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"IL PICCOLO CARRO"
di Antonella Pagano

Aprile a Matera : "IL PICCOLO CARRO" Nella Casa del Pellegrino, Le Tonacelle, in quella storica via Riscatto, 10 alle ore 17,00 del 4 aprile è stato presentato un libro davvero speciale: "Il piccolo carro" a cura di Teresa Di Matteo, insegnante della Scuola dell'infanzia "Padre Giovanni Minozzi" – I° Circolo Didattico. Sono intervenuti: i Dirigenti scolastici Patrizia Di franco e Anna Maria Vitelli, il Regista Antonio Andrisani, il Giornalista Damiano Laterza, il Presidente della Fondazione Carical Mario Bozzo, il Pedagogista Pasquale Critone, Franco Palombo Presidente del Comitato Festa della Bruna ed il Sociologo-poetessa Antonella Pagano. Non v'è confine alla Bella Parola, non v'è confine alla bella azione. Dunque, ancora una volta la mia equazione:"che la bella parola sappia farsi bell'azione" trova l'ennesima conferma. E' così che vorrei fare un po' la guerra a quel principio che vuole che: la bella notizia non fa notizia. Vorrei essere condannata a scrivere da mane a sera per tutta la vita di belle notizie che facciano bellissimi giornali e soprattutto bellissime giornate per ciascuno di noi, e per ciascuno dei nostri figli e nipoti. Ecco, allora: Succede, succede tanto di Bello su questo pianeta che piange in più territori lacrime amare e a volte spinose. Succede a ben guardare, a porsi in ascolto, a praticare il Silenzio. E' in tal modo che riesco a cogliere il Bello che attorno a me accade. A quanti debbo essere grata di avermi insegnato l'ascolto e il silenzio! Ad alcuni in misura particolare e a tutti quelli che ho incontrato sicuramente debbo qualcosa. Ognuno mi ha lasciato una parola, un colore, un sapore, un suono, un disegno, un tratto, uno sguardo … ecco, l'altro elemento potentissimo è lo Sguardo. Poter cogliere l'eloquente messaggio di uno Sguardo è magia. E il volto, accorgersi del Volto Altro è magia. L'Altro è magia. Due luglio da tanto tempo fa e per tanto tempo a venire. E'come svegliarsi dentro ad una fiaba; le campane parlano la festa e lo scoppiettio dei fuochi d'artificio accompagna la Processione dei Pastori, alle cinque del mattino. Poi, il giorno matura al rintocco degli zoccoli; cavalli bardati a festa e cavalieri che fan bella mostra d'armature e piumati cimieri. La "tromba patronale" fa eco alla preghiera e a quell'insonoro concerto di petali volteggianti che piovono sulla folla a rendere manifesto l'amore per la Vergine Bruna di perla vestita. Matera onora la sua Patrona che giunge ai bambini con l'onde dei Suoi capelli a segnare la Storia d'un anno che principia e d'uno che finisce nel festoso rincorrersi di sentimenti e devozione alla tradizione. E' quella favolosa devozione che perpetua l'incantesimo che sa compiersi solo attraverso la fede! Ecco i bambini odorare la colla, far poltiglia di quotidiani e notizie che passano attraverso la Storia e si fanno altra Storia quando: Arte, Amore e Vita passano per mani operose e devote. Nonni, mamme, maestre e bambini, tutti con le notizie nelle mani, demiurghi insieme a far poltiglia d'arte per la nuova Notizia da creare. Mi sveglio nella Fiaba nuova e colgo la gioia d'una Realtà di letizia: piccole mani, operosamente devote han fatto il Carro alla Madonna, il piccolo Carro dei bambini. Ed ora ? Or percorre le vie e percorre le strade, la Notizia va su' per le contrade; la storia novella v'assicuro è tanto più che bella. Hanno imparato! La Tradizione è assicurata. Matera ha posto nelle mani e nei cuori fanciulli il segreto importante, la formula sapiente del