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Giotto e il Trecento "Il più Sovrano Maestro stato
in dipintura" Roma – Complesso del Vittoriano Via San Pietro in Carcere (Fori Imperiali) Venerdì 6 marzo – lunedì 29 giugno 2009 di Mary Falco |
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continua da pag. 18 Trastevere, in particolare il mosaico con la Navicella degli Apostoli, il cosiddetto Trittico Stefaneschi, altri dipinti su tavola e affreschi. Non ci sono testimonianze del passaggio di Giotto in altre località del Lazio, ma in diversi centri della regione ben presto si manifestarono echi diretti della sua arte. A partire da Rieti, dove un pittore sconosciuto ma di grandi capacità eseguì un ciclo con Storie di San Francesco nella chiesa intitolata al Santo; gli affreschi, oggi staccati e conservati presso il Museo Diocesano, richiamano direttamente l'iconografia della Leggenda francescana dipinta da Giotto nella Basilica Superiore di Assisi e sono databili ai primissimi anni del Trecento. Ciò è da mettere in relazione soprattutto con l'importanza che la cosiddetta Valle Santa reatina ebbe nella diffusione del culto e della devozione francescana; non va dimenticato infatti che uno degli episodi più significativi della vita del santo, la rappresentazione del presepe, si svolse proprio in quest'area, a Greccio, dove sul luogo dell'evento fu eretto un santuario, noto come chiesa di San Francesco o cappella di San Bonaventura. Nel Lazio meridionale, Anagni fu la città in cui risiedettero importanti pontefici, come Innocenzo III e Bonifacio VIII; nella cattedrale, la cui cripta è decorata da uno dei più importanti cicli affrescati della pittura italiana del Duecento prima di Giotto, si conservano due interessanti dipinti, opera di seguaci del pittore romano Pietro Cavallini, che sembrano già conoscere, sia pure di riflesso, lo stile di Giotto; uno, su tavola raffigura una Madonna in trono con il Bambino e il donatore Rainaldo presbitero, datata 1325, e l'altro, a fresco, nella cripta che mostra San Pietro d'Anagni fra due Sante. A San Vittore nel Lazio, non lontano dal confine con la Campania, la chiesa di San Nicola conserva Storie della vita di Santa Margherita d'Antiochia e Le sette opere di misericordia, insieme ad un Giudizio finale, affrescati da una maestranza locale che sembra far riferimento sia alla cultura gotica della Napoli angioina, sia a modelli cavalliniano-giotteschi, tra gli inizi e il secondo decennio del Trecento. A Tivoli, alcune chiese conservano testimonianze sparse della diffusione del linguaggio giottesco, in particolare quella sconsacrata di Santo Stefano (oggi Cappella Pacifici), in cui è contenuto un ciclo dedicato al santo titolare, è databile verso il quarto/quinto decennio del secolo con rimandi evidenti al primo giottismo napoletano. Risalendo la valle dell'Aniene, a Subiaco il complesso dei monasteri benedettini racchiude opere di grande importanza. In quello di San Benedetto (Sacro Speco), dopo l'intervento di una bottega romana guidata da Magister Conxolus che esegue gli affreschi della chiesa inferiore, segue l'arrivo della cerchia perugina di Meo da Siena (documentato nel capoluogo umbro a partire dal 1319) al cui interno si distinguono diverse personalità fra le quali spiccano i cosiddetti Maestro dei Dossali di Subiaco e Maestro di Paciano. A questa bottega spetta l'esecuzione delle Storie cristologiche nella chiesa superiore, degli affreschi della Scala Santa (Incontro dei tre vivi e dei tre morti, Trionfo della Morte) e di quelli della cappella della Vergine. Si tratta di una versione assai particolare della lezione giottesca alla quale si uniscono cadenze senesi e aperture alle correnti