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Giovanna d'Arco: la liberazione d'Orléans
di Mary Falco

Dramma lirico in tre atti di MM: Théaulon e Dartois
Musiche del Cav. Carafa
Rappresentato per la prima volta al Teatro Reale dell'opera comica il 10 marzo del 1821 dai commedianti della compagnia reale
Prezzo: 2 franchi
Parigi
Martinet, libraio di via del Gallo n. 15
Delavigne II passaggio dell'ancora 34
Attualmente custodito dalla 
Bibliothèque Nationale de France
Site Richelieu
58, rue de Richelieu
75002 Paris

Francia

Personaggi                               attori
Carlo VII                                 M. Huet
Conte Dunois                           M. Ponchard
La Hire                                    M. Doroncourt
Géralde (fattore)                       M. Chenard
Roberto (figlio di G.)                M. Alèxis
Bertoldo                                  M. Louvet
Jeanne d'Arc                           Mlle. Lemonnier
Agnes Sorel                             Mlle. Boulanger
Hélène                                     Mme. Paul
Jeannette (figlioccia di H)         Mme. Rigaut
Personaggi di corte
Paggi
Pastori e pastorelle
Soldati
Personaggi di sogno
La scena si svolge sulle rive della Loira.
Atto I
Il teatro rappresenta una foresta, al centro della scena un grande albero dai rami allungati fino ad abbracciare tutto lo spazio disponibile, sotto un sedile ricoperto di prato, in fondo, sul fianco della grande montagna … (aggiunto a mano: una casa di contadini)
Scena I: Hélène – Roberto – Jeannette
Jeannette: - E così cugino mio, è deciso, partite? – Roberto: - Sì. Mia Jeannette! Bisogna che vada a Louvin per far parte del corpo d'armata che conduce i viveri ad Orléans! –
Jeannette: - Come siete fortunato, caro cugino! Andate a vedere i guerrieri e magari anche il re! – Roberto: - Oh! Il re non va in campo! – Jeannette: - Thò, e dov'è allora il re. O cugino? – Roberto: -Eh, diamine! Che cosa si domanda! – Jeannette: - Si chiede ciò che si vuol sapere! – Roberto: - Al castello d'Agnes Sorel, a Crecy, sulla Loira –
Jeannette: - E che cosa fa dunque là il re? – Hélène: - Bene, bene, la cosa non vi riguarda – a Roberto - È sempre innamorato della bella Agnes, il re? –
Roberto: - Più che mai! Ed io credo, addirittura… ma come avete detto la cosa non ci riguarda –
Hélène: - Si dice pertanto… -
Roberto: - Io non vedo mia cugina Jeanne! - Hélène Si gira e sembra guardare in alto, sulle colline: - Ecco, la vedi lassù in alto, sulla montagna? –
Roberto: - Bene, potrò salutarla passando! - Jeannette dice piano a Roberto: – Sì, va bene, ma non baciatela, cugino mio, ve lo proibisco! – Si ode lontano un suono di tromba
Trio Roberto: - Addio, addio, la gloria mi chiama e sottomesso alla sua legge, fedele al mio posto, sto per servire il mio re! – Hélène e Jeannette: - Amico, la gloria ti chiama e sottomesso alla sua legge, fedele al tuo posto, stai per servire il tuo re! –
Jeannette: - Pensate alla povera Jeannette! Per me fino al vostro ritorno non ci sarà ne' piacere, ne' amore! –
Roberto: - Ah! Vedi quanto io ti rimpiango! Per il tuo Roberto Fino al ritorno, non ci sarà ne' piacere ne' amore! -
Hélène: - Pensa alla tua povera mamma! Che la sua immagine rimanga! –
Roberto: - Nella mia vasta e nobile guerra è proprio lei che mi sostiene! –
Insieme: - Ma che sofferenza, ahimé che disgrazia! Ah come quest'assenza affligge il mio cuore!
Jeannette: - Mio caro Roberto. –
Roberto: - Mia cara Jeannette! –
Jeannette: - Non tardate a tornare, senza di voi, lo ripeto, niente amore, niente piacere! –
Si sente un altro squillo di tromba – Ma la gloria mi chiama e sottomesso alla sua legge, fedele al mio posto, sto per servire il mio re! –
Le abbraccia e parte
Scena II: Jeannette e Géralde
Géralde arriva dalla collina e si rivolge alle quinte: - Queste campagne si coprono di soldati o giovinette, radunate il gregge, riportatelo alla fattoria e che nessuno esca senza il permesso! – Jeannette: - Ma come, o padre, volete tenermi chiusa là tutto il giorno? –
Géralde: - Sì, se voi lo permettete, signorina Jeannette Voi non tornerete al campo che dopo il passaggio dell'armata del re che marcia verso Orléans. –
Jeannette: - Come? È per i soldati del nostro buon re Carlo VII? Che male possono farci, ci tratteranno da amici! –

