logo_fen_mini.jpg (4384 byte) Pagina 8
VINCENZO CARLOMAGNO RICORDA IL SUO TRISAVOLO NICOLA MARTIRE LAURIOTA
di Pietro Giovanni Lucarelli
RECENSIONE:
Fratel Michael, Sinistra senza Sinistra, L'Alba della Terza Repubblica:
di Biagio Gugliotta

vincenzocarlomagno.jpg
Vincenzo Carlomagno

Vincenzo Carlomagno da San Giorgio Lucano è stato Professore delle scuole medie, ora è in pensione e per molti anni ha insegnato a Colobraro ricoprendo anche la carica di addetto alla vigilanza.
Per il Bicentenario della Rivoluzione Napoletana del 1799, il Comune di Lauria ha ricordato un suo Martire, discepolo del giureconsulta Mario Pagano, ossia Nicola Carlomagno; lo ricorda con un suo scritto il discendente professore e giornalista pubblicista Vincenzo Carlomagno da San Giorgio Lucano, Nicola Carlomagno Martire di Lauria, nato il 2 luglio 1756 a Lauria (Potenza). Laureatosi in Giurisprudenza presso l'Università di Napoli, la sua viva intelligenza gli consente di laurearsi a solo vent'anni. Nicola, trisavolo del nostro professore, giovanissimo entra a far parte dei salotti cittadini napoletani ove si respirava l'aria liberale e quindi si iscrisse al “Club dei liberali lucani”; è fu uno dei padri del progetto di Costituzione della Repubblica Partenopea del 1799. Assorbito dall'influenza delle idee rivoluzionarie che provenivano dalla Francia, non volle fare più ritorno a Lauria.
Il suo destino è segnato da questo nuovo vento ideale che lo porta al martirio e quindi sulla forca, che viene allestita fuori Porta Capuana il 13 luglio 1799. Tale condanna gli fu inflitta per aver firmato molti decreti ed essendo stato membro della Municipalità e Commissario della Guardia di Polizia.
Ne esegue la condanna il boia Tommaso Paradisi, ritenuto dalla gente del tempo “la belva umana”, a dispetto del suo cognome. Con Nicola Carlomagno sono state giustiziate oltre cento persone tra i quali quelli della tarruglia lucana: i lucani Mario Pagano, giureconsulto, filosofo, politico, nativo di Brienza; Felice Mastrangelo, medico di Montalbano Jonico; Nicola Palomba, sacerdote di Avigliano; Michele Granata, nativo di Rionero in Volture; Nicola Fiorentino, professore nativo di Pomarico; un prete di Tolve; Cristoforo Grosso, medico chirurgo di Lagonegro. Nicola Carlomagno fu il primo a salire sul patibolo e da lì gridò: Popolo stupido, tu godi della mia morte, ma verrà un giorno che la compiangerai: il mio sangue ricadrà sul tuo capo e su quello dei vostri figliuoli, se avrete la fortuna di essere morti dopo la vendetta.
La celebrazione del Bicentenario è avvenuta alla presenza dell'allora Presidente della Camera dei Deputati, Luciano Violante, tenutasi nella piazza antistante il liceo, a lui intitolata, ove è stato eretto un busto a perenne ricordo, in Lauria il 4 febbraio del 2000.
Il libro in argomento è particolarmente indicato per le ricerche e tese di Laurea, visto la mole di documenti originali in esso pubblicati, e soprattutto per l'uso del Calendario Repubblicano che sostituì quello gregoriano del tempo, sia pure per pochi mesi (più o meno 6), infatti i documenti - decreti firmati da Nicola Carlomagno sono tutti datati secondo il calendario della Repubblica Partenopea del 1799.
Il chiarissimo professore Vincenzo Carlomagno, per questo libro, ha ottenuto il Premio del Liceo Classico Statale di Lauria nel 2004 e per quell'anno il testo fu adottato, ad integrazione scolastica in due classi dello stesso liceo.
Il volume è stato stampato per i caratteri de La Tipografia snc di Matera, nel dicembre del 2002, come pure un altro suo volume molto interessante che riguarda la vita paesana di San Giorgio Lucano dal titolo Sa Giorgio Lucano tra emozioni e ricordi.
Il testo si chiude con il prezioso intervento del Presidente della Camera dei Deputati Luciano Violante, che ha chiosato da par suo sulla repubblica napoletana.

