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Uomini nella Storia di Colobraro: Fabio Carafa principe di Colubrano  
di Pietro Giovanni Lucarelli


Stamma gentilizio della famiglia Carafa

Fabio Carafa  principe di Colubrano, nato in Maddaloni (Caserta) il 21 novembre 1612 figlio di Carlo, patrizio Napoletano e 1° principe di Colubrano.  Fabio è stato un uomo di alti valori, riteneva come vero segno di nobiltà dedicarsi e alla gloria di Dio e al bene del suo prossimo.
Era di tanta onestà e senso profondo di giustizia che se qualcuno dei suoi amministratori, per eccesso di zelo nell'esigere i tributi, gli riportava un reddito superiore a quello dovuto, subito glielo faceva restituire dicendo che non conveniva affatto trattenere quello che non era in nessun modo lecito avere.
Questo riferimento è fatto da Luca Tripani nel suo libro "Idea Civilis Potentatis"  che ci porta a dover dire, a completamento della presentazione del libro del Tripani, vivendo l'autore a Napoli, o meglio nella sua città di adozione Caserta, dovette certamente aver contratto familiarità e dimestichezza con i signori Carafa, baroni del feudo di Formicola e di altri nella terra di Lavoro, che è poi la provincia di Caserta, ai quali qualche secolo prima era stato riconosciuto il titolo di Principi di Colubrano, oggi Colobraro, terra a lungo dominata dai Carafa.

Qui appunto, a Colobraro, in provincia di Matera, Luca Tripani aveva avuto i suoi natali, come riporta Lorenzo Giustiniani nella sua opera Memorie istoriche degli Scrittori Legali del regno di Napoli (in Napoli, 1788, To.III). 
Da altre fonti sappiamo che Fabio Carafa è stato un famoso condottiero al quale hanno arriso diverse battaglie e crociate, in favore degli oppressi, ma la sua indole più forte è stata certamente quella per l'amore verso l'arte, infatti i suoi palazzi del feudo di Formicola e in quelli di altri feudi come Colobraro, sono pieni di dipinti  classici, di natura religiosa, eseguiti dalla scuola benedettina databili al XIV secolo, e raffiguranti in prevalenza gli Evangelisti, le anime purganti ed altri elementi della tradizione religiosa medioevale. Anche nella chiesa di Colobraro come negli altri feudi si trovano tutt'oggi quadri pregevoli su questi temi. Noi per non cadere in contestazione non attribuiamo a lui di averli acquistati per la chiesa di questo feudo, perché mancano i riscontri, ma ci pare strano non averli voluti proprio in quel feudo di cui portava il titolo principesco.
I temi ancora oggi riscontrabili in piccoli frammenti di pittura nelle parti meglio conservate del castello Carafa di Colobraro ci riconducono ad affreschi caratteristici come le "greche" risalenti appunto al ferrigno medioevo cui Fabio Carafa era tanto legato per i sani principi, sia di fede religiosa che di civili convinzioni.
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