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cosparso anch'esso di zucchero mmmmmm, piaceri
impareggiabilmente impareggiabili, altro che stupefacenti !!! Il
tutto condito ancora, di più, più ancora stupore e meraviglia:
quella poesia dei cromosomi, semplice poesia nobile che sgorgava
dall'amore inscritto, marchiato a fuoco per l'eternità nelle
cellule:
BACHITIE',
BACHITIE', LU ZU MATTE',
E' DI LANA, E' DI STUPPA,
"VENI LA VECCHIA
E TI VASA TUTTA"
e là l'abbraccio della mamma alla figlia, del papà alla
figlia e della figlia alla mamma e al papà e allo zio e alla zia e
ai cugini ...
In quella Mazara ch'è Mesopotamia sicula, ogni rituale è sacro,
d'una tenerissima religione familiare e amicale dove zio Nenè arriva
con la zia Giacomina con le figlie che son belle, con zio Alberto e
la zia Gina che di figli ne han tre, di zia Amelia e di zio Ugo
dirti vo' la simpatia, Rita e Carlo fidanzati, zio Antonino e zia
Maria, Gasperino ed Enza ancora pure loro innamorati ... qui mi son
concessa qualche libertà, ma piccola piccola mentre l'Autrice
all'UOPO usa: "il rosario dei festeggiamenti" ecco, il rito ha pure
il suo prezioso strumento, un rosario fatto di ancora più preziosi
grani, cuori palpitanti di affetti solidi, lavorati sentimenti al
sudore del rispetto, della coerenza, della generosità
interpersonale.
Religione della civiltà, palpiti tutti di CIVILTA' incoronati di
rami di corbezzoli, auree sorbe, preziosissime giuggiole, scrigni di
bacche e pinoli e
LAZZERUOLE, LAZZERUOLE, LAZZERUOLE
Le bucce d'arance e mandarini arriveranno con l'inverno,
quando il freddo diventa ampolla per quel profumo meraviglioso,
rustico si, domestico si, ma anche vezzo per odorar, per effluviar
le stanze, mentre le fiamme le accartocciavano in bruni gioielli
ambrati e odorosi viepiù.
A Natale arrivano le cassatelle, un ricamo di formelle in quelle
grandi teglie nere di ferro, tanti soldatini - dice l'autrice -
portatori di pace sui deschi, nelle famiglie, un esercito della
salvezza tra i commensali che conquistavano non già con le armi, ma
con la bontà del loro sapore...un esercito natalizio che induceva
alla convivialità sodale". Tutto questo possono le cassatelle? Oh
si! e molto di più!
La levità, la leggerezza nobile con la quale questa Autrice spoglia
del peso di vivere ogni cosa della vita! E' preziosa perla per-la
in letteratura.
E quel presepe di pagina 88 ?
Quel...mettiamocelo insieme, nel silenzio dei nostri pensieri
migrati in quello scrigno che spesso rabbuiamo e svuotiamo: il
cuore, mettiamocelo insieme l'aggettivo, meglio gli aggettivi, a
quel "fare", a quel "preparare il presepe", quel porre in essere il
meravigliante rito che scaldava la casa più del fuoco e per oltre un
mese sino alla candelora.
E l'odore molle di sapone ? anzi, come dice l'Autrice: l'odore di
sapone molle ?
Colma ancora la nostra casa con quel PULITO che risorgeva da ceneri
generose di Bianco?
NIVEITA' - NIVEITA' VIRGINALI!
valori, valori, valori
Lunedì Bucato !!! Cominciava il lunedì, in quel tempo il
"
Rosario delle giornate " e ritorna il termine Rosario, emblema di
rituale e di preziosa scansione del Tempo, rispettato come valore
dei valori: " La matinata fa la jurnata" ossia il lavoro del
mattino risolve tutta la giornata, ecco dunque calcolato il valore
di un giorno: Il lunedì bucato! Ma anche: "Il lunedì minestrone"!
Poesia di un quotidiano eroico, di un quotidiano fatto di tanti
mestieri, ciascuno con la propria nobiltà: IL VENDITORE DI
UCCELLINI
mi pare di sentire il concerto di voci, una vivaldiana
primavera di voci più che bianche, cascatelle di voci e saltellanti |
gioiosi piedini e pigolii e la Rammaliatrice?
omerica ricompositrice di trame
e il CANTASTORIE ?
omerico anch'esso
Beethoveniano compositore
Mozartiano moltiplicatore di 40esime.
