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da RIME VARIE
di Francesco Carafa
poeta d'Arcadia 1719
Alle
prime nuove della Guerra tra l'Impero, e la Spagna In Sicilia pensiero
dell'Autore colà portarsi.
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In Cielo appare l'argentata Luna
Già per la nona rinovar le corna,
Da che Romito, e solitario ad una
Vita mi diede, sol di quiete adorna.
Pur mi lusinga ancor empia fortuna;
Alle glorie, agli onor (dicendo) torna,
Vanne colà, dove l'Insegne aduna
Marte, e l'alba di guerra omai s'aggiorna,
Dunque lasciar mi è forza i miei contenti,
E questi ombrosi, e taciturni orrori.
In quai lieto gustai dolci momenti?
Mà a che non spinge in giovanili ardori
Di gran fama acquistar trà gli viventi
Il nobile desio con bei sudori.
A suoi familiari nella partenza
per la guerra di Sicilia.
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Servi, Amici, Vassalli il vostro affetto,
Ed altrove la speme or rivoltate,
Di mè più non vi caglia, ad altro oggetto D'onor le dimostranze, eh'
Dio, serbate. L'invidia, che nutrì d'altrui nel petto
Di rabbia contro mè fiamme malnate, Mancanda al suo livore il ver subbietto,
Mirarvi cesserà con luci odiate.
Parto, per contentar la cruda sorte,
Qual femmi i più congiunti aspri nemici,
Che forte appagheransi alla mia morte Salve Caprarie addio, d'anni felici
Teatro un tempo; all'orche il braccio forte Riportò de i cinghial palme
vitrici.
F Nel
Non
sempre le disgrazie vengono per nuocere.
118
Rigido Genitor, se pur tal volta
Sferza, e flagella il traviante figlio,
E con severo, ed inasprito ciglio
In ira mostra la sua fronte involta.
Quel rigore non già dal petto tolta
Have l'alma paterna, e sol consiglio
Di prudenza è tal'or dare l'esiglio
A pietà, ch'entro il cuor ne stà raccolta.
Tal'à mè dimostrò d'aspra fortuna
Il volto irato il Facitor del Mondo.
E lagnar mi fè in notte oscura, e bruna.
Sottratto poscia da quel nero fondo
Femmi veder la serenata Luna
In aspetto dal Ciel chiaro, e giocondo.
DALLA RACCOLTA
"silloge L(') abile traccia"
di Pietro
Pancamo
FILOSOFIA
Parole e frasi sono gli intercalari del
silenzio che smette, ogni tanto,
di pronunciare il vuoto.
Allora qualche indizio di materia
deforma l'aria,
descrivendo le pause del nulla
prima che il silenzio
si richiuda.
(Le mani s'infrangono
contro un gesto incompiuto)
LA FUGA
La voce trasuda parole d'accento
piagato
ma è tiepido il grido del tuo respiro,
le piaghe troppo soffocanti
perché tu abbia il fiato d'urlare.
Morire da te
è una fuga troppo leggera
per avere il sollievo.
Così
un pantano di figure
nel cuore e il giorno s'increspa
a raccogliere il tuo soffio.
dalla
RACCOLTA INEDITA
di Mario Bruno
Mistero
Per quanto ancora
penar dovrò
per rivederti
a me vicina,
eppure sei tanto lontana.
Un lamento un dolore
che mi strugge il cuore,
la terra canta
i viventi ridono
un filo di speranza
di ritornar con te.
Misteriose figure
d'immagine scomparse
si stringono forti
intorno a me.
Oh' quanto desiderio
uscire da questa
immensa tormenta
che abita
nella mia anima.
Oh' quanto capir vorrei
questo grande mistero.
dalla raccolta
"ASPETTANDO L'AURORA"
di Pietro Giovanni Lucarelli
LA TERRA SCELTA DA DIO
PER REDIMERE L'UOMO
Duemila
anni sono passati
e le guerre non sono cessate
violenza e rancore sono conservati.
Quelle sono tutte genti malate
visto che alla guerra sono portate
pur se son state create e tanto amate.
