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Stemma gentilizio della famiglia Pignatelli
La principessa Faustina
Pignatelli riceve
in dote il feudo di Colobraro nel 1724 dal padre Diego per il suo matrimonio con
Domenico Francesco Carafa avvenuto nello stesso anno.
Non è dato sapere se la principessa Pignatelli prima e Carafa poi sia stata ad
abitare o semplicemente visitare il suo castello dotale di Colobraro.
La saggia e colta donna Faustina Pignatelli divenne accademica dell'Accademia delle
Scienze bolognese nel 1732.
Donna Faustina Pignatelli, Principessa di Colobraro e Duchessa di Tolve, è noto
che, dopo la morte del marito avvenuta nel 1746, si ritirerà a vivere nel
feudo di Tolve per amministrarlo direttamente e per difenderlo dalle pretese di
quella "università", nella quale, come si legge in un'allegazione di
Domenico Potenza pubblicata a Napoli nel 1751, "pochi cittadini malpoderosi,
rimpinguandosi con le rendite della sua terra, riducevano all'ultima depressione
la povera gente, mentre donna Faustina cercava con ogni cura di riparare ai
disordini".
Avrà, la medesima donna Faustina, noie anche per debiti ed imposizioni varie
che gravavano sul figlio Michele il quale, alla morte del padre e dopo qualche
anno di possesso del fratello primogenito Giuseppe, l'aveva ricevuto da questi
in cambio di un vitalizio cui non farà sempre onore, in aggiunta ad altre
difficoltà finanziarie sorte per costituire di adeguata dote la sorella Anna
Teresa che si fa monaca. (G. Fusco, citato). Il poeta feudatario di Colobraro Francesco Carafa
possiede una buona cultura letteraria e poetica, nutrita con studi giovanili
a Napoli,
secondo il linguaggio e la moda del |
tempo furono suoi amici
l'avvocato Niccolò Maria di Fusco, Angelo di Costanzo, Azzio Sincero Sannazzaro, Bernardino Rota, Ascanio Pignatelli e Ferrante Carafa, tutti
figli della stessa patria, Napoli, e tutti più o meno scrittori
petrarchisti e fedeli seguaci del bembismo classicheggiante o anche virtuosi
del concettismo che riversano a piene mani nello schema metrico del sonetto,
in prevalenza.
Le sue rime rispecchiano un predominio della fantasia ed "un natural
foco" apprezzate dalla colta Faustina, sua moglie.
Come accennato all'inizio di questa scheda su Faustina
Pignatelli, principessa
di Colubrano, astronoma, dottissima in matematica e fisica, fu una delle
poche donne italiane che figurasse iscritta per i meriti scientifici dei suoi
lavori nei registri di scienze di Bologna; lo confermano
anche le sue tantissime lettere scritte ad amici e parenti. Lo stesso marito
Francesco Carafa canta le lodi di lei dice di donna Faustina, discendente
dell' illustre casato gentilizio; il poeta, mette tutto il suo impegno per
cantare le lodi della bellezza e della cultura di lei tanto che arriverà a dire di
essere il duro "guerriero", che si piega ai cenni di un occhio
amato.
Questa era Faustina Pignatelli, Principessa di Colobraro e Duchessa di Tolve;
è noto che, dopo la morte del marito avvenuta nel 1746, si ritirerà a
vivere nel feudo di Tolve per amministrarlo direttamente e per difenderlo
dalle pretese di quella "università", nella quale, come si legge
in un'allegazione di Domenico Potenza pubblicata a Napoli nel 1751,
"pochi cittadini malpoderosi, rimpinguandosi con le rendite della sua
terra, riducevano all'ultima depressione la povera gente, mentre donna
Faustina cercava con ogni cura di riparare ai disordini".
Avrà, la medesima donna Faustina, noie anche per debiti ed imposizioni
varie, che gravavano sul figlio Michele il quale, alla morte del padre e
dopo qualche anno di possesso del feudo di Tolve lo cede al fratello
primogenito Giuseppe, in cambio di un vitalizio, Giuseppe però non
farà sempre onore. In aggiunta ad altre difficoltà finanziarie sorte per
costituire adeguata dote alla sorella Anna Teresa che si fa monaca, così restituisce
il feudo alla madre sapiente e gran dama affinché lo riportasse all'antico
splendore, ma come abbiamo visto non ci riesce e muore a Tolve...
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