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UN
SERVIZIO NOTTURNO
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All'inseguimento sono andato
e una caduta mi è costata,
grazie al dovere che mi ha chiamato.
Son tre giorni che soffro,
per questo galeotto
che per la boscaglia di notte
a gamba levata si è buttato,
io che lo inseguito, una gamba infortunata
mi è restata, con al femore un ematoma
che a volte il dolore mi rinnova.
Bene è andata all'Arma che lo ha arrestato e in carcere lo ha riportato
quel vecchio pregiudicato.
Un giudice solerte ha trovato
e la prigione gli ha ridato
per una bicicletta rubata.
Il tutto si è consumato
quel giorno … alle ore 22 e 35
quando alla fuga si è dato.
Sapri 1969
OPERA
MASSARUTI
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Opera pia, Opera Santa,
che tutti porti avanti;
con lo studio e con il cuore
lode fatta al Direttore.
Michele, un nome, un Santo,
di bontà ne ha tanta;
per questa eccelsa scuola
ne è il Direttore e padre spirituale.
Gli alunni un po' testoni
fanno pena ai professori
che la propria scienza
a tutti vogliono dare.
Di fatto è il tempo
che non basta agli studenti
per studiare le loro lezioni,
ma lo spirito giovanile fa ricuperare.
E così quest'Opera tanto cara
riabitua noi militari
a pensare e studiare.
Roma 1972 -1974
UN
ANNO DOPO
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Ė un anno che sei lì, mia cara nonnina,
il cuor mi duole,
perché riposar devi in terra forestiera.
Grande per te fu il dolore,
che di cuore amavi la tua terra.
Invoco Iddio
che le tue ossa un giorno facciano
ritorno nella cara Colobraro.
Tu che tanto hai lavorato,
tu che tanto hai pregato,
pur sei stata abbandonata.
E, il fato di questo mondo
ti rese impossibile il ritorno.
Ma io prego Iddio
che ti renda gaudio
nel suo Celeste Impero.
Roma 1972.
LA GRANATA DEI CC
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O fiamma d'una granata
che prima portavi da doppia "R"
per cui tanti animi s'immolarono.
Poi le "R" son sparite
ma sempre più ardente
era la fiamma.
Oggi le lettere son "RI" che ti hanno dato,
non importa se son belle o meno belle
tu, pur sempre, dell'Arma sei la stella.
Ed ognuno desidera te portare,
per il suono di gloria che inondi,
nell'aria, della Patria nostra.
Hai fatto epoca, in Patria e nelle colonie,
in guerra e in pace, sulla terra e sull'acqua,
non di meno nelle calamità, guadagnandoti
così l'appellativo di Benemerita.
Roma febbraio 1974
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UN MANTELLO BIANCO PER TE
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O mia bella città,
i candide nevi ti sei coperta
e la gente il freddo ha sofferto.
Con la crisi energetica in atto
e col gelo che ti attanaglia
fai forte tutti quanti.
I tuoi figli sono forti
e questa prova superar potranno,
con vecchi sistemi che ancora
oggi sono ben presenti.
Sono quelli di un tempo,
con l'ardente foco nel caminetto
di ogni casetta, o topaia,
che gli occhi piangere fanno.
I ragazzi raccolgono steli di ghiaccio
e corrono gioiosi per le vie,
con le mani quasi gelide si contendono
i ghiaccioli fatti da madre natura.
Divina, sovrana tu sei
e la sera ti sospendi nei cieli,
come un potente aereo in volo.
E sul candore delle nevi
anche di notte ti fai ammirare
dai tuoi pastori che in segreto
curano le pecorelle sotto
Il candido mantello.
Roma dicembre 1973
CULUVRERE
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Cu castell' e a caprere
pigli u nome di Culuvrere.
A vignicell' e a paranz'
a tutt' dicin' avanz' avanz'.
A chiazz' T'innanzit' t'innanzit'
e t' portit' a lu jarazz'.
Po' trov's' a palestr' add' si jochit'
ca pall' d'pezz' pi rupp' Grast' Vitr' E finestr'.
U fann' i uagnun' d'liminter'
ca nun canoscin' u were mele.
Roma 1975
LE ACQUE DEL SINNI
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O leggiadre acque, che da sempre
per questo millenario letto,
voi avete certamente notato la gente
che va e che viene.
Voi acque che irrorate l'intero creato
potete dirmi di che viveva la gente
che vagava e vaga da valle a monte?
A questo interrogativo,
il vecchio porto guardiano del Sinni,
così risponde "vive di tutte le cose
che madre natura le dà".
Ma le acque gorgogliando contraddicono
il vecchio porto, che a loro pone
buona guardia
"ti sbagli",
non si accontentano di così poco!
Gli uomini che su di noi hanno navigato,
spesso uccidevano
per avere di più
e star bene sulla terra;
finite le scorte tornavano
a navigare
e a lottare con la natura.
Perciò
oggi come allora li vedi
partire con entusiasmo
per andare alla ricerca
di nuove cose,
poi li vedi tornare, talvolta felici
ma segnati da tanta fatica.
Questa è la gente
che va sulle acque,
poi c'è quella di stanza
sulla terra
alla quale poca importa
delle nostre ricchezze,
ma si sente
accumunata
nella stessa sorte
che affratella l'umanità".
Roma 1975.
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