internazionali della seconda metà del Trecento. Nel Lazio settentrionale, a Viterbo, anch'essa città frequentemente scelta dai papi come loro sede, si deve segnalare, tra le altre cose, la chiesa di Santa Maria Nuova, dove una Crocifissione tra santi, dipinta nella prima nicchia della parete sinistra sembra opera di un raffinato artista locale aggiornato sui modi di Matteo Giovannetti, pittore viterbese, che svolse gran parte della sua attività ad Avignone, la nuova sede del Papato trecentesco. CAMPANIA I dati documentari attestano la presenza di Giotto a Napoli tra il 1328 e il 1333, in concordanza con alcune fonti letterarie "fu et è Giotto in tra li dipintori il più sommo della medesima città di Firenze, e le sue opere il testimoniano a Roma, a Napoli, a Vignone, a Firenze, a Padova e in molte parti del mondo". La venuta del maestro nella capitale del regno angioino fu fortemente voluta da re Roberto d'Angiò detto il Saggio che incaricò il figlio Carlo, duca di Calabria, di sollecitare il comune fiorentino affinché concedesse al maestro di recarsi nella città. Quando Giotto vi giunse nel 1328, la cultura figurativa cittadina era dominata dagli esiti dell'attività svolta dal pittore e mosaicista romano Pietro Cavallini, documentato nel 1308. In diversi cantieri cittadini le tracce del suo passaggio si fondono con la ricezione delle opere di Giotto, ben prima dell'arrivo del maestro fiorentino nel 1328. Nel più tardo cantiere di Santa Maria Donnaregina, infatti, la bottega cavalliniana realizza gli affreschi nella Chiesa di Santa Maria Donnaregina Vecchia, databili entro 1320, raffiguranti Storie Cristologiche e delle tre Sante Caterina, Agnese ed Elisabetta e il Giudizio Universale sulle pareti al di sopra del coro delle monache. Tra i collaboratori, è possibile riconoscervi quel Lello da Roma che firma nel 1313 il mosaico di Santa Maria del Principio nell'antica Cattedrale di Santa Restituta, inglobata nel Duomo napoletano e che realizza anche il ritratto dell'arcivescovo francese Humbert d'Ormont ora al Museo Diocesano della città. Secondo Vasari Giotto fu chiamato a Napoli per affrescare la chiesa di Santa Chiara dove avrebbe realizzato un'Apocalisse e Storie del Vecchio e del Nuovo Testamento; molto ampio dovette essere anche l'impegno assunto per la reggia di Castel Nuovo nella quale eseguì Storie del Vecchio e del Nuovo Testamento nella cappella Maggiore, un polittico e imprecisati affreschi nelle Cappella Segreta e infine un ciclo con gli Uomini Illustri nella Sala Grande. Tutto ciò che resta di questa attività sono qualche frammento di un Compianto sul Cristo morto nel coro delle clarisse in Santa Chiara e diversi brani della decorazione degli sguinci dei finestroni della Cappella Maggiore di Castel Nuovo. Nonostante la loro esiguità, si tratta di opere di fondamentale importanza per l'impatto che ebbero sulla formazione degli artisti locali, collaboratori reclutati dal maestro nella città, ma anche sulle intere generazioni di pittori e miniatori continuatori della sua lezione in tutto il territorio campano. Uno dei primi è il cosiddetto Maestro di Giovanni Barrile che eseguì le Storie della Vergine nella Cappella Barrile in San Lorenzo Maggiore a Napoli e lo splendido crocifisso dipinto nel Duomo di Teano, significativamente vicino alle croci autografe di Giotto. Il Maestro delle Tempere francescane declina la lezione giottesca con nuovi accenti; gli è riferita una Madonna dell'Umiltà nella chiesa napoletana di San Domenico Maggiore. Un tema, questo, che proprio nell'area è molto diffuso a partire dalla metà del Trecento probabilmente grazie agli scambi culturali con Avignone dove il soggetto, forse di origine francese, è usato