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Uomini nella Storia di
Colobraro:B. Falcone Abate |
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B. Falcone Abate e priore del monastero di S. Maria di Cersosimo
in Basilicata, così risulta da un documento in cui Albereda di Chiaromonte
Signora di Colobraro e Policoro concede al priore Falcone tra il 1140 e il
1146 e al suo cappellano dietro richiesta del Falcone quale priore di Cava dei
Tirreni la Chiesa di San Nicola di Peratico di Colobraro, mentre il legato
di Tramutola l'ottiene insieme al cappellano abbaziale Giovanni Marsico
nativo di Colubrano, per tale legato in seguito Falcone ottiene anche il titolo
di barone mentre Giovanni Marsico divenne Vescovo di Marsico col nome di
Giovanni III. Con l'evento della donazione della chiesa di S. Pietro di Tramutola e di tutti i suoi beni fatta a Cava da parte di privati nel 1122 ove il Marsico era oratore pulcro sermone refulgens. Cominciò così una nuova proiezione monacale nella nostra area, infatti abbiamo visto nei numeri precedenti una vera e propria innovazione di costumi e di una evoluzione culturale dell'intera Valle del Sinni; sorgono nuovi monasteri, abbazie e cenacoli basiliani che fanno della loro esistenza una vera e propria scuola sociale. Giovanni Marsico abbraccia la vita monastica proprio durante il governo della chiesa di S. Pietro di Tramutola. L'Abate e priore Falcone della vicina Cersosimo è proprio quel Sant'Uomo che si adopera insieme al suo cappellano abbaziale per la rinascita della più antica chiesa di Colobraro citata in documenti ufficiali, ma che a noi non è giunta se non in un immobile sul quale sono state |
costruite civili abitazioni, i grandi magazzini a crociera su cui sono
state costruite alcune abitazione sono ora di proprietà dei signori
Lucarelli Antonio, Calavoia Impero, Celano Rocco e De Pizzo Domenico ubicati
proprio al rione San Nicola. |