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continua da pagina 21 Sorel? –
Giovanna d'Arco: - L'interesse che ogni francese deve avere per
la sorte del proprio paese. –
Agnes: - Che cosa volete dire? e come vi trovate qui? –
Giovanna d'Arco: - Devo compiere la missione che Dio m'ha
affidato. –
Agnes: - Che linguaggio! –
Dunois: - Il conte Dunois mi porta ai piedi del re. Aspettando il
momento d'incontrarlo, ammiravo questo luogo dove tutto parla di gloria e
d'onore; pensavo all'errore d'Agnes; d'Agnes la cui generosità
andava a cercare direttamente il miserabile nella sua capanna ed il
prigioniero ai ferri. Ora questa cappella s'è offerta ai miei occhi e mi
sono precipitata a chiedere al cielo la salvezza d'Agnes e del mio paese.
–
Agnes: - Ma che cosa può fare Agnes per la Francia? –
Giovanna d'Arco con forza: - Restituirle il suo re! –
Agnes: - O cielo! –
Giovanna d'Arco: - Che dico! … la Francia non
ne ha ancora uno! Vengo a cercarlo per condurlo a Reims. –
Agnes: - Carlo? –
Giovanna d'Arco: - Là, poco fa, prostrata a terra, ho domandato
all'Eterno di far scendere nel cuore d'Agnes: un raggio di luce e di
verità Agnes è nobile e generosa, mi dicevo; deve amare il suo paese.
(spaventata) l'Inglese è là… ovunque… la gloria anche… il re non
c'è… la gloria l'attende… la Francia lo chiama… Agnese non vorrà…
-
Agnes: - Basta, basta… conosco il mio dovere! –
Giovanna d'Arco esaltata: - Voi siete A!… Ah! Ringrazio il cielo
che per un istante mi ha permesso di non riconoscervi! Semplice e povera
pastora… Giovanna d'Arco non avrebbe forse mai osato farvi capire la
verità… Ah! Agnes! Ora l'avete intesa! –
Agnes: - Che turbamento s'impadronisce del mio cuore! –
Scena IX: gli stessi, Dunois (a mano si specifica: in mezzo alla
scena)
Dunois: - Vieni, giovane e valorosa eroina! I nostri soldati riuniti
ti reclamano a gran voce! Ed attendendo che il re di Francia ti faccia
chiamare ai piedi del suo trono, vengo ad offrirti la riconoscenza
dell'armata. –
Giovanna d'Arco: - A! A! Se devo credere alla speranza che mi
anima, la Francia ha ritrovato il suo re. –
Esce con Dunois (a mano s'aggiunge che escono da sinistra)
Scena X
Agnes sola e disperata:
– Sì, la Francia ha ritrovato il suo re, lo sento dalla mia
disperazione. –
Scena XI: Agnes e Carlo VII (a mano aggiunti numeri 1 e 2)
Duetto
Carlo VII: - Agnes infine ti rivedo;
ed il mio animo, liberato dalle preoccupazioni,
sta per ritrovare accanto a te
i dolci piaceri che l'avevano ubriacato. –
Agnes: - Ah! Fremo, il mio animo è smarrito,
di dolore, amore e spavento. –
Carlo VII: - Agnes! Amante mia adorata!
Carlo vola di nuovo accanto a te! –
Agnes: - Vedo la pena a cui son condannata,
Cielo protettore, ispirami. –
Carlo VII: - Ma da dove viene questo turbamento estremo? –
Agnes: - Che terrore sta per cogliermi! –
Carlo VII: - Parlate, mia gioia suprema! –
Agnes: - Sire… devo fuggirvi! –
Carlo VII: - Sfuggirmi! A, o amante mia adorata! –
Agnes: - Ah! Fremo, il mio animo è smarrito,
di dolore, amore e spavento. –
Carlo VII: - Il mio animo, abbandonato alle preoccupazioni! –
Agnes: - Vedo la pena a cui son condannata! –
Carlo VII: - Non c'è felicità, se non accanto a te. –
Agnes: Cielo protettore, ispirami.
(al re, con forza)
Nel seno della Francia amata,
il fiero Inglese porta il terrore.
Carlo, svegliati!
Salva il tuo trono e la patria. –
Carlo VII: - Che accento, che nobile linguaggio! –
Agnes: - Riprendete il vostro coraggio. –
Carlo VII: - Fa già palpitare il mio cuore. –
Agnes: - Che l'amore ceda al valore. –
Carlo VII: - Giuro d'amarti per sempre,
come puoi fuggire luoghi così belli? –
Agnes: - Sappiate meritare la mia tenerezza:
non voglio amare che un eroe.
La gloria vi chiama:
correte a combattere,
per la Francia fedele,
trovando la morte o la gloria – (annotazione illeggibile a mano) |
Carlo VII: - Sì, la gloria mi chiama,
e corro al combattimento
fedele al mio dovere.