Géralde: - Già è proprio quello che voglio evitare. –
Jeannette: - Non è come i cattivi Inglesi, che bevono il nostro vino, mangiano i nostri buoi e non dicono neanche una bella parola alle nostre figlie. –
Géralde: - Va bene, va bene, adesso entrate e cercate d'obbedirmi. –
Jeannette: - Ah! Se i Francesi potessero prendere la fattoria d'assalto! Non sarò certo io che la difenderò per sempre! –
 esce.
Scena III torna Hélène e Gerald
Géralde: - Hélène! dov'è Giovanna?
- Hélène: - E me lo chiedi? Sulle montagne a vedere se quelli che l'hanno ingannata ritornano!
– Géralde: - Quelli che l'hanno ingannata? E chi ha detto che l'hanno ingannata? –
Hélène: - Sì è facile da capire vedendo la sua tristezza ed i suoi sospiri. Noi siamo sicure che abbia un innamorato tra i soldati del re, perché lei sogna solo battaglia e vittoria! –
Géralde: - Taci donna, non sai quel che dici!! –
Hélène: - Vedrete pure che nostro fratello non avrebbe mandato la figlia da Donremi a qui se non ci fosse stato in ballo qualche amoretto! –
Géralde: - Mio fratello sbaglia, come te. Tutto il villaggio attribuisce le stranezze di Giovanna a mal d'amore e suo padre me l'ha mandata, sperando che la lontananza le faccia dimenticare l'oggetto della sua pena. Vana speranza! Da quando è qui e la guerra devasta le campagne è più triste di prima e la malinconia aumenta ad ogni istante. –
Hélène: - E non credi che sia amore? –
Géralde: - Se fosse solo quello, l'avremmo già guarita con un matrimonio: io ero pazzo di te, mia povera Hélène e adesso grazie al Cielo sto bene. –
Hélène: - Anch'io sì, non c'è dubbio, ma allora che cos'ha nostra nipote? –
Géralde: - Ho paura che sia una follia incurabile! – Hélène: - Ma che cos'ha insomma? –
Géralde: - Vorrebbe andare a combattere. –
Hélène: - Combattere?… o Dio e con chi? –
Géralde: - Diamine! Contro i nemici della Francia, gli Inglesi! –
Hélène: - A! È per quello che tiene il braccio in aria come se avesse una spada e grida spesso: allarmi! Allarmi! Ci sono gli Inglesi! –
Géralde: - Sì e per tutti i diavoli ci sono; e se il nostro re non libererà Orléans ho paura che si fermeranno per sempre! –
Hélène: - O! Ma il re la libererà! –
Géralde: - Non è poi così sicuro! L'armata è scoraggiata e gli inglesi ricevono rinforzi ogni giorno! Si direbbe si direbbe che i loro soldati escano dai nostri campi già armati! –
Hélène: - Ti sbagli, marito mio! (pesta un piede) Questa terra produce soltanto Francesi!.. ma per tornare a nostra nipote… -
Géralde: - Folle completamente, oh mia povera Hélène figurati che s'è messa in testa che il re è perduto se lei non lo soccorre e che il Cielo ha riservato proprio a lei la gloria di salvar la patria! – Hélène: - Povera G, così dolce e virtuosa… ma che si può fare ora? –
Géralde: - Sto per rimandarla a casa; vi starà più tranquilla! Qui il rumore delle armi, il suono della tromba, la vista d'uno stendardo, tutto esalta le sue idee e raddoppia la sua follia! –
Hélène: - Son sicura che le dispiacerà lasciare il villaggio! –
Géralde: - È una brava ragazza! Per convincerla le diremo che suo padre è ammalato ed ha bisogno d'aiuto! –
Hélène: - Bene! Non se lo farà dire due volte! Ecco, la vedi scendere dalle montagne? La sua tristezza è aumentata da questa mattina! –
Géralde: - Osserviamola senza che lei ci veda! – si mettono in disparte.
Scena IV: Giovanna d'Arco scende dalla montagna con gli occhi bassi ed una pallottolina in mano, gli attori della scena precedente sono in fondo alla scena Giovanna d'Arco:
romanza
I
- Ho visto passare i soldati nella piana
La gloria li conduce in seno al combattimento
Ciascuno spera di mietere allori
Ed io, povera pastorella, custodisco il gregge
II
Il nome di Patria fa battere il mio cuore
La mia anima è piena d'un santo ardore
Io vedo sventolare la bandiera inglese…
Ed io, povera pastorella, custodisco il gregge
III
Sì, il Cielo fedele al re dei Francesi,
in questo sacro giorno mi chiama
per vincere l'Inglese
la Francia, spero,
sarà la sua tomba…
con amarezza
va', povera pastorella, custodisci il tuo gregge! –
Géralde ad Hélène – Ebbene! Come t'avevo detto!

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sommario

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