anche da Simone Martini il quale nel 1317 invia a Napoli la famosa pala con San Ludovico di Tolosa che incorona Roberto d'Angiò (Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte). Nei diversi cicli ad affresco nelle chiese napoletane di Santa Maria Incoronata, di San Pietro a Majella e di San Lorenzo Maggiore l'adesione alla lezione giottesca è manifesta nelle tipologie delle figure e nelle architetture dipinte. Roberto d'Oderisio, documentato nel 1382, firma la Crocifissione proveniente dalla chiesa di San Francesco ad Eboli, conservata al Museo Diocesano di Salerno. In essa confluiscono le componenti fondamentali della cultura figurativa trecentesca napoletana. I modi di Roberto sono stati riconosciuti anche in altri dipinti sparsi sul territorio, come nell'affollato Calvario nel Chiostro del Paradiso del Duomo di Amalfi o nell'affresco con la Morte e l'Incoronazione della Vergine nella chiesa di San Giovanni del Toro a Ravello. Il fiorentino Niccolò di Tommaso, fu invece l'esponente più tardo della lezione giottesca, gli sono assegnati gli affreschi nella chiesa di Santa Maria ad Nives a Casaluce, in gran parte staccati e conservati al Museo di Castel Nuovo, e il sontuoso trittico di Sant'Antonio Abate a Foria, ora a Capodimonte. La ricerca plastica delle forme di Giotto lasciò un'eco profonda anche in scultura e in particolare nell'opera del senese Tino di Camaino e dei fratelli Pacio e Giovanni Bertini. A Tino spettano le committenze più prestigiose come i monumenti funebri di Caterina d'Austria in San Lorenzo Maggiore e di Maria d'Ungheria in Santa Maria DonnareginaVecchia; i Bertini invece eseguono il grandioso monumento funebre di Roberto d'Angio in Santa Chiara. Il progetto "L'Italia di Giotto" è a cura di Alessandro Nicosia con la partecipazione di ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo e |
della Regione del Veneto, della
Regione Emilia Romagna, della Regione Toscana, della Regione Marche,
della Regione Umbria, della Regione Lazio e della Regione Campania e
la collaborazione dell'Istituto Luce e di Teche Rai. Laboratorio didattico
della mostra Giotto e il Trecento
L'ARTE RACCONTA L'Assessorato alle Politiche
Educative Scolastiche, della Famiglia e della Gioventù, in collaborazione
con il Complesso del Vittoriano, promuove una iniziativa didattica e
culturale che ha come obiettivo avvicinare all'arte del Trecento, e
a quella di Giotto in particolare, migliaia di studenti delle scuole
romane, da quelle d'infanzia al primo biennio delle superiori. In questa
occasione l'appuntamento con l'arte diventa anche un concorso grafico-pittorico,
che prevede come premio per gli 80 ragazzi che avranno prodotto i migliori
elaborati un viaggio a Firenze o ad Assisi, con lo scopo di approfondire
l'esperienza della mostra attraverso la conoscenza delle opere che hanno
reso Giotto famoso nel mondo. Nel Medioevo l'arte ha una funzione didattica.
Affreschi, dipinti e sculture rappresentano la vita di Gesù, dei santi,
della Madonna. Tutto viene illustrato in modo efficace e sintetico,
spesso attraverso episodi, quasi si trattasse di una storia a fumetti
che ha come soggetto la Bibbia o il Vangelo: questo è l'unico modo per
far conoscere gli aspetti e gli eventi più importanti della religione
a persone che non sanno ne' leggere ne' scrivere. Le immagini si imprimono
nella mente e il popolo, senza fatica, impara le storie sacre. Il percorso
didattico della mostra si basa proprio sulla scoperta che le immagini
possono costituire una narrazione che non ha bisogno di parole per comunicare:
gli affreschi di Giotto, i polittici dorati, le tavole dipinte con gli
episodi della vita dei santi, diventano altrettanti racconti per immagini.
