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Giovanna d'Arco: la liberazione d'Orléans
di Mary Falco

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ed ora è lui che mi ordina di restarci. – Hélène – Cosa? Giovanna! Il cielo t'ordinerebbe di disobbedire ai tuoi genitori? Oh, no, tu sei troppo buona e troppo saggia per fare una cosa simile. D'altra parte è per il tuo bene che tornerai a D; laggiù non c'è ne' guerra ne' soldati… (un lieve movimento da parte di Giovanna d'Arco) qui è tutto finito; preparati a partire; tuo padre ci ha fatto scrivere che ti aspetta!
Giovanna d'Arco: - Mio padre m'aspetta? – Hélène: - Lo sai che è vecchio, infermo e che ha bisogno del tuo aiuto. –
Giovanna d'Arco: - Andrò. Mia buona H, andrò… il cielo non può ordinarmi d'abbandonare mio padre. –
Jeannette: (a parte) – Ha dei momenti buoni! –
Hélène: - Andiamo! Vieni alla fattoria a salutare le tue compagne! –
Jeannette: - Ah! Noi vi rimpiangeremo, signorina Giovanna; io soprattutto! O, Dio!
Hélène: - Ebbene! Come la vedo abbattuta adesso! Com'è pensierosa! –
Jeannette: - Signora! Pensa a quel soldato: è del tutto naturale! –
Hélène: - Vieni, J; andiamo a cercare G, che è nella valle; bisogna avvertirlo di tutto questo. –
Scena IX Giovanna d'Arco da sola. Immobile un momento e percorrendo tutt'un tratto la scena con agitazione.
Aria
:
- Bisogna partire; bisogna partire: ahimé!
Non ho più speranza!
O Patria mia! O nobile Francia!
Giovanna d'Arco non può servirti. La vecchiaia d'un padre reclama il mio appoggio.
La gloria m'è ben cara; ma volo verso di lui. Cosa? Partire adesso che Dunois in persona
Vuole condurmi al campo francese!
Cosa? Partire mentre l'Inglese invade il paese che amo!
No, no, mai, mai, mai!
È l'onore che mi guida, ed i cielo che m'illumina!
E pertanto mio padre, il mio vecchio padre… Bisogna partire; bisogna partire. Ahimé! Non ho più speranze.
O Patria mia! O nobile Francia! Giovanna d'Arco non può servirti. -
Cade accasciata sulla panca ai piedi dell'albero
Con tristezza: - Raccogli i tuoi agnelli, triste e povera pastorella, o piuttosto consola i mali di tuo padre…
O mio padre! Mio padre! -
Cantando quest'ultima quartina la sua voce vien meno, cade sul banco, e canta, quasi addormentata, parole spezzate: -
Bisogna partire; bisogna partire.
O Patria mia! O nobile Francia! Non c'è più speranza; io non ti posso servire. - Si addormenta Coro invisibile: - O casta figlia, tanto cara all'eterno! Arma il tuo braccio per salvare i Francesi; e quel giorno la sola vista della tua bandiera farà immediatamente arretrare gli Inglesi! - L'albero sotto il quale si trova Giovanna d'Arco s'apre misteriosamente ed attraverso un vapore leggero lascia vedere un gruppo di giovinette vestite di bianco e coronate di gigli. In mezzo a loro si distingue una giovane pastorella che porta un'allodola.
Pastorella: - Alzati, valorosa pastora! È necessario che tu compia il tuo destino: lascia l'allodola leggera, ed arma di spada le tue mani. - Coro invisibile - O casta figlia, tanto cara all'eterno! Arma il tuo braccio per salvare i Francesi; e quel giorno la sola vista della tua bandiera farà immediatamente arretrare gli Inglesi! - Mentre il coro canta, Giovanna torna ad agitarsi, finché la tromba si fa intendere ed ella si sveglia di soprassalto.
FINALE
Scena X: Giovanna d'Arco, coro di contadini che arrivano disordinatamente.

Coro:
- Sentite risuonare Questi canti d'allarme e di guerra? La razzia e la miseria
Stanno tornando nei nostri campi. -
Scena XI: gli stessi, Géralde ed Hélène
Géralde a Giovanna d'Arco: - Andiamo, andiamo, bisogna partire
Bisogna raggiungere il tuo vecchio padre. –
Hélène: - Attende il tuo soccorso, mia cara,
e niente deve trattenerti! –
Géralde ed Hélène: - Ha bisogno di te, mia cara. –
Giovanna d'Arco: - M'ingannate; m'ingannate! –
Coro: - Ahimé! Da quale nuova vertigine
sono dunque colpiti i tuoi spiriti?
Géralde: - Lontano da te tuo padre si deprime. –
Giovanna d'Arco: - M'ingannate; m'ingannate! –
Géralde: - Cosa? –
Giovanna d'Arco con foga: - M'ingannate, vi dico!
Recitativo: Mio padre! Lo vedo! È lui stesso, è lui! Che nuovo ardore brilla nella

