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Uomini nella storia di Colobraro: Albereda di Chiaromonte
di Pietro Giovanni Lucarelli

Albereda figlia di Ugo di Chiaromonte, sposa Roberto il Guiscardo principe di Salerno a soli 15 anni, col matrimonio ottenne la Signoria di Colobraro e di Policoro nell'anno 1087 e la detiene fino 1112, Albereda fonda il monastero del Sagittario, ovvero la monumentale Certosa del Sagittario. Ancora oggi si può ammirare lo stemma che una volta era sul portone d'ingresso sul lato della via Crancia, ora incastonato sul muro del fabbricato di proprietà degli eredi di Modarelli Giuseppe, mentre il lato superiore che percorre l'attuale via Roma, ove alloggiano diverse famiglie misura quasi duecento metri, è tuttora il caseggiato più imponente del paese antico. Le sue fondamenta sono inesplorati, comunque alcuni locali a pianterreno del lato seminterrato sono davvero interessanti per le loro volte formate da grandi crociere costruite a mattoni rossi. Su tali crociere sorgono due piani abitativi, di cui uno ancora seminterrato da un lato, mentre l'altro piano è libero da tutti i lati.
Fu quest'opera che accolse il più grande movimento religioso dell'epoca, forse anche quei santi monaci provenienti da oriente. Si spiegherebbe così il fatto che le terre di Colobraro fossero sempre protette dal clero visto che tutti i signori avevano nella famiglia una grande componente di religiosi. La stessa famiglia di Albereda dona al priore Kerizosimo la Chiesa di San Nicola di Peratico, come abbiamo visto nella scheda di B. Falcone Abate e Priore di Cersosimo prima e di Cava dei Tirreni poi.
Non possiamo tacere di denunciare il nostro dubbio è quello di non saper precisare al lettore se Albereda fosse  una donna o un casato dei Chiaromonte, anche se riscontrabile l'appartenenza al casato degli Altavilla come si presume per il matrimonio con il principe di Salerno Roberto il Guiscardo,

secondo l'albero genealogico qui di seguito pubblicato.

Il nostro Storico Prof. Michele Crispino parlandoci di Albereda Signora di Colobraro così la descrive: "Personaggio indubbiamente suggestivo, per il nome, e un po' misterioso per una difficile collocazione soprattutto di parentela, è Albereda di Chiaromonte, signora di Colobraro e di Policoro. Risparmiamo, a chi legge, la complessa interpretazione di documenti, ritenuti però contraddittori ed anche in qualche caso del tutto genuini, sulle donazioni da lei fatte a questo o a quel monastero di alcune chiese nelle varie zone meridionali della Lucania (a Pisticci, a Cersosimo...) e particolarmente a beneficio dei monaci della Badia di Cava dei Tirreni, i quali poi avrebbero imbastito i relativi documenti per giustificare il possesso. Diciamo soltanto che il punto più controverso è se Albereda (anche Alberada, come scrive qualche altro) fosse figlia di Ugo di Chiaromonte, e poi sposa di Roberto il Guiscardo, e se infine ripudiata da questi, che l'avrebbe sposata quando lei aveva appena quindi anni, passò a nuove nozze con Ruggero de Pomareda, morendo in ultimo quasi centenaria, pare nel 1122 o qualche anno più tardi.
Falsa oppure vera, l'archivio della Badia di Cava dei Tirreni ci fornisce la notizia che detta signora avrebbe donato al prete Giovanni di Colobraro, nel 1117, la chiesa di San Nicola di Peratico posta vicino al Sinni (quae iuxta flumen Signi posita est)".

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