logo_fen_mini.jpg Pagina 13

Il Continente nero
 di Aldo Viviano (*)

PROSPETTIVE INATTESE
La natura entra in scena
Mostra Personale di Martino Dissegna
Inaugurazione: Sabato 18 Aprile ore 18,30
In mostra fino al 3 Maggio 2009

A margine di polemica sull'atteggiamento responsabile dinanzi al flagello sociale che colpisce in modo particolare il Continente nero del globo, non sembri estranea una nota aggiuntiva, però divergente da voci discordi e superflui.
Ė stato affermato che la spiritualità dell'uomo non è soltanto evento diurno a contatto con temi di ragione, cultura, educazione, morale, scuola.
A tessere e svolgere tali realtà provvedono singoli, famiglie, enti, istituzioni, con assetti personali, sociali, giuridici, compresi agnostici e diversi. Sarebbe comunque un rischio distraente ridurre i soggetti a pura competizione dialettico-antropologica, da qualsiasi verso vincente oppure perdente, per regolare i costumi, i comportamenti, le stesse convinzioni.
Queste ultime sarebbero prodotte da tranquilli o preoccupati appelli alla sensibilità pubblica, privata, di maniera. Ma la durata delle ore quotidiane non è fatta solo di luce che rende visibili, speculari, interattive persone e cose.
C'è altresì la notte, chiamata il sacro dell'uomo, c'è la sua inseparabile solitudine che lo denuda, lo mette a confronto con se stesso, rivelandogli che non è semplicemente cultura e proiezione istintuale, quando soprattutto etica, rapporto intimo, profondo nel soprannaturale da vivere in coscienza più che in slogan e formule.
Ė martirio, testimonianza coerente di vita fedele alla consegna di un messaggio di palingenesi dopo l'esperienza negativa edenica.
Ci sono tenebre più lunghe della luce, quando addirittura si aggrovigliano e confondono, per cui non si distingue più il giorno dalla notte, la notte dal giorno, il giorno diventa notte e la notte diventa giorno, in una sensazione di colpa infinita da capogiro.
Costituiscono la notte dello spirito sperimentata da tanti mistici, da chi si pone sdoppiato dinanzi alle tendenze psichico-carnali, macera la passione dominando dall'alto di atti volontaristici l'impeto degli stimoli bassi dell'essere. Ė lo spirito di donazione incondizionata all'Altro, che ognuno avverte dentro di sé, non restringete, né oscurabile da contenitori o schemi di calcolo igienico-demografico, l'essenziale sostegno dell'esistenza per placare le alienazioni laiche smarrite nel pluralismo scientifico-ideologico.
Le crociate politiche nostrane e della vecchia Europa pur dotata di nobili radici sono un processo temporale lungodatato che presumibilmente si occupano della gestione del limite sociale delle varie categorie di appartenenza, pretendono di fissare il non limite in assolutismo demagogico volto a far tacere le risonanze interiori, i migliori atti oblativi di mature risposte al riscatto del male, sia esso fisico che morale.
Il vero cittadino non deserta se stesso, il proprio impegno nel mondo globalizzato. Purttroppo la società sta agonizzando in polemiche ed interventi nella sfera genetico-naturale. Occorre arginare ansie inutili, sterili, stagnanti nelle secche mefitiche di una sconfinata deriva esistenziale. La speranza suggerisce che sono recuperabili, redimibili in spazi di logica espressiva, ala fine di reperire e ricercare in se stessi il bisogno di rapporto autentico con il bene.
Il cammino non avviene in una ricerca di comodo o di preferenze, come accade al mercato, bensì è stile di vita nuova che si acquista ogni giorno, giorno dopo giorno, non a basso prezzo o calmiere urlato. Ė il costo, la risultante, di continui sacrifici, di sofferenze, di privazioni, astinenze, rinunzie non alla dignità ma al vizio.
Le risorse di redenzione attingono alle sorgenti di superiore protezione, di generosa risposta al piano salvitico delle creature e della loro storia dopo la colpa... Se l'uomo non fa questo, che uomo è? Viene in soccorso il nostro vate fiorentino: "nati non foste a viver come bruti (bestie) / ma per seguir virtude e conoscenza".

(*) Aldo Viviano Parroco della Parrocchia di San Luca Abate Carbone (PZ)

Pubblichiamo quanto richiesto dall'organizzatrice di Sabrina Falzone sulla mostra personale di Martino Dissegna.

prostettive_inattese.jpg
Prospettive inattese

Dal 18 aprile, in occasione dell'XI Settimana della Cultura indetta dal Ministero dei Beni Culturali, la Galleria Il Borgo di Milano presenta "PROSPETTIVE INATTESE.
La natura entra in scena" mostra personale d'arte di Martino Dissegna, eclettico artista bassanese che riesce a esprimere l'elegia dell'universo in immagini di ancestrale bellezza.
L'esposizione di pittura contemporanea, curata dai critici d'arte Sabrina Falzone e Antonella Iozzo, libera il suono dell'immenso in scenografiche ripartizioni spaziali, non a caso Sabrina Falzone ha definito l'autore un "raffinato cantore dell'arte cosmogonica, capace di ripercorrere le sfumate traiettorie dell'inconscio in attimi di quiete sensoriale".
Nella suggestiva cornice dei Navigli alla presenza di giornalisti, critici e numerosi intellettuali del panorama culturale nazionale sarà inaugurata la Galleria Il Borgo, a cui seguirà la presentazione di Antonella Iozzo, direttrice della rivista Bluarte, che afferma a proposito delle opere di Martino Dissegna: "percezioni materiche sulla pelle dell'infinito comunicano il soffio vitale, librano la bellezza poetica del cielo e sfiorano la profondità del mare per risalire poi le vertigini dell'esistenza.
Nel purismo sensibile di Dissegna l'orografia dell'anima si dispiega in ambienti che offrono diversi piani di lettura fino a riassumere l'idea della vita, della memoria, della natura.
L'eterno si congiunge con il tempo, l'invisibile si veste di luce, l'Arte incontra la Natura, si aprono prospettive inattese: Martino Dissegna entra in scena".
Con preghiera di pubblicazione e diffusione.
Presso: Galleria Il Borgo C.so San Gottardo 14, Milano (MI)
Info: (+39) 340 3349952
www.martinodissegna.it

pagina 12 sommario pagina 14