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Corre l'anno 2005. In un giorno di questa prima estate un pastore al pascolo con le sue pecore rimane esterrefatto da un evento mai
immaginato. Si trovava nei pressi del Lago Verde a
godersi il primo caldo dell'anno, quando da un grosso albero di Ulivo scende
un enorme serpente grosso come il collo di un asino e una testa altrettanto grossa
con la bocca spalancata tanto da ingoiare la testa di una pecora e trascinarla
nell'acqua del lago.
Il pastore rimasto trasecolato dall'evento dopo che le acque sono tornate
calme si riprende dallo stupore e comincia a fantasticare con i ricordi di
alcune favole apprese da bambino. Allora - dice il pastore - il serpente a
guardia del Vello D'oro è vero - solo che quell'Idra aveva molte teste,
mentre questo ne ha una sola ed enorme. No, non può essere, forse è il mostro di
Loch Ness, che dopo aver catturato la sua preda si immerge nelle profondità di
quel lago! No, neanche questo può essere, chi avrebbe potuto portare fin qui quel mostro?
Sì, forse qualche scienziato ha recuperato qualche frammento di ossa della famiglia degli
Orchi che abitavano nel Lago Spichece di Colobraro e che terrorizzava la
popolazione di quel tempo, finché una santa monaca mise fine a tanta
paura e dolori.
Ma anche questa spiegazione non va perché l'Orca è un mammifero acquatico
e quindi un pesce, grosso sì ma non lungo come questo mostro di serpente.
La scienza però ci parla di un serpente di nome Anaconda lungo 9 -
10 metri e forse anche di più, che si nutre di piccoli animaletti, forse
questo è cresciuto più di tutti gli altri e quindi è capace di
inghiottire persino una pecora.
Ma ora, come faccio a dire al padrone del gregge che un serpente si è
mangiata una pecora? Quello non mi crederà e la pecora la vuole pagata da
me! Ecco il dramma esistenziale del nostro pastore: come farà a convincere
il proprietario delle pecore a credergli? Il pastore si reca alla locale Stazione
dei Carabinieri a
chiedere aiuto. |
Comandante, sono incappato in un bel pasticcio e non so come venirne
fuori. Il comandante, di che pasticci parli? Il pastore, sono convinto che
nessuno crederà alla mia storia e che il padrone delle pecore vorrà essere
risarcito da me. Il comandante, ma di che parli? Spiegati, fammi capire! Il
pastore, vedete comandante, stamattina mi trovavo al pascolo con la mandria di don
Mangone vicino all'acqua del Lago Verde, quando un enorme
serpente è scivolato dal tronco di quel grosso Ulivo e ha inghiottito la testa
di una pecora trascinandola sott'acqua fino a scomparire del tutto. Ora come
faccio a far credere al padrone che tutto questo è vero? Il comandante, non
preoccuparti, se tutto questo è vero noi lo proveremo e il tuo datore di
lavoro dovrà crederti. Grazie, Maresciallo - dice il pastore - sapevo che i
Carabinieri non si tirano mai indietro anche di fronte ad una storia come
questa che ha veramente dell'incredibile, ma vi garantisco che è vero.
Il Maresciallo spiega al pastore: vedi, il serpente potrebbe essere una
Anaconda molto vecchia e che all'occorrenza potrebbe anche inghiottire una
pecora, noi l'aspetteremo fino a quando avrà di nuovo fame; dovrà pure tornare a
catturare un'altra pecora, eh. maresciallo ma poi ne dovrò pagare due? No
risponde il maresciallo perché noi cattureremo l'Anaconda e tu non pagherai
neppure la prima.
Parte così la caccia all'Anaconda che dopo cinque giorni tornerà a prendere il sole
sul vecchio Ulivo, i militi di guardia avvertono il maresciallo che, veramente,
un serpente di oltre dieci metri penzolava dall' ulivo... Bene, dice il
comandante, non vi muovete che arrivo subito con i rinforzi e una lunga fune,
che legheremo alla camionetta e lanciato il cappio al serpente lo
cattureremo e lo invieremo a qualche zoo.
La cosa avvenne proprio così, l'anaconda fu catturata, ma al momento di
metterlo in una cassa idonea al trasporto, la bestia si divincola, strapazza i suoi catturanti con
la coda e si
immerge nuovamente nelle acque del Lago. |