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SULLE VIE DELL'UOMO
 Liriche di Antonio Corvino
 di Pietro Giovanni Lucarelli

Sulle vie dell'uomo
La copertina della seconda edizione

Mai come oggi il tempo che ci tocca è necessario viverlo sulle vie dell'uomo ed è opportuno cercare di imitare attraverso le nostre azioni l'Uomo-Dio.
Per questo ci viene in aiuto Mons. Antonio Cervino con la sua ultima pubblicazione di poesie "Sulle vie dell'uomo": lui riesce appieno in questo intento, tanto che lo possiamo definire il maestro delle rimembranze, perché ha la capacità di presentarci il mistero della creazione con la semplicità del fanciullo e attraverso le più semplici azioni quotidiane ci descrive il Creato e le sue leggi.
Noi stiamo ora leggendo la seconda edizione di "Sulle vie dell'uomo", freschissimo di stampa, Grafica Sud Edizioni, 2009 Policoro (Mt).
E come abbiamo già detto, pochi giorni fa, parlando della pubblicazione "Oltre il Tempo", stesso autore stessa casa editrice: l'uomo, il fratello l'amico, il conterraneo, il servo di Dio, si è messo a nostra disposizione per farci vincere le avversità esistenziali; a volte anche incongruenti e soprattutto errate, secondo i valori cristiani. Infatti, ai nostri giorni, lui con la sua profonda conoscenza dell'uomo ci sorprende ancora.
Mons. Antonio Cervino insegna alla "Stella Maris" di Policoro: è qui che il suo vocabolario, semplice ma profondo ed accattivante, fa proseliti ed educa i suoi allievi a divenire "la bella gioventù", a camminare sulla retta via, a guidare il fratello poco incline alla parola di Dio.
Don Antonio ha la capacità di trasformare il "duolo" in riflessione, in vita, in sapienza e in conoscenza del futuro.
Questa sua nuova pubblicazione è una perla di saggezza, di conoscenza, di rimembranze; fonte di luce per quei sentieri sconosciuti dall'uomo.

Come lui dice nella poesia a pagina 121, in Sulle vie dell'uomo, "Il sostantivo e l'aggettivo"... "La scuola e la famiglia hanno il dovere / plasmare, col consiglio e con l'agire, / chi è destinato a diventar sostanza / e ciò è lampante".
Non a caso, secondo noi, il buon Don Antonio ha fatto in modo che il testo fosse fresco di stampa proprio nei giorni della Santa Pasqua, perché tutto quello che vi è dentro è "cibo pregiato" per i cristiani di ogni età.
Possiamo dire che egli, Don Antonio, è il seminatore, colui che sparge il grano al tempo giusto per poi mieterlo quando è maturo: certamente questo è il momento di porsi in ascolto e guidare il gregge all'ovile del Signore.
Il volume è diviso in: Parte prima, "Nell'attesa di un mondo migliore"; Seconda parte, "Ricordi degli anni 30"; Parte terza, "La trave nell'occhio di chi?"; Parte quarta, "Il prete e la terza età".
Proprio in questo tempo di impoverimento culturale e spirituale la poesia di Don Antonio Cervino penetra il cuore e lo scuote dall'intorpidimento spirituale fino a rimetterlo nel solco del desiderato e ritrovato amore del Padre.
Proprio come lui che è innamorato di Gesù...
In questa quarta parte, invece, è fortemente presente il testamento spirituale di Mons. Cervino che è d'amore, che il poeta,  il fratello, l'amico, il conterraneo, il servo di Dio lasciano come eredità più grande e che ci invitano a conservare l'identità di fanciullo come nella suo poesie qui di seguito riportata.

PREGHIERA DEL FANCIULLO

O Signor ti ringrazio del bene
che hai Tu dato quest'oggi a me.
Tu sei grande per tutto il creato
e ti sento al di dentro di me.
Ti rivedo in chi bussa alla porta
ed è in cerca di pane e di lavor,
in chi giace nel letto del duolo,
in chi spera in un mondo miglior.
Fa' Signor che io sia da grande
portatore di gioia e di amor,
non più guerre, miserie ed affanni,
ma fratelli tra noi ed in Te.
O Signor la mia mamma proteggi,
guida sempre il mio caro papà,
i parenti, gli amici e i lontani,
pace eterna a chi fu come me.

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