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"IL PICCOLO CARRO"
di Antonella Pagano

Premio Nazionale di Poesia e Narrativa : "alberoAndronico" Ideato da un'Associazione che di tanto si occupa in Cultura e Sociale, ambiti a me particolarmente cari e per i quali spendo gran parte del mio tempo, ha toccato talmente le corde della mia sensibilità che ho pensato di dedicargli un pensiero. Il pensiero desidero raggiunga il Presidente dell'Associazione Pino Acquafredda che mi ha voluta in giuria - di me conoscendo solo il nome. Gliene sono grata.
A Lui persona dico:"grazie per avermi offerto l'opportunità e l'onore di leggere la parola di tanti, di tanti teritori diversi dell'Italia e dell'altrove oltreconfine, dunque di essermi potuta provare rispetto all'equazione che informa tutta la mia vita: -che la bella parola sappia farsi bell'azione- e di aver potuto incontrare un "Albero" (forse due) che normalmente porta tanti frutti, fiori e foglie, dunque molte parole belle di tanti uomini belli per mille belle azioni che onorano il genere umano nell'auspicio che lo voglia rivedere divenire nuovamente e pienamente: genere generante genere".
C'era una volta e c'è ancora oggi un Pioppo, una Strada, un Quartiere, una Città che ci sarà per l'eternità. Qualcuno, tanti anni fa, ha piantato quel Pioppo.
Provo ad immaginarlo! Un bell'Omino dai capelli bianchi ricciolotti, una chioma spiritosa, tanti capelli, ognun per la sua strada; uno segna il Nord e l'altro il Nordest, un capello va a Sud e l'altro a Sudest, uno si fionda ad Est, l'altro ad Ovest, tanti per mille punti tra i quattro cardinali, tanti per ogni colore dell'arcobaleno, altri per ogni dove del cielo sereno.
In mezzo a tanti punti colorati la Chioma del Pioppo s'è formata. E' venuta su' che è proprio un bel vedere, sentito musiche, raccolto storie, gocciole e chicchi di grandine, imperlato vie, strade eppur tutte le contrade di questa grande immensa città per tutta quanta l'immensità. Il bell'Omino leggeva e leggeva sino a quando veniva la sera, aveva ben letto pure dell' Andronico, letto aveva persin di fiori e piante rare, perciò sapeva che un bel Pioppo perché possa rigogliare su tanta e tanta luce deve poter contare; il tronco suo, rassicurante assai, sempre più in alto desidera svettare; sapeva il bell'Omino persin dei robusti suoi germogli, che i piccioli delle foglie sono appiattiti perché il vento facilmente possa agitarle e far sì che l'albero paia mosso, insomma par che "fremi", c'abbia la pelle d'oca, i brividi d'emozione.
Quel Pioppo bello è là, sfida il tempo, sfida le tempeste e sfida anche le molestie, son però che gli voglion bene, che amano vederlo fare il solletico alle nubi, convocare le stelle sulla chioma per il salotto letterario più romantico che ci sia, far incontrare i venti per scrivere l'opera di tutti i tempi, fotografare baci, lune da innamorati, raggi di sole arditi e pioggia in catinelle a rinfrancare l'anime belle. "Pioppo Andronico" è là, alla Balduina di questa Città.
Ma adesso, ditemi un po' cos'è accaduto? Sapessi! Ha preso casa sotto la sua Chioma un Premio per tutte le Nazioni.
Son arrivate Penne raffinate e dotte assai han fatto festa sotto la sua Chioma; Pagine di gran raffinatezza alla Chioma han fatto brezza.
La brezza s'è fatta quindi Vento e tale ha fatto volteggiare pagine e pagine per ogni territorio della terra, per tutti i territori del cuore e dell'anima, su' per gli arcobaleni e le vette innevate a far da musica alle nevicate, a fare pentagrammi di pace in cascatelle e sillabe e sillabe in belle pioggerelle.
Sotto quella Chioma son giunti da ogni dove con cesti di parole sì tanto belle che d'oca fan venir tutta la pelle! A quell'Omino bello e geniale assai, nessuno dava alcuna importanza, sobrio com'era nel coltivar Signora Conoscenza, pianta rara e così tanto preziosa che non se ne può trovare a iosa … proprio come Andronico, Uomo sì raro e di grande dignità che non ve n'è affatto un'infinità.
Poeta, drammaturgo di grande umanità autore della prima opera letteraria scritta in lingua latina, molte opere ancora firmerà né mai si fermerà sicchè tanti delfini genererà, questa Chioma di certo li ospiterà.
