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Rosaspina di Mario Favoino - Poesia
di Gianni Latronico

In ricordo di Giuseppe Petrigliano,
mastro Peppe
di Pietro Giovanni Lucarelli

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Rosaspina opera di Mario Favoino

ROSASPINA di MARIO FAVOINO

Dal fitto
ginepraio
del torvo rovo
nasce ora la rosa
rossastra ferrea e
a u l e n t i s s i m a
Il suo ispido stelo
è pungente spinoso
ma il suo bel bocciolo
è tenero e suadente
avvincente rorido e
a f f a s c i n a n t e
Madre e figlio
sono cresciuti
spontaneamente
sul ripido dirupo
scosceso ed aspro
selvatico ed orrido
della montagna verde
dai tortuosi gironi e
dalle dantesche bolge
dalle curve e giravolte
del paese ammaliante e
fatato di nome Colobraro
con una tenue profumata
e lieve brezza vespertina
Essa perenne alimenta
la scura fucina di un
bandista ed artista
incarnato in uno
scultore del ferro.

Gianni Latronico

rosaspina
Opera virtuale di Gianni Latronico

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Giuseppe Petrigliano

Giuseppe Petrigliano, è nato a Valsinni il 19 marzo 1929; padre affettuoso che ha dato per la famiglia tutto se stesso.
Infatti, nella vita è stato sempre un gran lavoratore, ha espletato vari mestieri come: Fabbro, Carbonaio, Muratore, Capo cantiere, Elettricista, Bidello delle suole, Coltivatore, Bandista e Musicista. E' stato presidente e fondatore dell'Associazione Banda Musicale "Michele Enrico Carafa" principe di Colobraro e come tale è stato ricordato da un suo allievo durante la santa messa di suffragio per la sua anima.
Anche nella vita civile e in quella militare, ha fatto parte attiva delle bande dimostrando impegno e dedizione per la musica.
Pur non essendo un facoltoso ha permesso ai suoi figli di conseguire gli studi più appropriati e desiderati da ognuno di loro.
E' stato consigliere comunale e soprattutto animatore culturale.
Membro di associazioni non profit, Segretario politico della Sezione del Partito Comunista Italiano, subentrando a Nicola Torinese.
In tutte le cose da lui intraprese ha sempre messo a disposizione tutta la sua bontà ed impegno, soprattutto alla sua ideologia politica spendendo tutto se stesso nelle lotte politiche e in quegli atti e quelle iniziative ritenuti utili per il popolo.
Qui c'è da dire subito, per chi non lo conoscesse, che il nostro "Mastro Peppe" rappresentava una figura genuina di amico di tutti e lo ha dimostrato con la sua idea politica: che seppure vicina all'opulenza dei grand'uomini atei, non lo ha mai allontanato dal solco in cui lo aveva immesso la famiglia che lo ha incamminato ed incastonato nella fede di Cristo Vero Uomo e Vero Dio con il Battesimo: tale è rimasto per tutta la sua vita.
E' morto il 20 marzo 2009.
Ai familiari il cordoglio della redazione.

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