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A margine di polemica sull'atteggiamento responsabile
dinanzi al flagello sociale che colpisce in modo particolare il Continente
nero del globo, non sembri estranea una nota aggiuntiva, però divergente
da voci discordi e superflui.
Ė stato affermato che la spiritualità dell'uomo non è soltanto evento
diurno a contatto con temi di ragione, cultura, educazione, morale,
scuola.
A tessere e svolgere tali realtà provvedono singoli, famiglie, enti,
istituzioni, con assetti personali, sociali, giuridici, compresi agnostici
e diversi. Sarebbe comunque un rischio distraente ridurre i soggetti
a pura competizione dialettico-antropologica, da qualsiasi verso vincente
oppure perdente, per regolare i costumi, i comportamenti, le stesse
convinzioni.
Queste ultime sarebbero prodotte da tranquilli o preoccupati appelli
alla sensibilità pubblica, privata, di maniera. Ma la durata delle ore
quotidiane non è fatta solo di luce che rende visibili, speculari, interattive
persone e cose.
C'è altresì la notte, chiamata il sacro dell'uomo, c'è la sua inseparabile
solitudine che lo denuda, lo mette a confronto con se stesso, rivelandogli
che non è semplicemente cultura e proiezione istintuale, quando soprattutto
etica, rapporto intimo, profondo nel soprannaturale da vivere in coscienza
più che in slogan e formule.
Ė martirio, testimonianza coerente di vita fedele alla consegna di un
messaggio di palingenesi dopo l'esperienza negativa edenica.
Ci sono tenebre più lunghe della luce, quando addirittura si aggrovigliano
e confondono, per cui non si distingue più il giorno dalla notte, la
notte dal giorno, il giorno diventa notte e la notte diventa giorno,
in una sensazione di colpa infinita da capogiro.
Costituiscono la notte dello spirito sperimentata da tanti mistici,
da chi si pone sdoppiato dinanzi alle tendenze psichico-carnali, macera
la passione dominando dall'alto di atti volontaristici l'impeto degli
stimoli bassi dell'essere. Ė lo spirito di donazione incondizionata
all'Altro, che ognuno avverte dentro di sé, non restringete, né oscurabile
da contenitori o schemi di calcolo igienico-demografico, l'essenziale
sostegno dell'esistenza per placare le alienazioni laiche smarrite nel
pluralismo scientifico-ideologico.
Le crociate politiche nostrane e della vecchia Europa pur dotata di
nobili radici sono un processo temporale lungodatato che presumibilmente
si occupano della gestione del limite sociale delle varie categorie
di appartenenza, pretendono di fissare il non limite in assolutismo
demagogico volto a far tacere le risonanze interiori, i migliori atti
oblativi di mature risposte al riscatto del male, sia esso fisico che
morale.
Il vero cittadino non deserta se stesso, il proprio impegno nel mondo
globalizzato. Purttroppo la società sta agonizzando in polemiche ed
interventi nella sfera genetico-naturale. Occorre arginare ansie inutili,
sterili, stagnanti nelle secche mefitiche di una sconfinata deriva esistenziale.
La speranza suggerisce che sono recuperabili, redimibili in spazi di
logica espressiva, ala fine di reperire e ricercare in se stessi il
bisogno di rapporto autentico con il bene.
Il cammino non avviene in una ricerca di comodo o di preferenze, come
accade al mercato, bensì è stile di vita nuova che si acquista ogni
giorno, giorno dopo giorno, non a basso prezzo o calmiere urlato. Ė
il costo, la risultante, di continui sacrifici, di sofferenze, di privazioni,
astinenze, rinunzie non alla dignità ma al vizio.
Le risorse di redenzione attingono alle sorgenti di superiore protezione,
di generosa risposta al piano salvitico delle creature e della loro
storia dopo la colpa... Se l'uomo non fa questo, che uomo è? Viene in
soccorso il nostro vate fiorentino: "nati non foste a viver come bruti
(bestie) / ma per seguir virtude e conoscenza".
(*) Aldo Viviano
Parroco della Parrocchia di San Luca Abate Carbone (PZ)
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Pubblichiamo
quanto richiesto dall'organizzatrice di Sabrina Falzone sulla mostra
personale di Martino Dissegna.

Prospettive inattese
Dal 18 aprile, in occasione dell'XI
Settimana della Cultura indetta dal Ministero dei Beni Culturali, la
Galleria Il Borgo di Milano presenta "PROSPETTIVE INATTESE.
La natura entra in scena" mostra personale d'arte di Martino Dissegna,
eclettico artista bassanese che riesce a esprimere l'elegia dell'universo
in immagini di ancestrale bellezza.
L'esposizione di pittura contemporanea, curata dai critici d'arte Sabrina
Falzone e Antonella Iozzo, libera il suono dell'immenso in scenografiche
ripartizioni spaziali, non a caso Sabrina Falzone ha definito l'autore
un "raffinato cantore dell'arte cosmogonica, capace di ripercorrere
le sfumate traiettorie dell'inconscio in attimi di quiete sensoriale".
Nella suggestiva cornice dei Navigli alla presenza di giornalisti, critici
e numerosi intellettuali del panorama culturale nazionale sarà inaugurata
la Galleria Il Borgo, a cui seguirà la presentazione di Antonella Iozzo,
direttrice della rivista Bluarte, che afferma a proposito delle opere
di Martino Dissegna: "percezioni materiche sulla pelle dell'infinito
comunicano il soffio vitale, librano la bellezza poetica del cielo e
sfiorano la profondità del mare per risalire poi le vertigini dell'esistenza.
Nel purismo sensibile di Dissegna l'orografia dell'anima si dispiega
in ambienti che offrono diversi piani di lettura fino a riassumere l'idea
della vita, della memoria, della natura.
L'eterno si congiunge con il tempo, l'invisibile si veste di luce, l'Arte
incontra la Natura, si aprono prospettive inattese: Martino Dissegna
entra in scena".
Con preghiera di pubblicazione e diffusione.
Presso: Galleria Il Borgo C.so San Gottardo 14, Milano (MI)
Info: (+39) 340 3349952
www.martinodissegna.it
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