Anche i testi manoscritti sono impreziositi da disegni, quale valore
aggiunto alla sacralità dei contenuti. I temi del percorso didattico
diventano così anche i temi del concorso a premi: 1 Disegna una storia
ad episodi 2 Disegna una lettera dell'alfabeto o una cornice decorativa
in cui si richiede di interpretare in chiave creativa, personale ed
attuale alcune modalità espressive tipiche dell'arte del Trecento. Allestimento
del laboratorio Il laboratorio viene allestito con pannelli colorati
che affrontano le tematiche relative alla mostra. L'ambiente viene reso
intimo ed accogliente con dei rivestimenti di tessuto, sul soffitto
e su una parete, che riproducono la copertura blu a stelline dorate
e alcuni episodi degli affreschi della Cappella degli Scrovegni di Padova.
Attività proposta per i più piccoli Vengono predisposte quindici carte
che riproducono altrettante opere presenti in mostra. Ogni coppia di
ragazzi riceve una carta e ha il compito di scoprire l'originale, in
modo tale da coinvolgere i bambini con un compito ben preciso e collegato
a quanto anticipato in laboratorio. Materiale didattico per studenti
ed insegnanti Vengono predisposte per gli studenti tre schede colorate
formato A3, una per ogni diverso momento dell'età evolutiva, con l'obiettivo
di ricordare Giotto e l'arte del Trecento e di continuare in classe
l'approfondimento e l'osservazione dei dipinti. Il materiale didattico
espressamente realizzato per gli insegnanti suggerisce sia spunti di
coinvolgimento sul piano teorico che metodi espressivi grafico-pittorici
finalizzati all'esecuzione dell'elaborato per il concorso. COMITATO
SCIENTIFICO Arturo Carlo Quintavalle, Ordinario di Storia dell'arte
medievale,Università di Parma (Presidente) Cristina Acidini, Soprintendente
per il Polo museale fiorentino Davide Banzato, Direttore dei Musei Civici
di Padova Giuseppe Basile, Istituto Centrale per il Restauro, Roma Caterina
Bon di Valsassina, Direttore dell'Istituto Centrale per il Restauro,
Roma Francesco Buranelli, Segretario della Pontificia Commissione per
i Beni culturali della Chiesa e ispettore della Pontificia Commissione
di Archeologia sacra Roberto Cecchi, Direttore Generale per i beni architettonici,
storico artistici ed etnoantropologici Francesco Gandolfo, Ordinario
di Storia dell'arte medievale, Università di Roma, Tor Vergata Mons.
Pasquale Iacobone, Pontificio Consiglio della Cultura e Pontificia Università
Gregoriana, Città del Vaticano Louis Godart, Consigliere culturale del
Presidente della Repubblica Italiana Herbert L. Kessler, Ordinario di
Storia dell'arte, Johns Hopkins University, Baltimora Valentino Pace,
Ordinario di Storia dell'arte medievale, Università di Udine Antonio
Paolucci, Direttore, Collezione d'Arte Religiosa Moderna, Musei Monumenti
Gallerie Pontificie Bruno Santi, Soprintendente all'Opificio delle Pietre
Dure, Firenze Michael Viktor Schwarz, Ordinario di Storia dell'arte
medievale, Universität Wien Angelo Tartuferi, Direttore del Dipartimento
dell'Arte dal Medievo al Quattrocento, Museo degli Uffizi Alessandro
Tomei, Ordinario di Storia dell'arte medievale Università G. D'Annunzio,
Chieti-Pescara Mons. Timothy Verdon, Direttore dell'Ufficio catechesi
attraverso l'arte della Curia arcivescovile di Firenze ELENCO DEI MUSEI
PRESTATORI AUSTRIA Kremsmunster, Benediktinerstift Kremsmünster CITTA'
DEL VATICANO Biblioteca Apostolica Vaticana Capitolo di San Pietro in
