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Uomini nella Storia di
Colobraro:
Don Egidio
Larocca canonico.
di Pietro Giovanni Lucarelli
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Palazzo Larocca
Don Egidio
Larocca nasce a Colobraro nella prima metà dell'800, dall'antica
famiglia Larocca; discendono da essa galantuomini e gran proprietari di
masserie in agro di Colobraro. La vita religiosa il nostro sacerdote la
passa tra Colobraro e il Santuario-Basilica di Anglona ove è Canonico, membro del Collegio dei
canonici sotto il Vescovo Acciardi. I canonici avevano il
compito di consigliare il Vescovo sugli argomenti più importanti; oggi tale
collegio è sostituito dai consultori. Di Colobraro si ricorda solo un
canonico, Don Egidio Larocca, a questi
lo storico Michele Crispino attribuisce un importante documento che fa la
storia sommaria della Cappella di San Salvatore e della istituzione di una
arciconfraternita della Beata Maria Vergine dell'Assunta in Cielo per i riti
di pietà e di devozione.
Il buon don Egidio, uomo di discreta dottrina storica e teologica aveva la passione per testi
i antichi, sia religiosi che classici, che ne acquisì tanti da formare una grande
biblioteca nella casa paterna. Detti testi furono poi del nipote anch'egli
sacerdote, Don
Pasquale Larocca, anche lui appassionato di storia. I testi oggi sono gelosamente conservati
dai tanti pronipoti i più residenti a Roma, ove si conserva anche
un bel dipinto che lo ritrae vestito da Canonico della celebre ed antica Basilica-Santuario di Anglona.
È giunto fino a noi la sua passione per la caccia, infatti la famiglia
Larocca possedeva nella tenuta agricola dell'attuale Agriturismo
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"Antica
Masseria Lucana" della pittrice pronipote Giacomina
Larocca, anch'essa residente in Roma, ma con la sua nuova attività in
Colobraro.
Qui si trova la "casina di caccia" dell'antica famiglia Larocca,
appassionata non solo di essa ma anche di arte e cultura, infatti ci
riferisce il nipote Vincenzo Larocca che in detta casina esisteva un mosaico
che rappresentava "una fontana ove si abbeveravano le lepri", la casina era a brevissima distanza dell'attuale "Timpa di caccia" ovvero tempa della
caccia in contrada Ceracupa in agro di Colobraro. Gli anziani di Colobraro ricordano ancora
questa figura di sacerdote solo per averne sentito palare da altri
più anziani di loro.
I racconti sono riferiti proprio alla grande quantità di libri che i
tanti studenti dicevano di aver visti e consultati proprio nello studio dello
zio canonico come affettuosamente era chiamato da tutti.
Questo fatto ci ricorda che la casa della famiglia Larocca è stata anche
una delle prime sedi della scuola colobrarese all'inizio del 1900.
Dunque, i Larocca acculturavano il popolo più di altre famiglie gentilizie
del posto, anche se non sono mancate famiglie che hanno dato al paese grandi uomini di
ingegno e di insegnamento; come la famiglia De Cimma che tutti i suoi
figli erano insegnanti tranne un veterinario.
A questo canonico si attribuisce anche un cenacolo culturale di religiosi che si
teneva nel suo palazzo; le riunioni
avvenivano quasi sempre sotto la guida
del loro Vescovo, per riflettere sulla guida d'assumere nei
confronti del popolo.
Anche per questo motivo si credeva che il Vescovo venisse volentieri dallo
zio canonico perché trovava in lui il giusto aiuto e il sano riposo per
le sue fatiche pastorali.
Per tutti questi motivi era divenuto l'orgoglio dei compaesani tanto che tutti si
dicevano nipoti del canonico don Egidio Larocca. Ancora oggi, un vecchio prete
da noi viene affettuosamente chiamato "zîprevëtë" ovvero
lo zio prete.
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