logo_fen_mini.jpg (4384 byte) Pagina 15

UOMINI NELLA STORIA DI COLOBRARO: Berteraymo d'Andria 
di Pietro Giovanni Lucarelli

Berteraymo d'Andria feudatario di Colobraro nel 1178, infatti dice il Bretagna nella sua storia di Colobraro edita da "Tipografia Minervini Benevento 1935 - XIV". … Quel prode avrebbe anche dato al sorgente villaggio il nome di un suo fedele armigero Colubrano, precipitato giù per lo scosceso pendio, ma cosa certa è che nel 1178 questa terra già robusta per torri e per mura, era feudo di Berteraymo d'Andria e appartenne poi ai Sanseverino, nel secolo XV. Il capostipite della famiglia è Berteraymo, cavaliere provenzale che combatté da valoroso nella Battaglia di Benevento e per questo venne ricompensato con Reali Lettere emesse il 6 gennaio 1269 ed il 13 dicembre1269 con il pieno e libero possesso della Baronia di Torre Montanari, posta nella giurisdizione dei Bruzii (in tali lettere era definito dal Re Carlo d'Angiò "dilectum Militem, familiarem, et fidelem suum"). Su questo personaggio si racconta una storiella magica in dialetto colobrarese che noi riportiamo in italiano, ed è la seguente: Bertrame, era un ragazzo rimasto solo perché gli erano morti entrambi i genitori, e l'unica sorella rimasta gli era stata rapita da un  mago selvaggio, che la trasformò in una sirena marina, fino a quando un principe di buoni sentimenti e puro d'animo la salvasse.
Bertrame si reca dal potente principe del luogo

a chiedergli un lavoro per poter mangiare; questi lo sfama, lo veste come un paggetto e gli dà l'incarico di pascolare le sue oche. I pennuti al ritorno dal pascolo cantando raccontavano il tempo trascorso, dicendo: "cro cro dal mare veniamo di oro e perle ci cibiamo la sorella di Bertrame è bella sarebbe bene al principe in sposa". Il principe udito questo racconto chiese a Bertrame cosa volevano dire quelle bestie. Bertrame racconta quello che accade durante il pascolo delle oche: "Le oche appena usciti dal recinto corrono verso il mare e all'arrivo compare sull'acqua l'immagine di mia sorella ma al solo toccarla sparisce". Visto che la cosa continuava il principe decise un giorno di seguire le oche e vide con i suoi occhi quel fenomeno. Tornò al castello con  un grosso patema d'animo e si domandava continuamente cosa valesse significare, ma ecco che in un breve sogno la giovane gli parlò dicendo: " se mi vuoi puoi avermi sempre che il tuo braccio sia più veloce del volere del mago che qui mi ha rilegato. Vieni al mare da solo al sorgere della luna e quando io ti apparirò con un gesto velocissimo del braccio come se volessi raccogliere una lucciola nell'aria potrai strapparmi alla acque e farmi tua, così dicendo svanì. Il principe riuscì nell'impresa e per compenso al cognato assegnò le terre di Colobraro, divenendo il Signore del intero feudo.

pagina 14

sommario

pagina 16