nicolacarlomagno.jpg
Copertina del libro

 

STORIA DELLA MUSICA A TURSI
di Mario Bruno

Il complesso era costituito dai maestri suonatori fratelli Cestoni, dai Noceriti, dai Picolla. Questi partecipavano alle sagre, alle processioni e a tutte le altre manifestazioni che si svolgevano non solo a Tursi ma anche nei paesi vincitori.
I fratelli Cestoni erano anche costruttori di arpe, violini, mandolini e chitarre. Già nell'Ottocento e fine secolo, esisteva a Tursi un complesso di violini, mandolini, chitarre e arpe che venivano insegnati dai maestri organisti del seminario di Tursi.
Da notizie storiche attendibili si è certi che il primo complesso bandistico a Tursi venne costituito nel 1896 sotto la preparazione del maestro Cantore e la preparazione del Prevosto Don Cola D'Alessandro.
Tra i suonatori che più si distinsero si rammentano Luigi Manfredi, Vincenzo Notarnicola, Filippo Stalfieri, Liborio e Antonio Bruno, Michele Fagnano, Michele Gentile, Giovanni Padula.
Già all'inizio del Novecento era diventata una banda rinomata con gli inserimenti giovani tursitani quali il Prof. Vincenzo Bonavita, Peppino Notarnicola, i fratelli Gorgoglione, Mastrangelo, Giambattista Parciante, i fratelli Armento, D'Errico e Montagna. Il complesso bandistico suonava ora dai paesi del Cilento alla Calabria.
La tragedia della prima guerra mondiale disperse molti componenti bloccando l'attività bandistica.
Appena dopo la guerra i componenti si riunirono sotto la guida del maestro Fontana e la protezione del prevosto Tarsia il vecchio.
Con qualche elemento solista venne fuori un complesso eccellente che durò fino al 1922.
La miseria costrinse i musicanti ad emigrare nelle Americhe e nelle città del Nord Italia.
Nel 1926 il prof. Bonavita con l'aiuto dei canonici Basile e Latrecchina rifece la banda con elementi nuovi tra i quali: i fratelli Pepino e Nicola Manfredi, i fratelli Attilio e Gaetano Bruno; Peppino Giampietro, Fabio Parciante, Pasquale Mastrangelo , i fratelli Salvatore e Cesare Nuzzi.
Trasferitosi in Rabatana col maestro Francavilla e Don Salvatore Tarsia e con solisti al trombone Bonavita, al baritono Notarnicola, alla tromba il prof. Lucrano (che diverrà più tardi maestro e dirigerà molti concerti) negli anni “30 si raggiungere un alto livello bandistico.
La seconda guerra mondiale disciolse la banda perché quasi tutti gli elementi furono richiamati in guerra.
Nel 1945 i componenti si riunirono sotto la guida del prof. Bonavita e con qualche elemento solista, anche se non più con lo splendore di prima, la musichetta soddisfala le esigenze locali fino al 1949.
La musica era nello spirito dei Tursitani e con la morte dei componenti finiva la vena musicale a Tursi.
Negli ultimi anni un gruppo bandistico composto di circa 30 ragazzi sotto la guida dal prof. Massacra ha tentato di continuare la antica e gloriosa tradizione.
Purtroppo dopo qualche tempo anche questo complesso si è sciolto.
Non si può ad oggi far altro che sperare che un nuovo complesso fiorisca a Tursi.