Carro; quella che ci transiterà nella grande Fiaba-Realtà che da tanto si rinnova e che ancora si rinnoverà. Nonni, mamme, maestre, bambini e voi tutti che avete operato Vi dico: ebbene, sappiate che la vita avete onorato, viepiù, di sapienza le strade avete colmato. Sopra il Carro è scesa la bella Madonnina; la Sua aura è risplendente, composta di preghiere bambine; la più bella Volete sapere qual è: "la preghiera del giorno che invano non passa", la preghiera "del cuore che incontra la mente, che insieme incontrano le mani per il nobile gesto del fare". E allora ? Suvvia trombettieri suonate la sveglia, la Festa sia fatta, via con luminarie, palloncini e grancasse pace sia e scampanii. Se il Carro di Mastro Pentasuglia sapeva già cantare meraviglia, viepiù dobbiamo festeggiare il Carro che il mondo ammira viaggiare. Siano petali, onori e fanfare al Carro di mani bambine, siano canti ed incensi all'Altare, alla gioia ogni anima inneggi, qui dappresso non ne manca nessuna, sono tutte presenti alla "Bruna" Madonna di perla vestita - che doni letizia alla vita. * Perché Matera avesse il suo Tempio Cattedrale occorsero: "mille ducentenus erat annus septuagenus dum fuit completa domus spectamine leta", così dice il distico Leonino riportato dal Giuseppe Gattini in "Note storiche sulla città di Matera"; mille e mille anni, dunque, auguro alla Civitas Mariae, ai Suoi bambini, ai Suoi cittadini, alla Festa e alla mia Mamma ottantatreenne che seminò nel mio cuore fede e poesia; a queste pagine, inoltre, affido l'inno di autore ignoto che è giunto a me dalla Storia. Forse ha cent'anni, forse cento di più. Una domenica di maggio d'alcuni anni or sono, ospite del mio amico poeta Franco Tilena in quel di Ferrandina, dopo una lunga passeggiata su' e giù per odorose contrade ad annusar madreselva, l'aristocratico Caprifoglio, mi venne offerta un'altra straordinaria opportunità: ammirare il fantastico archivio di famiglia; ebbi così la bella ventura di trovare l'Inno che trascrivo così com' è nell'originale che posseggo. Egli me ne fece dono generoso, gliene sono grata anche per poterlo dedicare a tutti i cittadini di Matera, ai bambini che hanno lavorato al Carro e al libro che impreziosiscono ulteriormente la Storia della Città deliziosamente devota alla Vergine e donarlo a Teresa Di Matteo, "maestra" di vita. Da piccola mi hanno insegnato che cantare è pregare due volte, ebbene le parole e i disegni dei bambini sono preghiere con esponente assai elevato, giungono diretti all'orecchio e al cuore di Dio che sorride dinanzi alle creazioni delle loro manine, ancora pregne del Suo Principio Creatore. * PEL GIORNO DELLA FESTA della SS.a VERGINE DELLA BRUNA PROTETTRICE DI MATERA INNO Coro Ricinta di Stelle - del Ciel la Regina, coverta d'un bruno - l'Immagin Divina fra raggi addoppiati - di vivida luce, le sorti conduce - di nostra città. Solo Leviamo all'Eterno - per tanto favore un cantico nuovo - di gioja e d'Amore, la Vergin Sua Figlia - di lui Genitrice ne diè Protettrice - Patrona ci diè Sulle genti della Terra il Signor lo sguardo tiene, qual vapor che ingombra e serra di Sion le piagge amene, tutto quel che il dono rende, dell'immagine di Lui di Sua grazia egli comprende Ei circonda di pietà. Tutti Del Sommo Fattore - lodiam la potenza, l'Amore primiero, - la somma Sapienza, e Lei che di pace - fu a noi messaggiera di cui la preghiera - ci guida nel Ciel Antonella Pagano