Tradusse persino d'Omero l'Odissea - la rese in versi saturni - mentre nel cuor si fece germogliare un nobile intento: i giovani romani alla letteratura intese far avvicinare.
Recati sulla collina, dunque, di gran lena e poniti all'ascolto della "cantilena": Albeggia e canta il gallo canta la nuova storia col petto ch'è in gran boria. Serbo l'azzurro ed il melograno della nobile Chioma del Pioppo Capitale.
Albeggia e l'ha sfornata fresca di gran giornata la storia bella e colorata ! Cantamela, dai, la storia canta galletto mio su' dà letizia ai cuori che possan palpitar d'odor di mille fiori.
Fior di susine e fior di bouganville gli scrigni son colmi di gioie e meraviglie fior di susine e fior di bouganville gli occhi son colmi d'amore e di scintille.
E' fiero il bel galletto si mostra sul muretto saltella qua e là che pare un maharaja … ora più non vi dico del Pioppo d'Andronico poiché c'è un Premio che di tutto saprà novellar.
Serbo l'azzurro ed il melograno della nobile Chioma del Pioppo Capitale.
Meraviglia! Che virtù portentosa! Vieppiù se riesco a immaginare chi da schiavo libero seppe diventare; Lui, Andronico, si fece tale sol con Sua propria cultura, coraggio dimostrò e mai paura.
Meravigliante di gran lunga assai che un albero bello diventi, in foglie e fiori, la Chioma su cui il Premio la scrittura desidera poggiare.
I fiori di questo aristocratico albero compaiono all'inizio della primavera raccolti in infiorescenze maschili e femminili. Maschile insieme al femminile il genio umano letterario che il nostro tempo, nel segno d'un Premio vuol manifestare.
I frutti son capsule verdi o bruno-rossicce e recano in grembo innumerevolissimi semi dispersi dal vento attraverso il pappo, quel similcotone che fa in modo che spesso, il Pioppo prenda il nome d' "albero del cotone".
Ancora una metafora! Come poter filare idealmente quel pappo, tesser la trama, intessere memoria, un filo che non faccia perdere la strada o che si perda del mondo per le strade.

Il Pioppo, albero delle Latifoglie tra le più diffuse nell'emisfero boreale, in piantagioni cosa fa ? Altra meraviglia! Tanti Populus: ecco i Deltoides accompagnarsi ai Fremonti, gli Augustifolia ai Canadensis, gli Heterophylla con le Balsamifera e le Tacamahaca fan compagnia alle Trichocarpa e alle Leucoides, quindi Gradidentata e Tremuloides tutti in America, mentre in Europa gli Alba e i Nigra, Tremula ed Alba in Europa e in Asia; l'Estremo Oriente? C'è l'Adenopoda e Sieboldii; Laurifolia, Canescens, Maximowiczii, Simonii, Szechuanica, Tristis, Lasiocarpa, Wilsonii, Leucoides, Tacamahaca, Turanga, Euphratica nella grande Asia; Ilicifolia e Turanga nella fiabesca Africa, c'è la Guzmanantlensis mexicana le specie Aegiros solo in Nord America, Europa e Medio Oriente. Quell'Omino bello era proprio un grande Saggio, persino la strada giusta gli trovò, umus buono, nobile e di gran fervore; come Andronico il Pioppo lottò e lottò finchè tutti i nemici sgominò: annientò Criptorrinco, finì Sarpeda e mai più si vide il truce Rodilegno, passò per la spada l'Ifantria e la brunea Marsonnina, quindi, affidò, alla falce della Luna, ogni sospiro perché i poeti non ne perdessero manco uno. Anni ci son voluti, eppure, in una notte bella, quel "sospiro" un Pino (Acquafredda) d'alta Statura l'ha sentito spirare. L'ha colto come un venticello e l' ha posto nel cuore a germogliare. Nasce così l'Amore Bello quello che spesso vogliamo ignorare. La bella parola è assai dura da coltivare, eppure alcuni nel mondo si stan lasciando andare. Giunsero, infatti, in tanti alla serata finale, anche un bambino, giovani colorati, capelli bianchi, lingue che non so' e tutto un mondo che non si contò …e la Chioma - che è generosa assai - ha