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"QUANDO MANGIAVAMO LE LAZZERUOLE"
di Antonella Pagano

Conosco personalmente Gabriella Maria Pia Sammartano in quel di Mazara del Vallo nella splendida provincia di Trapani nella straordinaria terra di Sicilia; mi hanno intrigato e piacevolmente coinvolta le sue lazzeruole che, come belle parole, hanno sollecitato il mio gusto … della vita e per la vita, sicché l'ho presentata in Roma in quell'affascinante luogo che è la Libreria Bibli alla via dei Fienaroli, 28.
… C'erano giostre incantate un tempo ! Sento la musica e quel ritmo della pedana che ti portava in giro per il mondo. Dio che meraviglia ! Ecco, monto sulla giostra e comincio a mangiar lazzeruole ! Ci son libri che ti salvano la vita e ... libri che scaldano la vita, che danno il sapore, quella fragranza che è sapore pieno, gratificante, fe-li-ci-tan-te al punto da sentirti davvero su una giostra incantata in un tempo in cui CRONOS è dio buono, rasserenante, teneramente avvolgente, musicalmente scrosciante tra dolci anse di pensieri lontani da ogni schizofrenia, da ogni rumore, dissonanze angoscianti sprofondate in un orrido serenamente scavato al suon di gioie semplici.
... poiché di Gioia si tratta ... e di cose semplici son cosparse le pagine che la donna d'un'isola perfetta per via d'un numero trino di punte viaggianti nel nostro padre azzurro Mediterraneo ha composto; ecco Gioia e Cose Semplici.
In quella bellissima voce che annuncia: ... "LI COSI DI MORTI" trovo l'albero attorno al quale celebrare il rito dei riti: la VITA.
Quand'ero piccola feci un disegno: un albero grande, possente, solido, con un tronco rassicurante e una chioma ampia quanto un cielo e attorno al tronco disegnai un tavolo, circolare, che abbracciava il tronco stesso come una vera il dito. Poi, una panca, circolare anche questa che abbracciava anch'essa il tavolo attorno al tronco, tanti cestini con il nome di ciascun componente la famiglia e un pensiero per ciascuno. Il nonno di tant'anni aveva parole, raccomandazioni per ciascuno; il cesto perchè ciascuno lo colmasse del proprio lavoro, ora le ciliegie, ora le olive poi i fichi e via seonco i doni che la prodiga natura sa dispensare assecondando le stagioni.
Quando ho avuto questo libro tra le mani è capitato che quel mio disegno ha trovato tutte le parole, i colori, i suoni, le mani e gli occhi e quel SENTIRE che eleva il genere e fa dell'uomo il nobile genere eletto a nocchiero di questo magnifico giardino terracqueo.
Il saper celebrare la morte è il saper onorare la vita in tutti i suoi sapori, odori, forme e suoni e tintinnii e scampanellii sicché:
"La natura era lì a portata di mano, non aspettava altro che d'essere scoperta per regalarci ammaestramenti, sorprese e gioie ... dice l'Autrice a pag. 16 ... gioie, gioie ... "Nella campagna – continua – non

si correva il rischio di annoiarsi, anzi, c'era da sbizzarrirsi ..."
Quella tradizione di pupi di zucchero bianco e frutta martorana, in altre forme e sapori quali le castagnelle e i sassanelli, appartiene anche alla mia terra d'origine ove prendevano il nome di Anima dei morti...essenza di vita sempre e comunque. Esorcismo gustoso del grigio, ovvero di quelle morti al sorriso, morti all'entusiasmo, morti all'incontro con l'altro, morti all'abbraccio, alla stretta di mano solidale, all'AUTENTICO interpersonale, internaturale, inter-pan, un pan che è tutto con al centro l'Uomo, un uomo al servizio dell'uomo; un uomo per l'uomo. Tutt'altro genere è un genere generante genere, altro che uomini contro.
Ed ecco allora il grande padre azzurro, il mare: "Esso era considerato esclusiva fonte di lavoro, di sostentamento, come la campagna, tant'è che a quell'epoca si ascrive la formazione della flotta peschereccia che avrebbe fatto di Mazara la indiscussa regina marinara d'Italia. Si diceva, ma senza troppo convincimento e senza consapevolezza scientifica, che esso faceva bene, che lo iodio era importante, ma erano ancora lontani i tempi della teoria della talassoterapia. Prova è che la maggior parte della popolazione non sapeva nuoyare e che ancora adesso alta è la percentuale di quanti non hanno dimestichezza con il mare" e lei ... non ricordo alcuna spiacevole sensazione di freddo, di umidità, di stanchezza, ma soltanto quella liberatoria del contatto del corpo con quell'umore, il suo avvolgente e benefico abbraccio e poi: capriole, tuffi, candele, gare di resistenza sotto e sopra l'acqua, raccolta di conchiglie, castelli di sabbia e via così" e già...perchè lei, la donna isola, è quella che andava a scuola dalla natura; natura magistra vitae annzi che la historia.
M'intriga assai quel luogo posto sotto voluminosi tronchi contorti, vorrei potermici rifugiare su quella lettiera di ficuzza, piccoli fichi selvatici non buoni da mangiare ma efficaci proiettili per quelle "sane" battaglie tra ragazzi mentre lei, bambina con le bambine preferiva l'ammucciareddu – il nascondino.
Nascondersi e ritrovarsi in una deliziosa scoperta di sé, deliziosa perchè mai solipsistica, mai problematica, mai grigia, piuttosto densa, saporitamente densa...e comincia proprio con un intenso odore di formaggio il libro già alle primissime pagine, un afrore, come dice lei, che arriva anche a noi tant'è genuinamente prodotto e composto in un macramè di forme tonde e imperlate del sudorgociole che emette intanto che il processo di maturazione ne farà un capolavoro per il palato....e continua con quel pane, burro e zucchero, Dio se lo ricordo! La fetta di pane a volte veniva scaldata sicché il burro trovava un letto tiepido e si lasciava andare su tutta la superficie languidamente intanto che i piccoli diamanti di zucchero scendevano ad impreziosirlo ... noi? Con l'acquolina !!! ne sento ancora il sapore !!!! e poi il pane fritto nell'uovo

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