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DALLA GIOIOSA MACCHINA DA GUERRA ALL'APOTEOSI DEL CAVALIERE
di Pietro Giovanni Lucarelli

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Apertura del Congresso 27.03.2009

Proviamo a raccontare gli eventi più salienti che si sono verificati dopo quella storica dichiarazione di Achille Occhetto in cui definiva il suo partito "una gioiosa macchina da guerra". Era il 1° febbraio del 1994, quando otto forze politiche si sono giurate fedeltà ed Occhetto aprì la sua campagna elettorale con la ormai suddetta storica frase, ma gli otto attori continuarono a litigare ... Lungo gli anni tutti i partiti si rifanno l'immagine più volte, infatti, molti di essi spesso cambiano nome e logo … Nascono così nuove aggregazioni con simboli fantasiosi che vanno dagli alberi di alto fusto a cespugli vari, asinelli, matite, castelli, campanili, aquiloni e quant'altro. Ma ciò che fa più effetto è la discesa in campo del Cavaliere che in quattro e quattr'otto forma Forza Italia e vince le elezioni. Vediamo ora, passo passo, come sono andate le cose: dalle ceneri del PCI nasce il PDS e altri sette schieramenti fratelli che non nominiamo, ma che il lettore conosce a menadito, come pure quelli che si sommano alla chiamata del Cavaliere a formare Forza Italia. La "balena bianca" sparisce del tutto … Tanto per essere più credibili e non elencare questi e quei soggetti politici che da 60 anni fanno parte integrante della casta, ormai possiamo abbandonare questi tanti nonnini che si recano in parlamento accompagnati dai badanti e diamo un sommario sguardo agli ultimi 15 anni. Vediamo, dunque, alternarsi alla guida del bel paese sostanzialmente due schieramenti: quello delle sinistre e quello della destra. Dicevamo che Il cavaliere Silvio Berlusconi, forma Forza Italia in brevissimo tempo, alleandosi con Alleanza Nazionale, con la Lega Nord ed altri e vince le elezioni. Ma le sinistre, pur leccandosi le ferite non lo lasciano fare, si organizzano e grazie alla possibilità di cambiare "casacca" avviene il ribaltone e tornano al comando in breve tempo, riunitesi in un "bosco", fatto anche da piccoli cespugli, riescono ad infiammare gli animi e il tran tran della politica torna a galoppare e ad agire liberamente. Tangentopoli è ormai un ricordo … Berlusconi, però, non si arrende, supera tutti gli ostacoli sapientemente piazzati lungo il suo cammino e ricompone la "Casa delle Libertà". Ritorna "la pecorella smarrita", riconvertita e più fedele di prima. Altri si aggiungono e il cavaliere torna alla guida del bel paese per un'intera legislatura. Ma ancora una volta gli animi all'interno del suo schieramento si raffreddano, o si credono maturi per correre da soli tanto che alcuni si allontanano dalla "Casa". Nel frattempo nello schieramento di sinistra arriva il Professore con il "ramoscello" dell'Ulivo e sembra pace fatta, ma il sottobosco non ci sta e tutto precipita nuovamente: manca al nutrito gruppo di partecipanti il collante dell'obbiettività e della certezza. Fanno mente locale, individuano il malcontento, si abbracciano ancora una volta e formano una lunga schiera di piccoli partiti e si ritorna alle urne con programmi ben congegnati e la vittoria sorride loro, anche perché durante la campagna elettorale tutti, da entrambi le parti, si "sciacquano la bocca" con la frase: "Taglieremo le spese inutili e ridurremo le tasse; aboliremo gli enti pubblici intermedi inutili". Ma poi tutto resta come prima: gli enti pubblici carrozzoni inutili e clientelari sono tutti là; il numero degli uomini che vivono di politica a tutti i livelli cresce, come pure il compenso economico autonomamente riconosciutosi … A nostro avviso, non è vero che vogliono solo il bene dell'Italia e degli italiani, almeno non in questo ordine: è più corretto dire: "Faremo il nostro interesse, poi quello dell'Italia e forse anche quello degli italiani …" Ma non divaghiamo su argomenti che più volte abbiamo trattato e divulgato. Torniamo al susseguirsi degli eventi: anche questa nuova formazione di sinistra non regge e non arriva neppure a due anni di vita perché il sottobosco si ribella e tutto porta alla caduta del governo e al ritorno alle urne. Tra una scaramuccia e l'altra, siamo ormai al 2008, i circa 50 partiti del panorama Italia si ripresentano con schieramenti di uomini "interamente" trasformati, ma con tutti gli anni che li ha visti protagonisti, perciò li troviamo sparpagliati nel vasto panorama senza che tenessero conto delle proprie origini: c'è chi corre da solo e chi si aggrega; tutti promettono cose mirabolanti; ma gli elettori riducono notevolissimevolmente gli schieramenti, anche se a nostro avviso c'è

