|

Processione del Beato Domenico
Lentini
COLOBRARO – I colobraresi salutano l'arrivo
della statua lignea del Beato Domenico Lentini, scolpita su di un unico
tronco di legno nel 2000 con le Reliquie della seconda vertebra lombare e i
frammenti ossei del dito.
La "peregrinatio" quaresimale delle venerate reliquie del Beato Domenico
Lentini da Lauria (Pz), diocesano voluta da S.E. Mons. Francesco Nolé durante
l'anno Lentiniano indetto per il 2007 – 2008, X anniversario della
beatificazione Roma 12 ottobre 1997.
L'arrivo è avvenuto di fronte al Convento dei francescani, alle ore
17 e 25 del 14 marzo 2008.
Poi la statua viene portata in processione orante alla chiesa parrocchiale
di S. Nicola di Bari, o dell'Annunziata, come abitualmente chiamata e meglio
conosciuta dagli stessi colobraresi.
In questa chiesa è stata celebrata la Santa messa in onore del Beato Lentini
dai sacerdoti don Giovanni Lippolis parroco di Colobraro e don Francesco
Sirufo; quest'ultimo annuncia all'assemblea il suo pensiero di voler
dedicare la stessa messa in suffragio dell'Arcivescovo caldeo di Mosul
(Iraq) Faraj Rahho, assassinato dai suoi sequestratori guerriglieri.
Poi don Francesco Sirufo ha tenuto una lunga omelia, durante la quale ha
percorso i tratti salienti della vita del Beato Lentini, raccontando alcuni
dei tanti miracoli a cominciare da quello del pane, chiosando sulle quattro
P, come le ha chiamato il nostro vescovo Mons. Francesco
Nolé nella sua
lettera ai cristiani della diocesi di Tursi Lagonegro: |
Pane, cioé il pane eucaristico:
infatti, Domenico Lentini offre il suo stesso corpo
alla gloria di Cristo, e lo stesso don Francesco Sirifo racconta che quasi sempre durante la distribuzione del pane eucaristico,
il Lentini nel sollevare l'ostia consacrata verso il cielo, si levitava da
terra, tanto che i confratelli lo dovevano tenere fermo.
Parola,
cioè il Verbo e quindi Dio:
per il Beato Lentini la parola è ascolto e
quindi l'uomo si deve mettere in ascolto della parola di Dio e non essere
sempre lui a parlare. La famiglia deve essere unita insieme e alla sera deve
dire cose di Dio e non raccontare novelle, favole scandalose per
l'educazione dei figli.
Preghiera, cioè pregare e
pregare sempre:
quando intuiva che le parole e gli ammonimenti non bastavano
a toccare i cuori, il Beato esplodeva nella seguente preghiera:
"Spirito Santo deh voi rischiarate le folte tenebre di
questi poveri ciechi, affinché veder possano l'infelicissimo stato da
accecamento del loro intelletto e d'indurimento del cuore".
Penitenza:
la penitenza deve essere
vera ed accettata con amore perché riporta al Cristo che si è immolato per
l'umanità: "… e perciò ne vengo non per alcun mio
personale vantaggio, ma solo per procurar la gloria di Dio e la salute delle
anime vostre."
Ecco queste sono, a grandi
linee, le quattro P.
Invece sabato 15 alle ore 15,30 la Santa Messa è celebrata da don Giovanni
Lippolis, il quale a ringraziato i fedeli per l'accoglienza riservata al
Beato Lentini augurando alla comunità di conservare con amore il dono
portato loro dal venerato Lentini orgoglio della nostra diocesi e della
Lucania tutta.
Dopo la Santa Messa alle ore 16 e 55, parte da piazza Regina Elena, il
camioncino opportunamente attrezzato ed addobbato per il trasporto della
statua e le reliquie, alla volta di Lauria, chiudendo così la peregrinatio.

Partenza del Beato
Domenico Lenti per Lauria
|