme cambieranno l'Italia:un obiettivo che va a braccetto
con la speranza che le riforme (serie) si accompagnino ad un cambiamento
che trasformerà il nostro paese.
Speriamo.
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