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EDITORIALE
IL CIARPAME DELLA POLITICA ITALIANA
di Pietro Giovanni Lucarelli

Il caso di Eluana Englaro ha suscitato clamori a tutti i livelli, tanto da far emergere una vera spaccatura nella politica italiana.
La destra governativa si è schierata con i tanti assertori dei valori della vita ed ha varato un decreto pro vita, mentre la sinistra, o meglio parte della sinistra oppositrice al governo si è schierata per la filosofia del non accanimento terapeutico, ma per la morte assistita.
Queste due correnti di pensiero si sono confrontati per molto tempo e solo nella extrema ratio si sono decisi di approvare una legge che non faccia mancare il vivere ad un essere non in grado di alimentarsi da solo e che presenta comunque segni vitali, approvata al Senato con 164 voti.
È questo, dunque, il caso di Eluana Englaro che per 17 anni è stata alimentata da un sondino ed assistita dalle suore Misericordine, per tutto questo tempo.
Ma vediamo ora a grande linee gli ultimi sette giorni della sua triste vita: siamo nella notte del 2 di febbraio 2009, Eluana viene trasferita nella clinica "La Quiete" di Udine ove arriva alle ore 5,30.
Seguono quattro giorni di preparazione alla sospensione degli alimenti voluti principalmente dal padre Beppino. Si arriva così al giorno 6 febbraio 2009 quando ad Eluana viene tolto il sondino di alimentazione e il Premier Silvio Berlusconi fa approvare dal suo governo il decreto salva-vita; decreto che non viene però firmato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano.
Il turbamento generale della coscienza del popolo italiano lo si vuole incanalare nel sentimento di una comune riflessione che non è quello sentito dalla stessa.
Dopo questa notizia si passa alla convocazione del parlamento "ad oras", ma i parlamentari delle due camere "santificano la domenica e il riposo notturno", quando avrebbero potuto lavorare congiuntamente ed elaborare una legge in poche ore per aggiornare l'articolo 32 della Costituzione Italiana e salvare la vita di Eluana e delle 2500 che si trovano nella stessa situazione, nonché quelli che lo saranno nel futuro.
Evidentemente, però, non era questo quello che desideravano; accade che alle ore 19,35 del 9 febbraio 2009 Eluana "toglie il disturbo" e vola tra le braccia del Padre, e accontenta padre Beppino, ateo illuminista che pur raccoglie i sentimenti d'affetto, per la sofferenza, di tutto il popolo italiano.
Dopodiché lunedì 9 comincia la discussione in Senato e nel mentre si blaterava su questa o quella filosofia di vita, Eluana moriva.
Sempre lo stesso giorno, a morte avvenuta tutti i programmi televisivi sciorinano la vita di questa sventurata e alla trasmissione "Porta a Porta" intervengono in molti a dire la loro.
Colpisce, però, quello che la suora Annalisa Nava, madre generale delle suore

Misericordine di Monza, dice: Eluana era viva; il suo viso appagava ogni nostro sforzo che facevamo per assisterla con amore, il suo orologio biologico funzionava perfettamente: chiudeva gli occhi alla sera, le apriva al mattino e il suo viso era sereno.
Nella lettera ricevuta da suor Rina, amica di Eluana, non c'è traccia che indichi la volontà di Eluana verso la morte: secondo la suora Eluana amava vivere. Per alcuni lo stato vegetativo è uno stato ibrido, cioè né vita né morte questo, però, nessuno può assicurarcelo.
Dunque, abbiamo assistito per una settimana al gioco "vita sì, vita no" che i mestieranti della politica ci hanno propinato. Restiamo del parere che queste cose a livello così alto restino arbitrio dei congiunti e dei loro medici più capaci e fidati e non degli speculatori delle sventure altrui.
È ora che gli elettori si riapproprino della loro delega e la consegnino a persone fresche di vita che non si perdano nel trastullarsi su argomenti filosofici che poco o niente significano per la gente semplice. Oggi è il momento del "tutto e subito": a qualunque livello sorgano dei problemi il popolo chiede di vederli risolti senza tanta attesa.
Alle ore 23,30 dal Senato della Repubblica giunge la notizia di voler esaminare la legge proposta dalla sinistra nell'arco di tempo di due settimane.
Staremo a vedere … Martedì 10 al Senato è stato ritirato il Decreto salva Eluana, così pure alla Camera dei Deputati viene tolto dal programma dei lavori detto Decreto e resta in attesa della decisione del Senato della Repubblica.
Alle ore 17,00 avrà inizio l'autopsia presso l'Ospedale Civile di Udine, Istituto di Medicina Legale, per fugare ogni dubbio sulla morte di questa sfortunata 39enne a segue la vicenda il Procuratore della Procura della Repubblica di Udine, Dott. Biancardi.
Nelle ore successive si comunica all'opinione pubblica che la morte è avvenuta per arresto cardiocircolatorio; mentre per tutti gli altri esami si deve ancora attendere.
Il 25 febbraio, ultimo scorso, si fa strada la notizia che il padre Beppe Englaro ha autorizzato un medico, un fotografo e una giornalista a fotografare Eluana. I tre finisco indagati per aver violato il dispositivo della magistratura a non fotografare Eluana durante il tempo necessario per arrivare alla alla morte assistita. In data 27 febbraio 2009 la Procura della Repubblica di Udine dà notizia di aver iscritto nel registro degli indagati il padre di Eluana, il primario anestesista e 12 altre persone, tra medici ed assistenti, (lo staff medico al completo) dietro denuncia da parte di alcune associazioni, (comitati per la vita) per omicidio volontario.
Mentre il giorno 9 marzo u.s. il Consiglio Comunale della Città di Firenze discute se conferire o oppure no la cittadinanza onoraria per i suoi meriti culturali a Peppino Englaro padre ella sventurata ragazza. Così vanno le cose nel bel paese ….

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