Vaticano Fabbrica di San Pietro in Vaticano Pinacoteca Vaticana FRANCIA
Avignone, Bibliothèque municipale Avignone, Musée du Petit Palais Boulogne-sur-Mer,
Bibliothèque municipale Nantes, Musée des Beaux-Arts Parigi, Bibliothèque
nationale de France Parigi, Bibliothèque Sainte Geneviève Parigi, Institut
de France, Musée Jacquemart-André Parigi, Musée du Louvre Rennes, Musée
des Beaux-Arts Troyes, Musée des Beaux-Arts GERMANIA Altenburg, Lindenau-Museum
ITALIA Arezzo, Museo statale d'Arte medioevale e moderna Assisi, Museo
Diocesano e Cripta di San Rufino Assisi, Sacro Convento di San Francesco
Assisi, Provincia Serafica di S. Francesco d'Assissi OFM, Convento di
San Damiano Bologna, Museo Civico Medievale Bologna, Museo Santuario
di S. Stefano Castelfiorentino, Museo di S. Verdiana Cava dei Tirreni,
Abbazia della SS. Trinità di Cava de' Tirreni Celano, Museo di Arte
Sacra della Marsica Como, Musei Civici Como Faenza, Archivio Capitolare
della Cattedrale Faenza, Pinacoteca Comunale Firenze, Biblioteca Medicea
Laurenziana Firenze, Ente Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze Firenze,
Fondazione Horne Firenze, Galleria dell'Accademia Firenze, Galleria
degli Uffizi Firenze, Istituto degli Innocenti Firenze, Museo del Bargello
Firenze, Museo dell'Opera di Santa Maria del Fiore Firenze, Museo dell'Opera
di Santa Croce Firenze, Museo Diocesano Firenze, Santa Maria a Ricorboli
Forlì, Cattedrale Genova, Museo di Sant'Agostino Gorizia, Arcidiocesi
Gubbio, Museo Diocesano della Cattedrale di Gubbio L'Aquila, Museo Nazionale
d'Abruzzo Messina, Museo Regionale Milano, Biblioteca Ambrosiana Montecassino,
Abbazia Napoli, Biblioteca Nazionale "Vittorio Emanuele III" Orvieto,
Museo dell'Opera del Duomo Padova, Biblioteca Capitolare Padova, Musei
Civici Perugia, Biblioteca Comunale Augusta Perugia, Galleria Nazionale
dell'Umbria Pesaro, Musei Civici Pisa, Museo Nazionale di San Matteo
Pistoia, Parrocchia di S. Andrea Rimini, Fondazione Cassa di Risparmio
di Rimini Roma, Fondo Edifici di Culto del Ministero dell'Interno Roma,
Galleria Colonna Roma, Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini
Roma, Museo del Palazzo di Venezia Salerno, Museo diocesano di San Matteo
Siena, Biblioteca Comunale degli Intronati Siena, Pinacoteca Nazionale
Subiaco, Monastero di San Benedetto Torino, Biblioteca Reale Tursi,
Chiesa S. Maria Maggiore "Rabatana" Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana
Venezia, Fondazione Giorgio Cini Verona, Museo di Castelvecchio Viterbo,
Cassa di Risparmio della Provincia di Viterbo SPAGNA Barcellona, Museu
Nacional d'Art de Catalunya Vic, Museu Episcopal UNGHERIA Budapest,
Szépmüvészeti Múzeum USA New York, The Metropolitan Museum of Art Raleigh,
North Carolina Museum of Art San Diego, San Diego Museum of Art Worcester,
Worcester Art Museum Sponsor: Amministrazione autonoma dei monopoli
di Stato, Gioco del Lotto, UniCredit Group, Ferrovie dello Stato, Gestore
dei Servizi Elettrici – GSE. Collaboratori ufficiali: Vodafone, Istituto
Luce, American Express Carta di Credito Ufficiale, Rai Teche, Samsung.
Collaboratori tecnici: Maggiore, Dimensione Suono2, Hotel Eden, The
Duke Hotel, Hotel Splendide Royal, INA ASSITALIA, Borghi International,
Progress Fineart. Organizzazione e produzione: Comunicare Organizzando
S.r.l. Catalogo: Skira Costo del biglietto: € 10,00 intero; € 7,50 ridotto
Orario: dal lunedì al giovedì 9.30 –19.30; venerdì e sabato 9.30 – 23.30;
domenica 9.30 – 20.30 |