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PUBBLICHIAMO QUANTO RICHIESTO
da Marialuisa Sabato
Immagini disponibili sul seguente link:
Flickr

Dal 23 maggio la Galleria Il
Borgo di Milano presenta "Armonici contrasti" mostra personale di pittura
di Marialuisa Sabato, quotata artista contemporanea che, sin dagli esordi,
ha ottenuto prestigiosi e cospicui riconoscimenti internazionali. L'esposizione,
curata dal critico e storico dell'arte Sabrina Falzone, propone un inedito
nucleo di opere della pittrice che si contraddistingue per una "tangibile
poetica del contrasto. Tale orientamento pittorico non s'impernia esclusivamente
su una pluridirezionalità della pennellata, scaltra e sicura, ma si
fonda piuttosto su piacevoli contrasti cromatici nonché su opposte pulsioni
interiori. Se da un lato l'autrice si diletta ad accostare inconsuete
tonalità fredde ad ampie stesure purpuree, dall'altro si percepisce
l'inquietudine di uno stato d'animo travagliato: un velo di malinconia,
infatti, affiora dalla joie de vivre di Marialuisa Sabato, un moto di
dissenso si eleva con voce altisonante, come un grido soffocato, dinanzi
alle atrocità della nostra epoca decadente. Da questo raccapricciante
scenario sociale, l'artista riesce a trovare la forza interiore per
esprimere il suo intramontabile ottimismo verso il genere umano. Nella
nuova produzione artistica nasce dentro di lei una forte esigenza di
equilibrio tra se stessa e il mondo esterno, tra l'impulso creativo
e la ratio, tra lotta e rassegnazione, che si esprime in armonici contrasti.
In questo senso il letto di sangue da cui svettano eleganti steli diviene
calamitante tappeto d'amore, energia primordiale e messaggio di fiducia.
Marialuisa Sabato ha frequentato l'Accademia di Belle Arti di Bari,
diplomandosi nel 1994. Nell'ottobre 2005 è stata finalista del IV Concorso
Nazionale di Pittura "Città di Fondi", promosso dalla Presidenza del
Consiglio della Regione Lazio, con il famoso Maurizio Calvesi presidente
di Giuria. Nel 2008 ha vinto il 1° Premio Internazionale Barberart presso
il Foro Boario di Nizza Monferrato (AT) con la seguente motivazione
della Giuria: "riflessi e rifrangenze d'anima, filtri sospesi con la
dolce persuasione del colore ..."
Con preghiera di pubblicazione e diffusione. Presso:
Galleria Il Borgo
C.so San Gottardo 14, Milano (MI)
Info: (+39) 340.6446804
f.sbrandolino@alice.it
Direzione Artistica:
Dr. Sabrina Falzone
info@sabrinafalzone.info
www.sabrinafalzone.info
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Alba di risurrezione.
Dopo la supplice sosta dinanzi alla salme e rovine aquilane, senza tuttavia
rimuovere lo sguardo dalle immagini plastiche di quell'apocalisse di
via e di natura, si è in cammino come le Marie in ansia verso il sepolcro
dei vangeli, non per imbalsamare un morto, ma per attendere con queste
il nuovo giorno. Si è più volte centuplicato il testo matteano: "il
velo del tempio si squarciò in due parti, da capo a fondo; la terra
tremò, le pietre si spezzarono, le tombe si aprirono e molti corpi di
santi che vi riposavano risuscitarono" (cap. 27,51 – 52). Per loro,
di risurrezione del Signore; per noi, di rinascita insieme a tutti i
superstiti delle nobilissime popolazioni abruzzesi colpite duramente.
Le loro lacrime non sono scese invano ad irrigare quella terra rivoltata,
scarnita, strattonata da impietose scosse ricorrenti. I micidiali rivolgimenti
tellurici hanno causato distruzioni e morti. Mutuando in traslato il
collaudato adagio tertullianeo che testimonia sulle vittime delle feroci
persecuzioni imperiali, è il caso di ripetere in auspicio di sollecito
del pianto dei forti cittadini della Marsica e del Paese solidale: gli
sfoghi di dolore dei fratelli in profonda sofferenza sono seme di nuove
generazioni che sull'esempio dei padri riscatteranno l'onta di natura
tanto "matrigna" nei loro confronti. L'attributo non sia inteso quale
"maledizione" di un evento possibile e purtroppo frequente, bensì spontanea
innocente "rivalsa" di un'umanità in cordoglio e pena, relegata quando
è visitata dalla prova, ricacciata dal paradiso terrestre, senza colpa,
senza trasgressione alcuna che possa cagionare l'immediato o spiegarne
il perché. Umanità denudata, spogliata quasi delle sue vesti, della
dignità faticosamente raggiunta, con l'impeto crudele di una causa che
infierisce sul corpo e sullo spirito. L'alba è la prima luce del giorno,
segna la fine della notte, è indizio di ore nuove sul quadrante della
vita segnato dalla luce della speranza. Risurrezione è ritorno alla
vita, ricostruzione non solo di pietre, quanto altresì di corpi, di
spiriti, di nuovo cielo, di nuova terra, dopo la "sentenza" pronunziata
di giudizio allarmante del pianeta in movimento, consegnato periodicamente
a sussulti rapidi ed improvvisi. Non è questo il momento di auguri:
suonerebbero ipocriti o addirittura provocazione. È viceversa il giorno
della riflessione individuale e sociale, collettiva, comunitaria, di
stringersi cioè intorno alle famiglie turbate dalla sventura e ripetere
loro che non sono sole. Istituzioni e cittadini sono in gara di continua
dedizione per condividere la sorte toccata agli abitanti di una terra
ospitale, caratterizzata dal lavoro costante di gente impegnata a tutti
i livelli ed in ogni categoria. Non a parole, bensì nella piena condivisione
dei problemi incessanti ed ora incombenti di vita, aggravati dalle presenti
contingenze dei ritmi straordinari della primavera appena rientrata
dopo un lungo inverno. Che non sia la "maledetta primavera" della nota
voce, ma il giorno che avanza per fermare il sole e sottrarlo alla maniera
desiderata da Giosuè (cap. 10, 12 – 14), alle notte, a quella "maledetta"
notte delle ore 3,32' del 6 aprile. Che non ritorni più quella notte,
ed il sole vegli sempre sulle popolazioni terrestri.
(*)
Aldo Viviano Parroco della Parrocchia di San Luca Abate Carbone
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