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da pagina 7 Assai
più antico appare il santuario della Grotta di Praia degli Schiavi.
Tra le opere moderne, e va data gran lode all'allora sindaco e podestà
comm. Biagio Virgilio, devesi annoverare un parco della rimembranza con 27 pini,
di cui uno destinato a esternare la memoria di Arnaldo Mussolini: il
costruendo edificio scolastico a uno degli ingressi del paese vasto, ampio,
grandioso, solenne, pieno di luce e d'aria con giardini e palestre quale lo
ideò l'ing. De Martino e quale lo costruisce l'impresa Ambruso e
soprattutto la rotabile, opera assai ardita, che con ampio sviluppo correndo
su a mezza costa per boschi meravigliosi di cerri e di querce, giunge sino a
Tursi, aprendo alla vallata del Sinni un più grande sbocco allacciandola
allo scalo delle Calabro-Lucane di Montalbano Jonico e al capoluogo della
provincia.
Quest'opera, davvero pregevole, utile, voluta dal Ministro Giurati e
inaugurata nel 1927 alla presenza dell'Illustre Uomo, in onor del quale fu
posta una targa a ricordo, fa onore alla Provincia e al Genio Civile il quale
edificò oltre 800 metri di muro di sostegno sulle aspre balze montane e
bonificò il paese con grandi muraglioni. Divenne Colobraro uno dei buoni
Comuni della regione, nel quale il soggiorno estivo, per la salubrità
dell'aria, l'abbondanza di frutta e la cordialità degli abitanti, è davvero
delizioso.
Ricco di acqua per cinque sorgenti vicine oltre l'acquedotto di Caramola,
illuminato a luce elettrica in corsorzio col comune di Valsinni (impianti
idro-termico, fratelli Bitonte), così in alto, gode di delizioso panorama
che dallo Jonio va tutto intorno ai colli delle Murge e ai monti della
Calabria. Ai piedi del Monte il Sinni, col suo vasto bianco letto, appare come
una gigantesca piovra tanti sono i torrenti i fossi i fiumiciattoli,
compreso il Sarmento, che in poco spazio affluiscono a lui. Il
feudalesimo Colobraro,
così erto sulla cima del monte, tanto da dar l'impressione che le sue case
si reggano per un miracolo d'equilibrio trae origine intorno al mille, forse
da un cenobio basiliano.
Per la prima volta è menzionato nelle carte del grande archivio sotto
l'anno 1122, per quanto Mons Miele, già professore di storia e filosofia
nel seminario di Tursi e ora Vescovo di una diocesi siciliana, grande
ricercatore di antiche memorie, risalga al tempo delle crociate attribuendo
a un barone di Caffe della terra di Caserta reduce dall'Oriente, la
costruzione del maniero. Quel prode avrebbe anche dato al sorgente villaggio
il nome di un suo fedele armigero Colubrano, precipitato giù per lo
scosceso pendio, ma cosa certa è che nel 1178 questa terra già robusta
per torri e per mura, era feudo di Berteraymo d'Andria e appartenne poi ai
Sanseverino, nel secoloXV, Bernardino Poderico, a Fabrizio Pignatelli, a
Eleonora Comite, ai Caraffa come principato. Bene dotale della baronessa
Maria Maddalena Carafa, moglie al Marchese Giulio Cesare Donnapenca fu
posseduto da questa famiglia sino al 1812 e per dote di Olimpia passò,
escluso il titolo, ai Brancalasso, baroni di Episcopia. Circa
l'etimologia, il Racioppi pensò a un colubrarium ossia luogo infestato da
colubri o serpi, ma a tanta altezza, sul cono d'un monte spazzato da venti e
da nevi, non sembra possa essere stato adatto alla vita e alla propagazione di
rettili. |
I cittadini Nel 1848 per la causa della
libertà soffrì persecuzioni Vincenzo Gesualdi, 1860 la gioventù, con a
capo Vincenzo Modarelli e Vincenzo Lomonaco, letterato e giurista, si oppose
alle tante reazioni inscenate da torbidi elementi che in nome del governo
borbonico miravano al proprio personale interesse. Durante il brigantaggio Colobraro
trascorse giornate amare, ma la Guardia Nazionale comandata da Gennaro
Capitolo fronteggiò arditamente le triste bande, ributtandole fuori del
territorio.
Gloria, autentica di Colobraro è Luca Tripani, dottissimo medico e giureconsulto, autore
di Idea civili potestate, di Consilium medico politicum e di Sintagna
Forenze de Ordine Judiciorum (1676) conservate nella Biblioteca Nazionale di
Napoli.
Sua figlia, suor Prospera, nata a Caserta, scrisse a 15 anni un compendio
della istoria della Madonna di Montevergine (1677). Colobraro dette anche i
natali a Giuseppe Lomonaco autore di un Trattato di Diritto Internazionale,
al poeta Pasquale Larocca al letterato cav. uff. Francesco Lomonaco
(m.1934).
È podestà il dottore in giurisprudenza Emilio Tripani, segretario del
Fascio e presidente della Congregazione di Carità Vincenzo Modarelli,
segretario comunale il rag. Pasquale Melazzo comandante del reparto M.V.S.N.
tra i professionisti farmacisti Angelo e Francesco Fortunato, comandante
Fascio giovanile e giudice conciliatore (unica farmacia): medici prof.
Antonio Fortunato, docente di oculistica medico provinciale a Palermo, poi a
Montemesola (Taranto) e a Mantova; Gennaro Simeone, uff. sanitario cav.
Domenico Tripani condotto, esimio cultore di memorie magistrati, comm.
Giuseppe Tripani, sostituto Procuratore Generale di Corte di Appello -
Procuratore del Re a Gorizia; notai comm. Biagio Virgilio, vice Pretore
reggente del mandamento di Rotondella; ragionieri Giuseppe De Pizzo (Milano): Veterinari, Vincenzo
De Cimma, Giuseppe Lomonaco.
L'industria è rappresentata dai frantoi: Bitonte, De Cimma, Fortunato,
Gialdini, Lomonaco, Modarelli, Tripani, tutti a trazione animale; dai molini:
Bitonte (elettrico) e Modarelli. Notizie Utili Colobratro
è alto sul livello del mare m.630 (massimo 660 al castello), conta 2354
abitanti, dista da Matera km.106 dal bivio di Cozzo di Tonno km.8,6 dallo
scalo di Nova Siri km.47 (FF.SS), dallo Scalo di Montalbano (FF. C. L.) con
servizio automobilistico ditta Gambacorta, Km.31, da Rotondella capoluogo
del mandamento Km. 27. Il suo territorio vasto 6103 ettari di cui circa 1500
boschivi di proprietà comunale (Sirianni e Serra Cortina) e circa 400
costituenti il lentischeto "Oliveto" anche di proprietà comunale.
Produce agrumi, cereali, olio, vino, sana frutta. Attiva è la pastorizia e
l'industria; animali bovini, caprini pecorini, suini... Celebra con sfarzo la
festa del Protettore S. Nicola nella seconda domenica di maggio, e ha fiere
accorsate l'11 -12 giugno, il 13 la festa di S. Antonio da Padova mentre il 28 e 29 luglio fiera per
animali, e per la frutta, i tessuti ecc. in località Piazza Vignicella.
Concludeva la piccola storia di Colobraro. |