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UOMINI NELLA STORIA DI COLOBRARO: Giovanni, (Monaco
Basiliano) |
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basiliani alla fuga. Si sviluppò così un nuovo modello: quello cenobitico o conventuale che consisteva essenzialmente in un più stretto rapporto tra il monaco e il fedele. Molti aggregati monastici sorgono dunque in questa fase nei centri abitati, o al contrario veri villaggi sorgono per incellulamento accanto a primitivi monasteri. Presupposto essenziale per questa ulteriore evoluzione del monachesimo basiliano è certamente, in questo stadio, un sensibile aumento del flusso migratorio nella direzione delle nostre coste. Ciò fu in buona parte dovuto all'oculata gestione politica dei principi longobardi di Salerno, e Colobraro faceva parte del principato di Salerno. Il principe resosi conto dell'opportunità che veniva offerta dalla presenza dei monaci in quell'angolo sperduto del loro principato per lo sviluppo economico-sociale di quei territori, gli aprirono le porte del principato. Furono dunque i principi di Salerno ad estendere la loro tuititio, la loro protezione, ai monaci italogreci che sempre più numerosi giungevano en tois meresi ton prinkipion, nella regione dei principi, come si legge in un antico sinassario di Grottaferrata. Qui non si può tacere che il fondatore del monastero di Grottaferreta era il priore della nostra Chiesa di San Nicola di Peratico. Cambiava, a questo punto, profondamente la figura del monaco che da asceta diveniva elemento attivo nel tessuto sociale delle campagne. Queste venivano ridotte a coltura; grazie alla loro opera, zone selvose e sterpose diventano produttive, altre erano dissodate, altre ancora adibite a piantagioni e, cosa più importante, autentici villaggi agricoli erano da essi costruiti nel circuito agrario del cenobio. Lo scisma del 1054, avvenuto proprio l'anno prima della morte di San Bartolomeo non comportò la scomparsa del rito greco in queste terre, che dovette però affrontare la temibile ingerenza della Badia di Cava de' Tirreni, fondata da Sant'Alferio Pappacarbone e destinata, grazie alle numerose concessioni dei principi, a diventare sotto il dominio normanno il principale referente religioso. Da queste regole Giovanni, monaco basiliano qualche secolo dopo si muove per aiutare a far evolvere il popolo colobrarese verso una cultura ed apertura mentale diversa da quella esistente in loco come dimostra il più antico monumento ancora esistente, la Fontana Giovanni qui rappresentata. |