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UOMINI NELLA STORIA DI COLOBRARO: Cir Onofrio, Abate Basiliano
di Pietro Giovanni Lucarelli


Cappella Maria Santissima di Cir Onofrio

Cir Onofrio Abate Basiliano. Le origini di questo grande movimento religioso e sociale che fu il monachesimo bizantino e che caratterizzo la storia del mezzogiorno tra l'VIII ed il XIII secolo dell'Era volgare. Infatti, verso l'800 d.C., monaci dell'ordine di S. Basilio di Cesarea, provenienti dall'Asia minore perché perseguitati dagli iconoclasti, erano approdati in Sicilia e da li' risalendo la penisola, si erano insediati sui luoghi boscosi ed aspri del pollino. Scesero poi fino alla costa più immediata del mare Jonio. Nella seconda metà del 900, due priori del suddetto ordine, Kirzosimo e Cironofrio, si insediarono l'uno sull'altura della valle del Sarmento fondando il monastero di S. Maria intorno al quale sorse l'odierna Cersosimo, l'altro il cenobio di S. Maria di Cironofrio, nelle cui vicinanze sarebbe sorto il paese di Colobraro. L'etimo del nome e molto controverso: il Racioppi fa derivare "Colobraro" dal latino "coluber" che significa serpente, il Vescovo Miele, sostiene che derivi da "Columbrano", nome di uno scudiero del barone Caffè vissuto intorno al mille e che sarebbe precipitato da una rupe. Nell'età normanna "Columbrano" faceva parte della contea di Chiaromonte ed era possesso di Albereda figlia di Ugo di Chiaromonte.

Nel 1277 apparteneva a tale Eustasio di Chiaromonte. Nel 1503, con la pace di Granada, il Regno di Napoli tocco allo spagnolo Ferdinando il Cattolico che spartì le terre affidandoli a signorotti arroganti. Anche Colobraro, tra il 500 ed il 700, conobbe una serie di feudatari tra cui ricordiamo i Pignatelli, principi della vicina Noya (Noepoli), i Donnaperna, e la famiglia dei Carafa della Stadera.
In quei due secoli si formò il destino di Colobraro.
Infatti dall'anno mille si trovano le prime tracce di un movimento così vasto come quello dei monaci basiliani che qui fondarono il convento di San Nicola ovvero la Laurea dell'Abate Cir Onofrio di cui oggi abbiamo la sola cappella ben restaurata e l'antica cisterna del convento che era adibita non solo alla raccolta delle acque della sorgente ma anche quelle piovane per i bisogni irrigui dei giardini del convento stesso e dei servizi igenici del confratelli.
Questa struttura religiosa e la fontana Giovanni in contrada fontagiovanni sono gli unici manufatti rimasti a testimoniare i tanti benefici che l'abate iniziò nel nostro territorio.


Fontana Giovanni

Di questa fontana ne parliamo più approfonditamente a pagina 26 col personaggio di Giovanni, Monaco Basiliano.

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