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L'ERBA CATTIVA
di Michele Crispino 

L'erba cattiva non muore mai! Ma il cattivo augurio, di fatto, avviene spesso che si ritorca su chi lo fa.
Vediamo di chiarire un po' la cosa, al riguardo. A morire prima, nella maggior parte dei casi, sono i giovani, perché cari al cielo, come recita la massima dell'antico poeta greco.
A parte il fatto che di cattiveria ne esiste tanta al mondo, io sostengo che, se a morire fossero sempre i giovani, i migliori, che di male ne hanno fatto poco rispetto a tutti gli altri, otterremmo un ben scarso risultato, cioè la terra resterebbe ben presto disabitata ed a trionfare sarebbe inevitabilmente il male, nelle sue più rovinose manifestazioni.
Ora che questo sia vero è, purtroppo, inconfutabile.
Il bene, congiunto alla speranza fondata su di esso, se n'é fuggito da tempo dalla terra, la sede degli uomini, come del resto è fuggita la stessa speranza; il vuoto prodotto è stato ben  presto colmato dagli operatori del male, che, una volta attestatisi saldamente sul seggio, non sono più disposti ad andarsene.
Se ad esempio sopravviene una peste, cosa del resto assai rara ai nostri giorni perché si metterebbero ben presto in opera, per poterla debellare, misure assai severe e drastiche; se inoltre si verificassero, come assai spesso avviene qua e là dei terremoti, improvvisi e distruttivi per gli effetti soliti a produrre, a rimetterci, ad andarsene prima del tempo, sarebbero tutte le volte gli innocenti, ossia gli operatori del bene, che essendo per lo più di numero inferiore rispetta agli altri non potrebbero essere rimpiazzati per poter di fatto capovolgere la situazione.

L'erba cattiva insomma, quali, che siano le situazioni ed i casi umani, non muore proprio mai! Basta volgersi attorno a guardare, per rendersene conto.
Essa abitualmente ha come suo stretto alleato il demonio, lo spirito del male, che é l'unico, e solo operatore, inteso sempre ad ogni nequizia, ad arrecar maggiori mali possibili particolarmente ai buoni, agli amici di Dio, oggi piuttosto assai ridotti di numero.
Sembra che Egli abbia ben altro da fare che proteggerli nei pericoli che corrono, nelle insidie di ogni specie, nella loro cattiva salute, nei loro onesti affari, che non giungono mai a felice compimento, il che è proprio quel che non fa il suo avversario, che invece manda, ai suoi numerosi seguaci, sempre utili affari, situazioni di tutta tranquillità e di buona salute, o per lo meno di salute sopportabile, cattiva invece a chi si incammina sulla via del bene per cercare di costruire opere utili, per sé e per gli altri, per tutti, specialmente per chi ne ha più bisogno.
Ma il male, si sostiene da alcuni è strettamente legato, connaturato all'uomo, creato fin dalla sua lontana origine libero di sé e delle sue azioni, libero quindi di attuare il bene ed anche e per lo più il male, che avviene purtroppo assai spesso.
Il sommo Creatore non interviene, al contrario dello spirito del male, che è tuttora presente e stimola ogni volta per assecondare, per suggerire vie nuove da percorrere, per far credere alla gente che, comportandosi in un certo modo, non ne deriva strettamente il bene per la vita terrena.
Ma tale conclusione è davvero amara e quindi assolutamente inaccettabile!

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