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UOMINI NELLA STORIA DI COLOBRARO: 
I basiliani nel massimo splendore della loro missione nel territorio colobrarese

di Pietro Giovanni Lucarelli


Fontana Giovanni
elaborazione grafica dell'arch. Roberto Simeone

Colobraro - Come tutta la Magna Grecia ha avuto la sua Laura Basiliana, come dice il Racioppi e il prof. Michele Crispino storico colobrarese. "L'Ordine basiliano" è denominazione di origine occidentale, sorta in Italia nel medioevo, per  indicare e contraddistinguere i monaci italo-greci che seguivano particolarmente i precetti ascetici di S. Basilio il Grande.
Il fenomeno dei 50.000 monaci venuti da oriente è da datare tra 885 e il 1062 d.C., importato in Italia nel sec.VI, sotto Giustiniano, si sviluppò con progressiva bizantinizzazione delle province italiane dell'impero di Bisanzio, favorita dall'afflusso di monaci profughi dalla Siria e dall'Egitto, a partire dal sec.VII, causa dell'invasione araba.
Questo afflusso accentuò la persecuzione iconoclasta del sec. VIII, perché nelle province bizantine dell'Italia meridionale le leggi iconoclaste non andarono mai in vigore.
L'occupazione araba della Sicilia nel sec. IX determinò la concentrazione del monachesimo italo-greco che andava dalla stessa Sicilia fino fino alla Puglia e tutta la Lucania.
Noi riteniamo che la data più vicino alla realtà c'è la fornisce la Comunità Montana dell'Alto Jonico (Cosenza) con la sua Rassegna del 1993, con la Fontana di San Vitale menzionata alla voce "Notizie Utili" San Vitale, di Enna vissuto nel 900 d.C. Infatti questo santo monaco basiliano, costruì a Roseto Capo Spulico una Fontana del tutto simile a quella di Giovanni, monaco basiliano della Laura di Santa Maria di Cironofrio in Colobraro.
Troviamo il nome di Giovanni, tra i primi religiosi qui giunti che si occupavano in modo particolare del sociale, come diremmo oggi. La nostra Fontana è riportata in catasto al foglio di mappa n.ro 28 del comune di Colobraro, la sorgente sgorga proprio sulla strada comunale Fontana Giovanni in contrada "Fonte Giovanni". Perché 
questa fontana assurge a fattore sociale? Ebbene: è il primo fattore che distingue la volontà del Grande Astro di Rossano  S. Nilo fondatore del monastero di Grottaferrata, per questi motivi Giovanni si adoperò per la costruzione della Fontana Giovanni a Colobraro proprio come San Vitale fece a Roseto Capo Spulico, vale a dire, curare la gente nello spirito e nel corpo.

La nostra area in cui scorga  molta acqua vi erano e vi sono molti orti con alberi da frutta ed argèntei ulivi. Quale posto più idoneo un santo uomo poteva desiderare per far crescere in salute il suo gregge? Non certamente un luogo di tristezza ma di ricchezza e di lavoro appagante. Questo modo di fare fu ripreso tempo dopo da San Benedetto con il motto "Ora et Labora". Se a questo aggiungiamo l'igiene a cui mirava il nostro monaco Giovanni abbiamo una vita sociale simile all'attuale, che gode di tutte le comodità in casa. 
Facciamo notare che presso la Fontana Giovanni , nella parte larga della strada, esistevano dei "cupelli" costruzioni cilindrici fatte di solo pietre, ove la gente fino alla metà degli anni '50 dello scorso secolo, poneva i panni lavati per candeggiarli con la lisciva, la candeggina di oggi.
Solo che ora è rappresentata da un liquido che va in lavatrice, mentre ieri era acqua bollita con la cenere e veniva messa appunto in un cupello. Dall'altro lato della strada esistevano dei focolari per far bollire l'acqua e non solo l'acqua. 
Il posto in questione è il più prossimo al paese ma soprattutto era ed è tuttora il più ricco di vegetazione, e le querce là esistenti stanno ancora a testimoniare la comodità di una riserva naturale di legna da ardere, oltre alla pregiata ghianda per i maiali. Colobraro ha molte altre fontane tuttora in erogazione, però questa resta la più copiosa d'acqua e di qualità superiore sia per la sua chiarezza che per l'ossigenazione. Oggi la strada comunale non è più praticabile come allora, neppure da somari se questi ultimi esistessero ancora. 
Tanto per fare un po' di storia del tempo a Basilio II succedettero imperatori mediocri che non colsero l'importanza dello sviluppo tecnologico, culturale ed economico che interessava l'Europa occidentale e il mondo islamico. L'indebolimento dell'esercito bizantino consentì agli agguerriti combattenti selgiuchidi, che nel 1071 sfondarono le linee difensive orientali, di invadere gran parte dell'Asia Minore bizantina. Ancor più grave fu lo scisma che nel 1054 separò la Chiesa ortodossa da quella di Roma: con la perdita degli ultimi possedimenti in Italia, lo scisma segnò il distacco definitivo dell'impero bizantino dal mondo occidentale.
I basiliani però erano in Colobraro già nel 900 mentre il loro massimo splendore nel territorio colobrarese ci fù verso il 1300-1400, dopo aver subito lo scisma in parola.  
Giovanni, monaco basiliano
, come abbiamo visto si dedica in ugual maniera sia alla cura delle anime che dell'igiene, facendo costruire la Fontana Giovanni per insegnare al  popolo di Dio ad avere cura del proprio corpo come dell'anima.

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