sua vecchiaia!
Il cielo che sta per rapirgli per sempre la figlia, si degna di sostenerlo! – Coro a voce bassa: - Povera pastora! Povera pastora! Ah! Il suo stato mi dispera! - S'intende il tuono più vicino
Coro:
- Sentite risuonare
Questi canti d'allarme e di guerra?
La razzia e la miseria
Stanno tornando nei nostri campi. -
Géralde a Giovanna d'Arco: - Andiamo, andiamo, bisogna partire
Bisogna raggiungere il tuo vecchio padre. –
Hélène: - Attende il tuo soccorso, mia cara,
e niente deve trattenerti! –
Scena XII: gli stessi, Dunois e guerrieri armati di spada
Coro di guerrieri:
- L'Inglese, l'Inglese avanza; davanti al suo battaglione compatto, che può, ahimè, il valore e la gloria del nome francese. - Giovanna d'Arco vedendo entrare Dunois: -  Dunois! Che fortuna! – Dunois recitativo: - Sulla riva della Loira i miei passi fermarono numerosi nemici Il prode Talbot, con una vittoria Sta separando il re dai suoi migliori soldati Tutti: - Cielo! –
Giovanna d'Arco: - Ebbene, Dunois arma il mio braccio: volo con voi al combattimento! – Coro di contadini: (tristemente): - Sempre ad occuparsi di gloria, Ah! Che sorte sfortunata! Giovanna d'Arco: - Una spada, amici, una spada! – Coro di guerrieri: - Che coraggio brilla nei suoi occhi! Giovanna d'Arco: - Dunois, Dunois il cielo m'ispira! Il nostro trionfo è assicurato. Volevi condurmi dal re Ed ora sono io che ti ci guiderò. – Contadini: - Che delirio! Che delirio! Com'è sfortunata la sua sorte! – Coro di guerrieri: - Sì, il cielo, il cielo l'ispira! Che coraggio brilla nei suoi occhi! - Dunois cedendole la propria spada: - Ebbene, ebbene arma il tuo braccio, difendi il tuo principe e la tua patria! – Giovanna d'Arco appoggiandosi la spada sul cuore: - Oh, mio Dio! Ti ringrazio! – Dunois: - Guida i nostri passi fino al re! – Géralde: - Oh! Io non la lascerò. – Giovanna d'Arco: - Partiamo, partiamo, il cielo m'ispira! – Contadini: - Che delirio! Che delirio! Com'è sfortunata la sua sorte! – Coro di guerrieri: - Sì, il cielo, il cielo l'ispira! Che coraggio brilla nei suoi occhi! – Giovanna d'Arco: - Io cedo a questo nobile delirio! Partiamo, partiamo! Onta agli Inglesi! Onore, onore al nome dei Francesi. – Tutti in coro: – Partiamo, partiamo! Onta agli Inglesi! Onore, onore al nome dei Francesi. –
Fine del primo atto

Atto II
Il teatro rappresenta una galleria del castello di Agnès Sorel. Una scala a destra conduce ad una cappella. La galleria è ornata di statue di guerrieri francesi. (alcune aggiunte manoscritte specificano che gli attori arrivano da un piccolo soppalco e che alla sinistra della scena si deve intravedere un piccolo tronco)
Scena I : Carlo VII, Agnese, signori, dame di corte, paggi e guerrieri (a mano sono stati aggiunti i numeri 1 e 2 sui nomi dei primi due personaggi) Carlo VII è seduto accanto ad Agnese Coro danzante: - In seno alla felicità Dimentichiamo ogni allarme E che il rumore delle armi Rispetti il nostro piacere! - Carlo VII: - Certo, Agnes, mia ben amata, Ah! Che importano i miei sogni? Presso di te, la anima affascinata Sa dimenticare il trono e l'universo. – Carlo VII ed Agnes insieme: - Essere accanto a chi si ama, non c'è felicità maggiore. – Coro danzante: - In seno alla felicità Dimentichiamo ogni allarme E che il rumore delle armi Rispetti il nostro piacere! - Carlo VII: - Prendi questo liuto, o mia giovane amica, i cui accordi m'hanno tante volte affascinato e mescola la sua nobile armonia agli accenti divini della tua voce. – Agnes prende il liuto Coro a voce bassa: - Silenzio! Silenzio! – Agnes: - Ascoltatemi, fortunati figli della Francia! romanza  
I Niente resiste al valore, che conduce alla vittoria: chi lo porta nel suo cuore non sogna altro che la gloria e pertanto viene un giorno in cui il valore cede all'amore.
II Un nobile re, giovane e Francese Combattendo per la patria, dimentica per un istante gli Inglesi per non pensare che alla sua amica.
Ecco come viene un giorno
In cui il valore cede all'amore. -
Coro:
- Ecco come viene un giorno
In cui il valore cede all'amore. -
Carlo VII – Sì, il valore cede all'amore. -
Insieme: - Essere accanto a chi si ama,
non c'è felicità maggiore? –
Coro danzante:
- In seno alla felicità
Dimentichiamo ogni allarme
E che il rumore delle armi
Rispetti il nostro piacere! -
Scena II: gli stessi e La Hire
La Hire entra nel bel mezzo della danza, con un contegno freddo ed austero.

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sommario

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