Fratel Michael Davide frate e laureato in Teologia presso l'Università Gregoriana con il Dottorato in Teologia spirituale, ed autore di vari testi di carattere religioso ha scritto per le Casa Editrice EDB di Bologna un bel libro dal titolo "Con Gesù in compagnia di Marco"in cui presenta un commento meditazione alla liturgia festiva dell'anno B, che propone in larga misura il Vangelo di Marco. Egli tuttavia non si limita solo ad un commento delle letture, ma aiuta ad immergersi nel clima spirituale del giorno e del tempo liturgico. Accanto alle domeniche il volume fa spazio anche alle principali feste. Il contenuto del Vangelo di Marco lo ritroviamo spesso sia nel vangelo che viene letto nel tempo ordinario, sia nel tempo di avvento al Natale che è un tempo di attesa in cui dobbiamo prepararci alla venuta del Cristo, sia durante la quaresima che è tempo di penitenza in cui dobbiamo convertirci e prepararci alla Pasqua che segna la resurrezione di Cristo che è morto per noi per salvarci dal peccato contratto da Adamo ed Eva ridarci una vita nuova. Nel libro oltre al vangelo di Marco sono riportati altri evangelisti che spiegano seppur muovendosi da diverse angolazioni, la parola di Dio che è parola santa che tutti noi dobbiamo seguire per liberarci dal peccato e percorrere la via maestra che ci porta alla salvezza eterna. In questa società secolarizzata e neodecadente in cui si sono persi certi valori sono pochi coloro che vivono la loro vita secondo gli insegnamenti di Gesù che come si evince dai vangeli in particolare dal vangelo di Marco che essendo molto giovane gli sono state tramandati ,sono utili per raggiungere la salvezza eterna, prevale l'odio e la sete di potere calpestando quelli che sono i canoni del vangelo e quindi gli insegnamenti di Cristo. Il vangelo che Marco ha inventato come gemere letterario ci viene offerto per spogliarci dall'involucro vecchio che siamo, per fare spazio all'azione di Gesù che viene a rivestirci della veste della salvezza intessuta di luminescente fiducia. Il libro nel suo complesso non è un semplice evento editoriale, ma offre al lettore importanti spunti di riflessione per cambiare vita annientando il proprio istinto di cattiveria, anche se è difficile in questa società nichilista. Inoltre come si evince dalla lettura  dei passi dei vari vangeli riportati nel testo, bisogna essere vigili e non cadere in tentazione perché non sappiamo quando verrà Gesù per cui dobbiamo anteporre l'avere all'essere come direbbe Eric Froom nel suo libro dal titolo "Essere o avere" e in cui prevale purtroppo l'avere all'essere e comportarsi secondo gli insegnamenti di Gesù. E se vogliamo, dobbiamo seguire Gesù attenendosi alla sua frase "Chi vuol seguirmi lasci tutto prenda la sua croce e mi segua" e quindi predicare il vangelo alle genti come fanno i vari missionari nei paesi africani a costo della loro vita si evince dai vari episodi di violenza nei confronti di coloro che portano alle genti del posto la parola di Dio..

