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Madonna Addolorata
Colobraro giunge alla processione del venerdì Santo del 2008 con un
fardello abitudinario che risale a diversi secoli; infatti, in questa
comunità ci sono diverse chiese e tutte con radici medioevali ed
ancora prima e quindi ha sempre avuto diverse decine di religiosi,
se questi ultimi sono diminuiti, le chiese sono tutt'ora aperte al
culto e la gente conserva abitudini antiche.
Andiamo a vedere come si svolge la processione della Madonna
Addolorata madre del Cristo morto.
Da sempre il Venerdì Santo a Colobraro ci sono state due processioni
che partono da due chiese diverse e cioè dal Convento dei
Francescani col Cristo morto e dalla chiesa parrocchiale con
l'Addolorata, cioè con la madre di Gesù; le due processioni diventano
poi una sola, più o meno al centro del paese, per poi fare ritorno
alla chiesa parrocchiale, qui le due statue vengono poste una di
fronte all'altra e il popolo passa in adorazione della Croce.
Ma facciamo un passo indietro ed andiamo ad osservare come e con
quanto ardore il parroco prepara i fedeli a partecipare alla
manifestazione. Già giorni prima comincia a spiegare ed elencare tutti
i significati attribuiti alla croce e quindi ai canti che vanno
eseguiti e con quale tonalità a partire da "E viva la Croce".
Questa deve
essere eseguita in modo da formare una sola voce e con tono sempre
più alto, tenendo presente che la processione lungo le strade del
centro non è altro che la continuazione della Santa Messa all'aperto.
Quindi, anche sotto le stelle l'assemblea deve tenere una linea di
condotta religiosa, e il buon don Giovanni non manca di sottolineare
anche con energia detti comportamenti. durante la processione
richiamando l'attenzione dei fedeli.
Dunque, la nostra processione del Venerdì Santo copre un arco di
tempo che supera le tre ore di preghiera ed è davvero singolare nel
suo genere: da una parte vuole essere una diversa visione della
passione di Cristo che mette in risalto l'obbedienza di Gesù al
Padre Suo fino alla morte di croce e che la esalta fino a farla
diventare il mezzo con cui riporta al Padre: quei figli che col peccato
si allontanano da Lui.
Però vuole essere anche un richiamo ai valori della vita che insegna
a non dimenticare i doveri verso il sommo bene che è la fede e
l'amore verso Dio e il prossimo.
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Cristo Morto
Solo chi ha fede può trovare consolazione e forza d'animo a
continuare a portare la propria croce e migliorare se stesso e chi gli è d' appresso.
La funzione religiosa della processione richiama il duello
prodigioso affrontato da Gesù con la morte che sconfigge, e
risorge alla vita, e vivo, trionfa sulla morte, ecco dunque,
l'alto insegnamento di questa antica funzione della processione, che
racchiude la sofferenza della madre per il figliolo e la stessa gloria di Dio che
trionfa sulla morte ripresentandolo al popolo risorto e con maggiore
gloria.
Si è vissuto così il ritorno alle antiche usanze in cui si accompagnavano
i morti per poi rivederli glorificati e purificati dalla grazia di Dio
che li accoglie nel suo regno celeste.
Le preghiere e i canti alla Vergine Addolorata, al Cristo morto, altro non sono che i
lamenti dei parenti ed amici del defunto che promettono a Dio di
portare ed inchiodare sulla croce i loro peccati affinché il Figlio
di Dio li liberi dal peso che portano nell'anima, proprio come
afferma il
buon don Giovanni nelle sue omelie quando spiega il significato della
morte di Gesù che ha voluto liberare il suo popolo dai peccati,
facendosi crocifiggere al posto dei peccatori.
A Colobraro, antico centro della costa jonica, dunque, abbiamo ancora una volta
almeno per una sera rivissuto sprazzi di una
cultura millenaria insegnata da tanti religiosi che hanno dato tutto
il loro sapere alle genti che li hanno seguiti nelle funzioni
cristiane e nei loro insegnamenti.
Detti religiosi hanno veramente inculcato alle generazioni di questo
paese una fede duratura e quasi immutabile nel tempo.
Ma il tempo porta sempre innovazioni e quindi aggiustamenti anche
nel modo di professare la propria fede, usare nuove preghiere che
partono comunque da quella insegnatoci proprio da Gesù, "Il padre
nostro".
Il nuovo modo di professare la fede trova giustamente una qualche resistenza,
e non c'è ne voglia il buon don Giovanni se qualche gruppetto intona
ancora vecchi canti religiose che ci riportano ai nostri
antenati e che mostrano comunque un forte radicamento religioso
nella nostra comunità. |