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 Il dibattito sul rilancio del senso religioso. 
IL  BISOGNO  DI  DIO
di  Aberto  Virgilio

La recente pubblicazione di due saggi ("Prove logiche  dell'esistenza di Dio" di Roberto G.Timosi,  Marietti 1820, pp.500, euro 30, e  "I filosof i e Dio" di Sergio Landucci, Laterza, pp. 232, euro 20) ha offerto lo spunto allo scrittore e filosofo Armando Torno per riproporre ampiamente sul Corriere della sera (6 giugno) il problema dell'esistenza di Dio. L'analisi dell'illustre autore si svolge attraverso un excursus  storico che muove dall'epoca antica per approdare fino ai tempi presenti.
La dettagliata disamina delle opinioni espresse in un senso o nell'altro sul secolare sforzo di provare l'esistenza o l'inesistenza di Dio induce l'autore a concludere che il problema é ancora  al centro dell'attenzione, come risulta anche dall'interesse mondiale per le ultime ore e per le esequie di Giovanni Paolo II,  ribadendo così che  nelle avversità Dio continua a essere  una speranza e non un'incongruenza tra l'altro Torno afferma che non é difficile dubitare che i laici scarseggiano e che il loro pensiero è forse più in crisi di quanto si supponesse. A titolo di convalida cita un passo di un altro recente saggio di Carlo Augusto Viano ("Le imposture degli  antichi  e i miracoli dei moderni", Einaudi, pp. 168, euro 16) nel quale si ricorda come gli antichi campioni di laicità siano sempre più presenti alle cerimonie di canonizzazione, mentre sono gli ex estimatori del pensiero illuminista ad avallare i miracoli e le altre manifestazioni che un tempo consideravano imposture. L'autorevole articolista ammette che il ritorno delle prove sulla esistenza di Dio possa essere un ulteriore gioco intellettuale , ma conclude che da ciò deriva la conferma di un bisogno di avvicinarsi a un Dio che non vuole morire e senza il quale sembra impossibile vivere..
Il panorama delineato da Torno si presenta molto interessante e suggestivo per avere una sintesi riassuntiva del problema filosofico più affascinante nella storia del pensiero di tutti i tempi , ma se ne trae anche una sorta di registrazione del sentimento collettivo verso il ritorno al culto della spiritualità. La dotta 

dissertazione di Torno sembra infatti ispirata dall'esigenza, che ciascuno avverte istintivamente, istintivamente, di trovare nella propria coscienza una risposta all'assillo dell'animo nella ricerca  di Dio.
Si può aggiungere  che  una tale risposta, pur superando i parametri della ragione  umana, trova comunque  sufficiente alimento nel dono della fede, che ci offre la certezza che Dio è dentro di noi.
Si tratta di una sensazione che può essere percepita esclusivamente attraverso i moti dello spirito, affidata cioé alla pulsione interiore di ogni singolo individuo. Anche se tutte le opinioni espresse sull'arduo tema si prestano a essere condivise, contestate o contraddette, va in ogni caso tenuto conto che l'idea di Dio é stata sempre presente in tutte le fasi della storia.
Poiché non esiste la possibilità di provarne l'inconsistenza, bisogna concludere che quella idea rivela una verità misteriosa e affascinante. Per coloro che ritengono di poter negare  radicalmente l'esistenza di Dio può costituire un valido motivo di riflessione quanto si legge nel libro"Dio è un rischio" di Giuseppe Prezzolini (Rusconi, 1980).
L'illustre scrittore, giunto a tardissima età, confessò che sull'argomento era partito dalla certezza della negazione di Dio per giungere, dopo un lungo e tormentato cammino del suo pensiero, al dubbio, a un "chi lo sa?", un "magari", un "forse".
E' un segno illuminante che uno scrittore proclamatosi ateo per tutta la sua lunghissima esistenza sia pervenuto infine a una conclusione di incertezza, percorrendo un itinerario inverso a quello della logica normale, la quale solitamente muove da posizioni di dubbio per approdare a quelle della certezza.
La  morale che emerge  dal libro di Prezzolini è quella trascritta sulla copertina "Di , impossibile nella logica, diventa  possibile  nella  preghiera , che  é  semplicemente  un  atto  di  esperienza  creativa. Per dimostrare l'esistenza  di Dio non c'è  altro  mezzo che  di  evocarl , di  crearlo."

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