ancora tanto da lavorare, perché il numero dei parlamentari e dei loro partiti sono sempre troppi. Torna di nuovo al comando il Cavaliere. Nei primi mesi realizza tutto quanto annunciato nella campagna elettorale, anche l'unificazione delle forze che compongono il popolo della liberta; infatti, il primo e più vecchio partito, Alleanza Nazionale, si scioglie per confluire nel popolo della libertà; l'apoteosi il Cavaliere la ottiene il 29 di marzo ultimo scorso con lo scioglimento di Forza Italia e l'abbraccio dei fratelli uniti in un solo schieramento è fatto. Il Cavaliere viene paragonato a Cesare Augusto l'Imperatore, visto che è ormai conosciuto ed accolto da tutti i capi di stato che formavano "l'impero" ed altri ancora … Dall'altro lato le forze di sinistra si riducono ulteriormente e la profetica frase di Armando Cossutta "tribolando sino all'ultimo", si concretizza ma non sappiamo se la luce si vedrà con l'ennesima rigenerazione del partito prevista per ottobre prossimo venturo, curata dal nuovo segretario Dario Franceschini. A cavalcare con sapienza ed illuminata fede tutto questo perciò è stato solo il Grande Papa Giovanni Paolo II. A lui si deve la pacificazione e la capacità di calmare gli spiriti bollenti elargendo a tutti quel collante che aggrega gli uomini. Infatti, ancora prima di questa vicenda, aveva portato la distensione nella Sua Polonia, poi lo ha fatto con l'Italia, ma quest'ultima non molla e i cambiamenti non attecchiscono facilmente. Difatti, anche la discesa in campo del Cavaliere non si afferma subito, neanche col boom del nuovo modo di fare. Comunque, continua la sua lenta crescita come abbiamo visto, fino a riconfermarsi più volte ed ora godere del proprio trionfo. Saprà tenere le prime donne al loro posto senza la smania di apparire sempre ed ovunque? Dobbiamo, però, subito dire che la trovata di portare nel nuovo soggetto politico tutti gli uomini con le loro idee e metterli di fronte all'elettore, come unico giudice capace di responsabilizzare i soggetti che vogliono vivere di politica e che vengono eletti per realizzare quanto promesso nella campagna elettorale, pena la non rielezione, forse porterà a ridimensionare il primo interesse che è quello "personale" e farà in modo che i politici si dedichino anche un po' al popolo elettore … Abbiamo ascoltato il discorso tenuto alla Fiera di Roma: sia in apertura che in chiusura del primo congresso del Popolo della Libertà iniziato il 27 marzo 2009 e concluso il 29, sempre da Silvio Berlusconi. Quello del 29 è iniziato alle ore 12,10. Con questo ultimo discorso ha ripercorso tutta la sua vita politica e le novità apportate all'Italia. Ha dichiarato di provvedere alla "terza ricostruzione" che è quella di portare l'Italia fuori dall'attuale crisi che per lui è soprattutto mondiale, come hanno fatto gli italiani per l'unità d'Italia e i Padri dell'attuale Costituzione. Tra i passaggi del discorso figurano: Futuro: ha assicurato di vedere chiaramente quale è la cultura del futuro che è quella, appunto, di portare l'Italia fuori dalla crisi. I giovani: dare ai giovani gli strumenti per una competizione positiva; assegnare prestiti d'onore per formare nuove imprese affinché i giovani creino un futuro certo; adeguare le scuole che devono essere competenti e capaci di soddisfare la richiesta di elementi specializzati per quelle attività di lavoro che li richiedano. Le donne: portare la donna sempre più in posti di potere e responsabilità; continuare a legiferare in loro difesa. La riduzione dei parlamentari: ha assicurato che la riduzione dei 945 parlamentari ci sarà e sarà ancora più consistente che nell'attuale legge che ancora non è stata applicata. Le opposizioni: ha messo in evidenza tutte le contraddizioni che albergano in loro; poi a loro ha augurato di essere capaci di rivolgersi al popolo italiano e chiamarlo a raccolta sotto la loro bandiera come abbiamo fatto noi del Popolo della Libertà, in questo momento in cui stiamo vivendo in sala. Infatti, uno sventolio di bandiere del neo Popolo della Libertà, assieme a quella Italiana, descrivevano un prato fiorito a testimoniare il tripudio della vittoria, o, se volete, l'epopea del Cavaliere come solo qualche giorno fa le sinistre avevano annunciato ironicamente …

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momento della chiusura del congresso del PdL

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