A trovare la gloria o la morte. –
Agnes esce (annotazione illeggibile a mano)
Scena XII: Carlo solo
– A! troppo cara e troppo crudele Agnese!
Ma vengono! O Francia! O paese! Ormai
Carlo è tuo. –
Scena XIII: Carlo e Dunois (con
numeri 1 e 2 aggiunti a mano)
Dunois – Sire, questa giovane straniera… –
Carlo– Sono pronto a riceverla, ma ve l'ho detto, Dunois pretendo
di provare la stessa ispirazione che vi ha sedotto. Questa fanciulla, me lo
assicurate, non mi ha mai visto. Che la portino nel cuore della corte.
Nascosto fra i miei cavalieri, mentre La Hire occuperà il mio trono,
vedremo se saprà riconoscermi come ha riconosciuto il prode Dunois –
Dunois ridendo: - Ma Sire, degnatevi d'osservare… -
Carlo VII: – Basta, conte, ho dato i miei ordini. La notte già
scende, tutto è disposto per dare a quest'incontro la solennità che gli
conviene. Ecco la mia corte. –
Scena XIV: gli stessi, La Hire, la corte, soldati che portano delle
torce, paggi, Giovanna d'Arco s'avanza lentamente mentre canta il coro.
Coro di cavalieri, che canta a mezza voce mentre Giovanna d'Arco
avanza in mezzo a loro:
- Facciamo silenzio:
ella s'avanza,
ma il suo cuore pare senza paura.
Cerchiamo di leggere nel suo sguardo,
vediamo se il cielo, che l'ispira,
le farà riconoscere il re. –
Giovanna d'Arco vuol mettere la sua spada ai piedi del trono, ma
vedendo La Hire si ferma:
- Nobile guerriero, discendi dal trono.
Esempio dei prodi cavalieri,
accontentati dei tuoi allori
non profanare la corona! –
Coro: - Sorprendente!
Stupefacente! –
Giovanna d'Arco deponendo la sua spada ai piedi di Carlo, mescolato
ai cavalieri:
- Dio non m'ha ingannata;
ha vegliato su di me,
ed io metto la mia spada
ai piedi del nostro re! –
Coro: - Qual prodigio! Qual mistero!
È il cielo che la illumina.
Il cielo ha scelto il suo braccio
Per guidarci in combattimento. –
Scena XV: gli stessi, Agnese ed un messaggero che porta una lettera.
Agnes – Sire, questo importante messaggio
Arriva or ora da Parigi. –
Giovanna d'Arco vivamente: - Delfino, armati di coraggio;
t'attende il più rovinoso rovescio.
Recita profetica:
questo scritto, per me senza misteri,
t'annuncia che l'Inglese, nella Parigi costernata,
ha appena fatto sedere lo straniero incoronato,
sul trono dei tuoi padri. –
Tutti: - O Dio potente! –
Carlo VII dopo aver letto la lettera: - Il cielo la illumina!
A coloro che lo circondano:
Amici, guerrieri e magistrati,
Dio ha scelto questa pastora
Per guidarci nel combattimento. –
Coro: - Dio ha scelto questa pastora
Per guidarci nel combattimento.
Inglese, le tue coorti terribili
Potremo arrestare coi nostri colpi.
Amici, noi saremo invincibili,
poiché Dio combatte per noi. –
Agnes e dame di corte: - Gran Dio, veglia sulla Francia,
e proteggi il nostro re:
ecco la mia sola speranza,
cielo giusto esaudiscimi. –
Giovanna d'Arco: - Inglesi, fuggite dalla Francia;
questa terra è del mio re. –
Tutto il coro: - Ci rende la speranza,
Dio l'ispira, lo vedo:
Inglesi, fuggite dalla Francia;
questa terra è del mio re. –
Giovanna d'Arco – Marciamo, seguitemi! –
Coro generale: - Marciamo, viva il re! –
Fine
del secondo atto
Atto III
Tenda di
Giovanna d'Arco (un'aggiunta a mano descrive la sua sistemazione sotto
le fortificazioni) sotto le mura d'Orléans, dov'è accampata
l'armata: una sentinella è all'entrata del padiglione.
Scena I: Jeannette, sentinella ( a mano i numeri 1 e 2)
Jeannette: - Camerata, è qui la casa di mia cugina? –
sentinella: - Vostra cugina? –
Jeannette: - Eh! Sì, mia cugina, che è un soldato del re come voi.
–
sentinella: - Volete dire Giovanna d'Arco –
Jeannette: - È lei, camerata, proprio lei. –
sentinella: - È qui, ma adesso non c'è.
È col re. –
Jeannette a parte con fierezza: - Mia cugina è col re! – ad alta
voce – non bisogna disturbarla; l'aspetterò, camerata, se voi
permettete. – viene in scena e guarda – com'è curiosa la casa d'un
soldato! E con ciò, com'è comoda! Quando non
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