"Principia ROSCO una lucana a Milano" Principia Rosco nasce a Lavello e vive tra Milano e il Parco Nazionale d'Abruzzo. E' una Persona tonda, nel senso della magniloquente sfericità, le mille possibilità di parola e pensiero che offrono le figure sferiche, la terra, la pancia di una madre, la sfera celeste. Artista multiforme, possiede parole, tratti e colori che sanno raccontare. Con la pittura la troviamo in mille personali sia in Italia che all'estero, con la scrittura esce il 9 maggio 2009 con un altro dei suoi affascinanti romanzi. "Vorrei" e "Petra" precedono "La ragione del destino". Presentato al pubblico presso il Circolo della Stampa di Milano con il Patrocinio dell'Assessorato Moda e Turismo della Provincia di Milano. Interverranno per Lei: l'Assessore Antonio Oliverio della Provincia di Milano, Lilia di Giuseppe Assessore del Comune di Cesano B., Roberto Alievi e Mauro Brogli delle Edizioni San Paolo, Franco Manzoni, Critico letterario, Antonella Pagano Sociologo, poetessa e scrittrice, Roberto Bonis, Presidente G.S.A., Fabio Bovini Attore e Scrittore, Tiziana Cera Rosco Poetessa e Scrittrice mentre modererà Silvia Muciaccia Operatrice Culturale. (*) L'ho vista la prima volta a Barrea, intenta a dipingere nella galleria dove ha trascorso parte dell'estate, le pareti grondavano di campi sterminati di fiori e volti femminili che sanno raccontare le storie che a parole sa tracciare nei romanzi. Con Lei, l'incontro è stato magico. E' sferica Principia, ecco perché di Lei scrivo: La gioia che provo ogni qualvolta posso confermarmi nel convincimento che una tra le parole più magiche sia incontro; in, con e tra la gente, è davvero incommensurabile. Io amo incontrarmi, incontrare me e incontrare l'altro volto, l'altra sensibilità, l'altro colore di veduta, l'altra prospettiva d'osservazione, l'altra voce, gli altri occhi, l'altra stretta di mano. Stavo trascorrendo qualche giorno di vacanza in quel luogo straordinario che è Barrea quando ho incontrato Principia Rosco. L'ho sentita sin dal primo sguardo situata nella parte dell'aura del mondo nella quale fanno il nido gli artisti; l'ho "sentita" dal primo incontrarsi degli sguardi, dacché i suoi occhi hanno principiato a raccontarmi una miriade di storie, dunque prima che mi parlasse, prima che sapessi delle sue origini lucane, prima di ogni altra cosa, persino prima d'immergermi nei colori e nella materia di quelle tele così ben dipinte; ero entrata infatti nella galleria dove teneva la sua personale, nell'estate del 2008, appena lo scorso anno. Donna estate con le quattro stagioni nel cuore, direi immediatamente se qualcuno mi chiedesse di definire Principia Rosco. Donna con l'anima colma di germogli, prorompente primavera, tale quale ogni donna dovrebbe sapersi ripescare nell'oggi surreale, nell'oggi sempre più spesso gratuitamente violento, di violenza alla femminilità ma anche di rinuncia alla femminilità. Donna col cuore gonfio, altro che cuori di celluloide, veline di donne spiaccicate nella parte interna della scatola sempre meno magica e sempre più volgare; antifemminilità di donne fintamente giovani, di donne che hanno abdicato alla più bella delle rivoluzioni, quella che mette in armonia il loro sbocciare con l'universale sbocciare della primavera, la primavera delle parole, delle cose fatte, delle cose generate, delle mete luminose, dei piccoli passi quotidiani e delle grandi imprese che ogni donna è chiamata a porre in essere insieme al proprio essere. Principia è donna-fanciulla. La freschezza è nel cuore e non è mai in corto circuito con la ragione, se la ragione non è ammalata; la giovinezza è nel luccichio dello sguardo; assicura potenza, potere anche di accogliere una passante, assolutamente qualunque, e saperle raccontare