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Francesco Ciuria: Questo
nome si attribuisce, a memoria d'uomo, a d un
notaio della parrocchia di Colobraro che curava i beni dominicali della
Chiesa; mentre lo storico Michele
Crispino, con
una variante del nome in cui cade la prima " i
", vedi immagine, lo identifica col Notaio raffigurato nel quadro Madonna con
Bambino e S. Giovanni Battista, in basso con la moglie.
Questo dipinto esistente tutt'ora nella Chiesa
di Colobraro fa pensare che questi doveva essere un religioso pittore
oltre che notaio dell'epoca. La gente del
posto fa
risalire la sua esistenza in vita tra la seconda metà 1200 e la prima metà
del 1300, come dimostra questo dipinto che tra l'altro è il più o
uno dei più importanti esistenti nella nostra parrocchia.
Tutta questa certezza ci viene dalla tecnica usata per realizzare il
dipinto e dalla tradizione verbale popolare: ciò fa pensare, che doveva
essere un religioso pittore, oltre, che notaio dell'epoca.
Si presume quindi e non c'è ne voglia il nostro storico se noi ricollochiamo
sia l'opera che il personaggio tra la seconda metà del 1200
e la prima metà del 1300,
indicando come
giustificazione
proprio il periodo in cui erano
in voga tali soggetti religiosi raffigurati nel quadro,
e che normalmente
viene attribuito a questo
grande dipinto anche se non è stata mai fatta un analisi specifico per
determinarne l'età esatta. |
Il nostro storico, Prof. Michele Crispino nel suo libro "Colobraro un
paese, una storia, una cultura", dice di questo quadro: "Madonna
col Bambino e San Leonardo, di Francesco Curia, pittore napoletano del
'500. Le due figure in basso sono il notaio Angelo di Pizzo, di Colobraro,
e la moglie Giovannelli Panevino, di Tursi" (da Arte in Basilicata -
De Luca editore- Roma).
Noi
non vogliamo confutare questa notizia, ma ci limitiamo a dire che i vecchi
del paese, vicini fatti della chiesa, ricordano di aver sempre sentito
dire dai più vecchi di loro che questo pittore era prete-notaio e che era
quello che aveva curato gli interessi della chiesa colobrarese dopo la
scissione delle chiese d'Oriente con la chiesa di Roma.
Ovviamente questo dato non è controllabile e forse anche lontano dal
vero, soprattutto perché la scissione è databile 11 novembre 1125 quindi
abbiamo un divario di circa due secoli di tempo.
Questo però non ci deve preoccupare: perché, la tecnica, e lo stile
eseguito dal pittore potrebbe essere proprio quello della scuola
napoletana delle tempre francescane area di provenienza del pittore o
sacerdote Francesco Curia o Ciuria, come dicono altre fanti, riguardante
l'Arte del tempo, a Colobraro per esempio esiste un preziosissimo quadro
"Trittico del Maestro delle tempre francescane" e proprio il
Crispino dice che detta opera è della scuola giottesca del 1300, oggi
custodito nell'Episcopio di Tursi per motivi di sicurezza, in quando la
nostra parrocchia non possiede un sistema di protezione adeguato alla sua
preziosità.
Ricostruire la biografia del Ciuria è cosa ardua, proviamo solo a riportare
pochi dati e riferimenti, quali per esempio la firma dell'artista
sull'opera, che non è perfettamente leggibile, quella " ju "
che è a nostro avviso composta appunto da due lettere; ossia la prima gamba da una " J "
e la seconda normale della nostra " U ". |