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QUANDO DISCENDE IL SOLE ALL'ORIZZONTE
Liriche di Pietro Giovanni Lucarelli

QUANDO DISCENDE IL SOLE ALL'ORIZZONTE
Liriche di Pietro Giovanni Lucarelli

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Tramonto sul mare

Edizione La fenice 2009

A mio padre

Presentazione dell'autore

Pubblichiamo, ora, per i nostri lettori la terza raccolta di liriche tenute fino ad oggi in una cartella in attesa di tempi migliori per darla alla stampa. Intanto la pubblichiamo via on line sulla nostra rivista "La fenice", che ci risolve in parte le spese economiche. Questa condizione, seppure da un lato ci toglie il piacere di tenere tra le mani un testo cartaceo e odorare il profumo dell'inchiostro fresco di stampa, dall'altro ci dà il piacere di avere una platea globale. Infatti, abbiamo il riscontro immediato della nuova tecnologia, circa il numero dei contatti, in tempo reale.
Così sappiamo quanti visitatori vi accedono e che viene consultata dalle scuole per ricerche storiche e culturali grazie alla mole di materiale storico pubblicato.
Per dare, dunque, ai nostri lettori l'esatta conoscenza della personalità e l'indole di ogni nostro scrittore abbiamo creato "L'angolo della poesia": questo è, di fatto, una pagina che ospita grandi poeti; e al contrario di quello che abitualmente si pensa della maggior parte di loro, questi invece sono particolarmente elevati, dato che ci arrivano testimonianze di lettori che apprezzano moltissimo la loro poesia.
Allora, abbiamo deciso di inserire questa nostra raccolta di liriche, sopra accennata, e speriamo che incontri il favore del lettore. Non stiamo qui a spiegare i contenuti, ammesso che i nostri stati d'animo siano condivisi e il continuo richiamo ai valori più alti  faccia breccia nel loro stato d'animo dei lettori, giacché in questo tempo che ci tocca ci accorgiamo che questi ultimi sono in caduta libera e l'azione che ne deriva è orripilante.
Affidiamo umilmente al lettore l'alto giudizio.
Buona lettura.

PRIMO IO MUOIO
1

"Primo, io muoio".
Impotente restavo ad ascoltare
mentre la mente vagava
nei silenzi arcani.
Risuonano
In me ancora le sue parole
e il mio duolo nell'infinito vaga,
mentre l'io non più
si appaga di te.

Colobraro, 11 gennaio 1988

MIO PADRE
2

Aspro e villoso sentiero
quotidianamente percorso
dall'uomo mite,
qual era mio padre.
Sentiero oggi non più me lo riporti,
più non vedo il genitore
stanco di lavoro,
 ma assai caro a tutta la famiglia.
Il sole muore e rinasce
i cespugli crescono
e s'infittiscono sempre più,
sì, quelli che Lui amorosamente
spostava nel passare.
Mentalmente ti ripercorro,
lo rivedo, col suo bastone
e lo zaino in spalla,
lento camminare,
non più posso prenderlo in macchina
al mio passare sulla rotabile,
per condurlo a casa
ove lo aspettiamo invano.

LA SECESSIONE
3

… una nube si addensa sempre più
nel cielo della ricca e bella Padania,
si carica di acqua non benedetta.
e se in fin il crash avverrà
quella brava gente soffrirà,
come pure il resto dell'italica comunità.
Or dunque destatevi genti della Padania,
fate in modo di far dissolvere
l'insano vapore che condensar si vuole,
per oscurar l'innata luce della libertà
di' si splendida gente,
che in Padania vive da sempre
sorridente.

MONUMENTO
4

Tanti anni son passati
il Cocuruzzo non ho dimenticato.
In Colobraro era
l'unico monumento.
Lì si davano convegno
i bimbi più piccini.
In piazza Elena era dalla natura edificato
con solo pietre accostate.
La forma di cono a lui dato
da un architetto assai amato
la Natura in Colobraro
albergava
il casato si sconosce,
la madre è tanto cara
alla bella Colobraro.

COLOBRARO DI NOTTE
5

O tu che troneggi
a forma di grand'aereo
nell'immenso ciel.
A me i ricordi d'infanzia.
Che con la cartella in spalla,
ogni dì dalla mia compagna venivo in te,
o mia bella città.
Per portarmi
a scuola ad apprendere
le prime lezioni.
Or d'anni son lontano
il mio cuor a te è vicino
o divina Colobraro.
Come e quando da bambino
ti ammiravo
dalla mia fattoria.

continua a pag. 25

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