in una frazione di secondo mille storie, tante eppure ben definite nella identità, nella peculiarità. Ogni personaggio un affresco, un vissuto, mille vissuti colmi di messaggi, tragedie e storie d'amore, morte e sbarre e mille arcobaleni che sanno catturare tutte le libellule proprio nel mentre stanno agganciando le mongolfiere sulle quali ciascun personaggio sale alla scoperta dei baratri e delle vette dei sentimenti. Principia è donna dalle mille risorse; tenta, con le attività che sapientemente conduce, di catturare gli avvenimenti e i sentimenti e farne messaggi, intingerli nell'oro dell'arte e nobilitarli, non già per la preziosità della materia quanto per l'oro del pensiero che sa far germogliare mediante il sapiente discernimento della terra da cui prende le sue origini, la Lucania. Amo immaginare che in quella terra di augusti ed eloquenti silenzi, Lei ha scavato una buca profondissima ed è proprio là che, di tanto in tanto, va a riempire il secchio di inchiostro e colori per comporre tele e pagine. Tele e pagine di vita, romanzi inesauribili che saprà dispensarci con generosa e spontanea donazione. Principia, dal nome ai fatti, è per me una icona. La superficie delle donne compresse nella scatola che ha perso la magia è divenuta più pesante del fondo del loro essere laddove hanno sepolto il raggio di sole che le generò, l'alito d'amore che pose nella prima cellula il loro nome, il loro sorriso, il primo balbettìo… alle parole, ai gesti importanti… abdicheranno in seguito! Principia è l'ALFA che non conosce l'OMEGA; è la luna che insegue pianeti di altri mondi, reca una lanterna che arde perennemente, che accompagna il giorno e distende sulle guance della notte la madreperla, la incipria per lo sguardo del Cielo, quell'azzurro, infinito, avvolgente Signore che è incondizionato amante. Principia ha sostanza di Vento e il Vento è Amore. E Amore sono zefiri composti che scompongono per ricomporre in nuova armonia; dove soffiano quegli zefiri là va Principia a situare la sua creatività, l'estro che dispensa alle tele e alle pagine … una Donna pronta a ridare colore al cielo, tono a tutto il firmamento. Quanto Ti osservavo dalla feritoia della casa dove albergavo per la mia vacanza!; quel Tuo dipingere infaticabile, quelle tele, lenzuola e lenzuola di tele dai colori della vita, presagivo qualcosa, e infatti arrivò, una lunga mail...lo leggerò mi son detta, lo leggerò Ti ho scritto … di più, me lo sono trascritto nel cuore, sicché ne sento la musica ogni qualvolta qualcosa rinvia ai milioni di frammenti che ne compongono l'esteso mosaico. C'è di meglio nella vita che intrecciare le vite? Credo tutto sia veramente superfluo fuorché intrecciar vite e far trecce ai capelli delle nostre figlie per snodarle quando il vento dell'amicizia e dell'amore soffia. Allora grazie Principia, per aver intrecciato la Tua vita con le vite dei personaggi e tutti, Tu e loro, intrecciati alla mia. Se pur non potremo dichiarare che si tratti di un romanzo di quelli che come i capolavori "perenni" attraversano le storie delle letterature, non avrò dubbio ad affermare che Ti allunga le braccia, Ti fa abbracciare più mondo, più anime, Ti fa tessere ed intrecciare. Continua ad intrecciare …oltre il cielo c'è un altro cielo e oltre il vento un refolo nuovo che coglierà la parola e la pennellata per comporre il petalo, quello che Ti donerò allorché sarò di nuovo ad osservarTi dalla feritoria comporre, nota dopo nota, l'armonia della Tua prossima tela e della Tua prossima pagina antonellapagano

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