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LO SPIRITO E LA DEVOZIONE NELLA PROCESSIONE
del VENERDI' SANTO
di Pietro Giovanni Lucarelli

Madonna Addolorata
Madonna Addolorata

Colobraro giunge alla processione del venerdì Santo del 2008 con un fardello abitudinario che risale a diversi secoli; infatti, in questa comunità ci sono diverse chiese e tutte con radici medioevali ed ancora prima e quindi ha sempre avuto diverse decine di religiosi, se questi ultimi sono diminuiti, le chiese sono tutt'ora aperte al culto e la gente conserva abitudini antiche.
Andiamo a vedere come si svolge la processione della Madonna Addolorata madre del Cristo morto.
Da sempre il Venerdì Santo a Colobraro ci sono state due processioni che partono da due chiese diverse e cioè dal Convento dei Francescani col Cristo morto e dalla chiesa parrocchiale con l'Addolorata, cioè con la madre di Gesù; le due processioni diventano poi una sola, più o meno al centro del paese, per poi fare ritorno alla chiesa parrocchiale, qui le due statue vengono poste una di fronte all'altra e il popolo passa in adorazione della Croce.
Ma facciamo un passo indietro ed andiamo ad osservare come e con quanto ardore il parroco prepara i fedeli a partecipare alla manifestazione. Già giorni prima comincia a spiegare ed elencare tutti i significati attribuiti alla croce e quindi ai canti che vanno eseguiti e con quale tonalità a partire da "E viva la Croce".
Questa deve essere eseguita in modo da formare una sola voce e con tono sempre più alto, tenendo presente che la processione lungo le strade del centro non è altro che la continuazione della Santa Messa all'aperto.
Quindi, anche sotto le stelle l'assemblea deve tenere una linea di condotta religiosa, e il buon don Giovanni non manca di sottolineare anche con energia detti comportamenti. durante la processione richiamando l'attenzione dei fedeli.
Dunque, la nostra processione del Venerdì Santo copre un arco di tempo che supera le tre ore di preghiera ed è davvero singolare nel suo genere: da una parte vuole essere una diversa visione della passione di Cristo che mette in risalto l'obbedienza di Gesù al Padre Suo fino alla morte di croce e che la esalta fino a farla diventare il mezzo con cui riporta al Padre: quei figli che col peccato si allontanano da Lui.
Però vuole essere anche un richiamo ai valori della vita che insegna a non dimenticare i doveri verso il sommo bene che è la fede e l'amore verso Dio e il prossimo.

Cristo Morto
Cristo Morto

Solo chi ha fede può trovare consolazione e forza d'animo a continuare a portare la propria croce e migliorare se stesso e chi gli è d' appresso.
La funzione religiosa della processione richiama il duello prodigioso affrontato da Gesù con la morte che sconfigge, e risorge alla vita, e vivo, trionfa sulla morte, ecco dunque, l'alto insegnamento di questa antica funzione della processione, che racchiude la sofferenza della madre per il figliolo e la stessa gloria di Dio che trionfa sulla morte ripresentandolo al popolo risorto e con maggiore gloria.
Si è vissuto così il ritorno alle antiche usanze in cui si accompagnavano i morti per poi rivederli glorificati e purificati dalla grazia di Dio che li accoglie nel suo regno celeste.
Le preghiere e i canti alla Vergine Addolorata, al Cristo morto, altro non sono che i lamenti dei parenti ed amici del defunto che promettono a Dio di portare ed inchiodare sulla croce i loro peccati affinché il Figlio di Dio li liberi dal peso che portano nell'anima, proprio come afferma il buon don Giovanni nelle sue omelie quando spiega il significato della morte di Gesù che ha voluto liberare il suo popolo dai peccati, facendosi crocifiggere al posto dei peccatori.
A Colobraro, antico centro della costa jonica, dunque, abbiamo ancora una volta almeno per una sera rivissuto sprazzi di una cultura millenaria insegnata da tanti religiosi che hanno dato tutto il loro sapere alle genti che li hanno seguiti nelle funzioni cristiane e nei loro insegnamenti.
Detti religiosi hanno veramente inculcato alle generazioni di questo paese una fede duratura e quasi immutabile nel tempo.
Ma il tempo porta sempre innovazioni e quindi aggiustamenti anche nel modo di professare la propria fede, usare nuove preghiere che partono comunque da quella insegnatoci proprio da Gesù, "Il padre nostro".
Il nuovo modo di professare la fede trova giustamente una qualche resistenza, e non c'è ne voglia il buon don Giovanni se qualche gruppetto intona ancora vecchi canti religiose che ci riportano ai nostri antenati e che mostrano comunque un forte radicamento religioso nella nostra comunità.

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