"Li fimmini, li cavaleri, l'armi, l'amuri, li curtisii, li curaggiusi
mprisi iu cantu, chi furunu a lu tempu chi passarunu li Mori
d'Africa lu mari e 'n Francia trivuliarunu tantu, assiquinziannu la
raggia d'Agramanti re, chi si vantò di vinni cari la morti di
Troianu supra re Carlu mpiraturiromanu". Quest'era il il suon della sveglia della nostra
Maria Pia Sammartano e di tutti quelli che onoravan la viita di
quella Porta Palermo di Mazara Mesopotamia sicula amata – pure da me
tant'è intrigante assai vieppiù che la nonosco e conosco le sue
sensibilità.
Ma la rigina? Oltre la sua mamma che capobastone era (e pure questo
lo scoprirete nelle pagine di questo scaldavita) la rigina l'eleggo
io, è Giovannina la caliatura.
Lei è, già è una donna vessillo, meriterebbe un film soltanto lei.
Calia e simenza !!!! e più io non vi svelo; che alle pagine 48 e 49
vi troverete la sua malìa ! Donna di genio, donna di gran cuore,
donna d'impresa, donna madre di 5 maschi e 4 femmine, donna di lu
crivu, donna di li carteddi calia calia e simenza!!!!!!
"una
ragnatela di rughe" il suo volto, per un universo; e se pure il
libro della Sammartano è forgiato al principio così magistralmente
dettato da quel genio che è Calvino, Italo d'Itala nobile genìa,
pure è magistralmente ricamato col filo incantevole della psicologia du visage e alla filigrana della tenerezza (virtù dei grandi e dei
saggi), la ritroverete materializzata nel plaid di pagina 83, mentre
le pagine, come sapienti mani e laboriose ne tesseranno uno per
ciascun lettore.
Che dono!
Che privilegio!
Autenticità di cose e persone; Appaesamento di demartiniana memoria
reso nel senso più edificante, nelle virtù, giammai nei limiti;
Ritualità salvifiche perchè serenamente rassicuranti non già perverse
e concettuose elucubrazioni o esercizi di scrittura per lettori
improbabili, alieni; Poesia delle stagioni della natura; Poesia
delle stagioni della persona: "ma' la picciridda sta nguiluppando!";
Culto della memoria personale; Culto della memoria collettiva; Tutela
e conservazione della cultura autoctona: ecco gli antichi mestieri,
i nomi di utensili di casa, dei lavori dei cami, dei giochi dei
bambini e via così; Valor di Patria; Cultura delle mani; Nobiltà del
Tempo e ricette, ricette di vita passate per sapori e
sapori/metafore: "il profumo dei fichi, delle bucce di arance
mescolato a quello dei chiodi di garofano, dello strutto,
dell'ammoniaca e della vanillina diventava una sinfonia olfattiva
irripetibile...." Malinconia, malinconia gioiosa e propositiva che è
Malinconia fertile, è magistra vitae pure questa. E poiché siamo la
cultura che inaliamo, anzi, ad essere precisi siamo i modelli che
viviamo, posson poco le parole se non si sostanziano in
comportamenti conseguenti, congrui, coerenti, ragion per la quale:
la mia personale equazione di cui vi faccio dono è: "che la bella
parola sappia farsi bell'azione" lei del servizio ha assimilato
tutto, ha sublimato ogni insegnamento della natura e delle persone
che han popolato e popolano la sua vita e s'è posta al servizio
della sua famiglia ricca di ben 4 figli e della collettività
mazarese.
Il servizio ha dignità regale e lei la sua regalità la esercita
nella Cultura Riuscirà a farci mangiare le lazzeruole ?
Maria Pia Sammartano
Brillante docente di lettere in quel di Mazara del Vallo, è mamma
infaticabile di quattro figli,
moglie e promotrice della cultura in ogni significativa espressione.
Già assessore alla Cultura, Beni Culturali, Sport, Turismo e
Spettacolo nella passata consultazione elettorale, è Coordinatrice
della Sezione Mediterranea Mazara del Vallo del Movimento
internazione Donne e Poesia … semplicemente dotta, deliziosamente
sensibile … con brio.
Ha
pubblicato "Quando mangiavamo le
lazzeruole" – per Editori Riuniti, nel 2007. |