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IL CAMMINO DELLA COPPIA
61
Il lunedì è di scena l'amore,
il martedì è la fusione dei cuori,
il mercoledì è tutta una tenerezza,
il giovedì è di scena la bellezza,
il venerdì è di scena la tristezza,
il sabato si tramano i tradimenti,
la domenica è la somma
dell'intera settimana.
Colobraro 7 marzo 1988
UNA "NUOVA" NEL CIELO
DI COLOBRARO
62
Ė nata una "nuova"
per illuminare
questa splendida valle,
qui vi soggiornò
la dea Leda,
Giove si compiaceva
di visitarla,
in forma di cigno.
Qui si rifugiò Laeena,
osteggiata da Aspasia,
qui vi abitò Maja
la dea agreste
qui gli dei mandarono
Eter (*)
per condannare
le cortigiane
a rimanere
nella nuova Ellade.
Ma la bellezza
del luogo
e la sua ricchezza
furono invidiate dagli dei,
e quindi Eter lavorò
ed ahimè
lavora ancora,
giacché tra la nostra gente
non si vede una progressione
nel migliorare le idee.
A niente vale
l'opera del padre degli dei
nel proteggere
le sue cortigiane,
confinati in questo paradiso,
anche perché lui stesso
si trasforma in molteplici
sembianze per visitarle.
Ora una "nuova" è nata
per illuminarla,
la poesia.
(*) Eter, mostro senza testa seminatore della discordia, posto a guardia
delle cortigiane affinché queste non uscissero dalla nuova Ellade.
Colobraro 9 Agosto
1988
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LA FESTA DEL CROCIFISSO
63
La croce oggi si festeggia,
in questo piccolo paese,
la gente con fede e carità
in processione va,
inneggiando al crocifisso
che qui, tanti anni fa,
un miracolo operò.
Le cavallette dal Monte Calvario
in una nuvola levò
e nel fiume li annegò.
Ora più di allora
la croce si festeggia
attirando a sé tanta gente.
Colobraro maggio 1996
ALLA LUNA
64
Tu che illumini il solco tracciato
dagli zoccoli dei cammelli nel deserto,
con la tua cerulea luce,
illumini pure me che son nel deserto
della folla di uomini senza nomi (*).
Tu, infuocata luna
invia ugualmente un po'
di frescura
tra i beduini più puri
che a te gridano
con flebile ululo.
(*) senza nomi, sono gli uomini trattenuti dai servizi segreti libici per
indurli a confessare …
Tripoli settembre 1980
LE NINFEE
65
Tutti ricchi dentro,
giulivi e candidi fuori
sono gli eredi di cantori
di Piccolomini Papa.
Abitatrice di quelle calde e candide acque,
che brulicano di gente sofferente.
Ma le ninfe e le acque
ridanno gioia e vigore a tutti.
Or su, cantate ancor, loro
inni e lode al creatore che solo
in lui troveranno l'amore.
Giunsi poi in un agresto loco,
ove un non sò ché m'invade,
cerco di assorbire il tutto e di capire.
Ahimè non ho le risposte.
Vado con la mente dal maestro,
ma è lontano e non può aiutarmi.
Ecco una scritta, scolpita sulla pietra
che raffigura una particolare croce,
forse quella della vita.
C
(CCC)
C
Vedo un nome, "Pio II Piccolomini", il quale fece costruire lo stabile
su cui la croce è infissa, ad opera dell'Architetto Rossellini, dando
all'edificio il nome di "Albergo della Corona", oggi diremo del Dio
amore.
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