accolto tutti e tutti li ha premiati che la giuria avea selezionati. Ciascuno, alla sera, se n'è andato col cestino che s'era ancor più colmato, le avessi viste tutte le parole, lievitavano, "friccicavano", ognun l'accarezzava le Parole Belle, le sue, quelle degli altri, bianche, nere, tristi e gioioselle, belle però, proprio tutte belle, tanto che mi vien da dire: di premi non ve n'è mai abbastanza se s'è premiati con la "Meritanza". Così il "merito" l'avea chiamato il grande Federico, …mito, dominator, massimo imperatore, che per studiar spendeva ore ed ore; Lui divorava storia eppur letteratura padrone della poesia e della pittura non si lasciò sfuggir neppur l'architettura. Figura della storia pari all'immensità come la chioma che Ve sto a racconta'. La Storia s'alimenta a nuova Storia, sicché benvengano i virgulti nuovi; anch'io ero là e debbo confessare che sotto quella chioma mi piace proprio stare. Chioma con fogli, rime, e sentimenti rendono omaggio all'Uomo di lignaggio, rendono omaggio a cuore, anima e pensiero perciò: … galoppa galoppa pensiero scegli a ragione un virtuoso destriero corri fuggi per boschi e per sentieri studia e leggi di greci e di sumeri impara di monarchie e grand'imperi eppure per quanto giri, giri e và tutti i sentieri portan sempre là ha porta di lillà chiave di viole pareti al rosmarino e salvia su per ogni scalino; grappoli di bouganville a ogni finestra che non vi dico l'odor della minestra. Serbo l'azzurro ed il melograno della nobile Chioma del Pioppo Capitale. (i frammenti di filastrocca sono tratti da quella – in corso di pubblicazione – che ho dedicato alla Città di Melfi e a Federico II di Svevia) L'Associazione culturale, sociale e sportiva "alberoAndronico" organizza la III Edizione del Premio Nazionale di Poesia e Narrativa : albero Andronico che, di recente, ha celebrato la cerimonia di consegna dei premi della II Edizione nella storica Sala della Protomoteca in Campidoglio, a Roma. Il bando è disponibile on-line sul sito: www.alberoandronico.net con allegata la scheda utile per la partecipazione. 4 Può accadere ogni giorno: per " colpa " della poesia Spesso nelle mie performances amo esordire con questo scritto che sento profondamente e che mi piace affidare alla perennità delle pagine de' La fenice:

 
accadeva nel :
SETTEMBRE 2003
IMMAGINIAMO D'ESSERE
IN UNO DEI TEATRI
DELLA NEW YORK UNIVERSITY
FOLLA, TANTA GENTE, TANTA,
AFFLUITA DOPO UN TAM TAM
LANCIATO DA UN EDITORE
PER ASCOLTARE POETI AMERICANI
SUDAFRICANI ISRAELIANI
UN HAPPENING GIOIOSO
COMPOSTO
UN TEMPO
SAREBBE APPARSO
E SAREBBE STATO LETTO COME
UN MIRACOLO ECCENTRICO
INVECE
E' STATO PERCEPITO DA TUTTI COME UN SEGNO CHIARISSIMO
QUALCOSA E' CAMBIATO!
FORSE
SI SON DETTI IN MOLTI
ME COMPRESA
TOCCA AI POETI
TOCCA AI POETI
PROTEGGERE LA NOSTRA INCERTEZZA
IN TEMPI COSI' CONFLITTUALI
E' LA POESIA
A DARCI IL RESPIRO PIU' ALTO
UN QUOTIDIANO PIU' AUTENTICO
E VERO ?
UN MODO DI STARE AL MONDO MENO STUPIDO
PIU' FRUGALE?
RIDARE VALORE ALLA PAROLA
MANCA IL SENSO DELLA SOCIETA'
E SE C'E' E' SEMPRE PIU' FLEBILE
COSI' NON C'E' PIU'
IL PIACERE DI STARE INSIEME
COSI'
UCCIDIAMO IL PIACERE COMUNE
MEN CHE MENO CONSIDEREREMO
IL VALORE TERAPEUTICO
DELLA CULTURA
E DELLA POESIA
E DEL TEATRO
E DELLA MUSICA!
La parola ?
ESTRANEA
ESTRANEA AL MONDO DELLA SCUOLA
 ESTRANEA ALLA FAMIGLIA
La parola ?
VISSUTA SEMPRE PIU' SPESSO
COME PUNIZIONE
INVECE
LA PAROLA
E' CIBO PER LA MENTE
NON MI PIACCIO TUTTA SOLA DINANZI AL PERSONAL COMPUTER
NON MI PIACETE TUTTI SOLI DINANZI AL COMPUTER
LA PAROLA E' terapeutica
LA BELLA PAROLA è toccasana
LA POESIA è terapoetica
Alimenta il territorio dell'anima
ed è felicità
non lasciamola a pochi
APPROPRIAMOCENE!

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