SINISTRA SENZA SINISTRA

Il crollo del Muro di Berlino ha causato la caduta del comunismo: In Italia, Occhetto con il Congresso della Bolognina decise di rompere ogni legame con il passato apportando un radicale cambiamento del suo partito con la trasformazione da PCI a PDS.
Tuttavia ha perso la forza dirompente che lo ha caratterizzato dal dopoguerra ad oggi nella lotta contro la DC cercando sempre di operare il sorpasso senza mai riuscirci.
Come non è riuscito ad andare al potere dopo che lo scandalo "Tangentopoli" aveva spazzato via i partiti che erano coinvolti come la DC ed il PSI.
Solo con la vittoria del centro sinistra nel 1996 è riuscito ad andare al potere grazie anche all'alleanza con la Lega Nord che aveva rotto con il centro destra il Partito di Rifondazione Comunista ecc.. Nel 1998 il PDS si è trasformato in DS divenendo un partito sempre più deideologizzato e sempre meno ancorato al passato.
Con il passare del tempo abbiamo assistito ad un depauperamento della sinistra che è diventata sempre più litigiosa diventando incoerente per quanto concerne il suo programma elettorale del 2006 quando è andata al potere di nuovo. Questa è stata una delle ragioni che hanno riportato la destra al potere seppur con l'alleanza con la Lega Nord.
La mancata elezione di esponenti della sinistra arcobaleno una nuova sigla che aveva assunto una parte della sinistra e la scomparsa dei partiti che si richiamavano al PCI ed alla tradizione socialdemocratica, rappresenta una pericolosa cesura nella storia della Repubblica e, alla luce della contestuale affermazione delle forze, di estrema destra, testimonia la singolarità del caso italiano rispetto al quadro politico delle altre democrazie europee.
Dal 1945 non era mai accaduto che gli spezzoni del Partito Comunista che ne rimanevano o altre voci della cosiddetta "sinistra radicale" non vi fossero rappresentati. La cancellazione delle componenti della sinistra citate è stata facilitata dallo sbarramento del 5% che la legge elettorale vigente impone, comportando la creazione della sinistra senza la sinistra come si evince dal titolo del libro edito dalla Casa Editrice Feltrinelli, scritto a piene mani da Adriano Sofri, Luciano Acanfora, giornalisti e docenti universitari che danno al libro una problematicità di giudizi e di contenuti.
Malgrado il titolo del testo non si parla solo di sinistra, ma anche di altre problematiche come il problema della corruzione quello del Mezzogiorno problema ormai perenne che nessun governo è riuscito a risolvere con interventi mirati per favorire il suo sviluppo, al problema delle unioni civili fra individui dello stesso sesso e quelli di sesso diverso, al problema della famiglia.

L'ALBA DELLA TERZA REPUBBLICA
COME LE RIFORME CAMBIERANNO L'ITALIA

Per la Casa Editrice Marsilio, Giulio Torlontano, proveniente da attività giornalistica alla Voce Repubblicana, al settimanale Epoca ed alla Nuova Antologia, attualmente responsabile del servizio politico del Tg.5, ha scritto un libro dal titolo "L'alba della terza repubblica", un auspicio che come afferma il predatore Stefano Folli, ha ondeggiato fra speranze e l'ultimo risultato elettorale che dovette portare al superamento della seconda Repubblica e sancire l'inizio della Terza.
Secondo Torlontano è necessario, tracciare il disegno di un sistema partitico non solo bipolare:
che può aprire la strada alla terza Repubblica malgrado testimonianze inedite e progetti dietro le quinte.
L'autore di questo libro, infatti osserva, con dati oggettivi le difficoltà rilevate dalla non conseguenza fra le pagine bianche della Costituzione ed il conflitto col bipartitismo, e con un sistema elettorale ancora claudicante che deve essere rivisto ed inserito nella Costituzione.
Non è facile trasformare la cronaca in storia: ci sono ancora forti contraddizioni, i tatticismi di partito: Egli, afferma Folli, riesce a dipanare il groviglio dei problemi che sottolinea con perizia giornalistica.
Il che non esclude difficoltà ed incongruenze (specialmente a quella di Calderoni del Carroccio). Certamente le ultime elezioni hanno scardinato la rottura dei rapporti con l'elettorato il cui malcontento ha sconfitto la sinistra ambientalista,  priva di un suo progetto.
Il successo del partito di Bossi sta a significare che malgrado il malcostume italiano siamo uno dei paesi che hanno messo mano alla linearità della legge elettorale trascurando i reali bisogni dell'elettorato. Cambiare la legge elettorale di oggi, ripassare alla Costituzione sugli aspetti fondamentali: si è trattato di vani tentativi perché non si può ripensare la legge elettorale senza ripensare alla Costituzione: la lentezza politica italiana appare molto evidente se si fa un confronto come dice Torlontano con 26 paesi europei.
In questo marasma la fiducia nella terza Repubblica non ha basi solide e politicamente sicure: L'autore ha fiducia nella terza Repubblica e che le riforme cambieranno l'Italia:un obiettivo che va a braccetto con la speranza  che le riforme (serie) si accompagnino ad un cambiamento che trasformerà il nostro paese.
Speriamo.

pagina 7 sommario pagina 9