Hanno cuori acerbi e senza domani
se alla guerra prestano le mani
nulla trovano se non danni.
La tristezza portano nell'anima,
a causa di quella maledetta arma
che nei cuori depone il dramma.
La guerra in terra Santa
toglie la gioia all'anima pia
e nel tempo dal Nulla saranno saziati...
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dalla raccolta
"Poesie al Vento"
di Giuseppe Iannarelli
CANNE AL VENTO
Dalla campagna desolata
vien nei giorni di vento
un pianto lontano.
Non odono le orecchie
ormai sorde,
non vedono gli occhi
ormai cechi,
e le mani gentili
più non accarezzano
quest'aspra terra.
Da lontano viene
il pianto antico,
dai muri caduti
dai cumuli di detriti
sepolti ormai dai rovi,
negli antri oscuri
trionfano le civette,
ed un vecchio aratro
racconta la sua storia
tra i ciuffi d'erba nel cortile.
Viene dal soffio del vento
un'odore di abbandono,
il fruscio delle canne
sul tetto ormai spoglio,
il lamento di una porta,
il pianto delle anime.
Tu che vieni da lontano
mi ascolti e ridi
e mi dici che son strano,
la dove io odo
il pianto dell'abbandono,
tu avverti
solo il lamento del vento.
dalla "RACCOLTA
INEDITE"
di OBELIX
Senz'anima
Credi di avere amici intorno a te
Ridi, scherzi, stai bene in loro compagnia, pensi, che sarà sempre così.
Al primo temporale però ti accorgi
Che intorno a te ci sono solo sassi:
sassi lisci e lavati e deserto e tristezza, capisci che hai sbagliato,
che hai dato tutto per niente.
Ti prende l'angoscia,
credi, che tutto il mondo sia così:
prende tutto, perché non sa che cosa scegliere;
opportunista, indifferente, insensibile.
È il tramonto di un ideale,
le ombre che si allungano
prendono forme inconsuete,
vorresti spegnere il sole
per non vederle più,
vorresti non esistere più.
Dentro la gente c'è un grande vuoto
Che è soltanto paura d'amare,
la paura di essere deboli.
In questa società di infelici libertà,
si perdono i gesti più semplici,
i sentimenti più naturali,
le gioie più vere
uccisi da un mostro:
una tigre di carta
DALLA RACCOLTA
POESIE
di Giovanni Di Lena
Natale
Tu che
effondi
la serenità fra i popoli
scuoti l'indifferenza
del nostro pensiero distratto.
Suscita tra noi
una discussione feconda
intrisa di nuovi propositi.
Aiutaci a trovare
nel quotidiano vivere
un sorriso affabile
un gesto spontaneo d'Amore
un piccolo sentimento di Pace.
DALLA RACCOLTA
POESIE
di Mario Di Stasi
Buon Natale
I Believe
in Father Christmas
Dicevano ci sarà neve a Natale
Dicevano ci sarà pace sulla Terra
Ma invece è solo piovuto
Un velo di lacrime per la nascita della vergine. Io ricordo una mattina
di Natale
La luce di un inverno ed un coro distante
E lo scampanio di una campana
e quel profumo di albero di Natale
Ed i loro occhi pieni di finzione e fuoco.
Mi hanno venduto un sogno di Natale
Mi hanno venduto una notte silenziosa
Mi hanno raccontato una favola
Fino a farmi credere nell'ebraismo
E ho creduto in Babbo Natale
Ed ho guardato il cielo con occhi eccitati
Fino a svegliarmi con uno sbadiglio,
alle prime luci dell'alba
E vidi attraverso il suo travestimento
Vi auguro un Natale pieno di speranza
Vi auguro un felice anno nuovo
Ogni angoscia, dolore e tristezza
lasci il vostro cuore e lasci
il vostro cammino limpido.
Dicevano ci sarà neve a Natale
Dicevano ci sarà pace sulla Terra
Alleluia, Noel!
Sia Paradiso o Inferno Sia il Natale che meritiamo
(Bono Vox - U2)
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